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VITTORIA - 18/12/2009
Politica - Vittoria: l’interessato avrebbe ricevuto minacce

S´è dimesso l’esperto all´Urbanistica Titta Rocca

In una lettera al sindaco Nicosia spiega il gesto. «L’assessore Cavallo e il dirigente Avarino sono incompatibili»
Foto CorrierediRagusa.it

Titta Rocca (nella foto) di è dimesso da consulente ed esperto del sindaco Nicosia. Segnali di malessere e malumori che l’esperto all’Urbanistica e consulente per l’organizzazione degli uffici tecnici dal 2006 al 2008 cova da un po’ di tempo. La Procura della Repubblica, destinataria di più esposti spediti dallo stesso Titta Rocca e dal sindaco Giuseppe Nicosia, dovrà accertare se all’indirizzo del consulente siano arrivate negli ultimi tempi minacce più o meno velate.

Appare turbato e poco loquace il Rocca costretto ad ammettere il suo gesto di dimissioni irrevocabili. I malesseri di Rocca cominciano e finiscono dentro gli uffici tecnici. Nel misterioso arcipelago dell’urbanistica della città, nei vari progetti in cui ha messo il naso e ha cercato di fermare, ai tanti «no» che ha detto, alle moltissime segnalazioni fatte al sindaco.

Incomprensioni con l’assessorato retto da Salvatore Avola che iniziano con le ciminiere, continuano con il project financing al cimitero, si riflettono nei lavori della scuola media Vittoria Colonna, toccano i campetti di Lucarella e per finire il sequestro di atti avvenuto il 18 novembre scorso e relativo al blitz compiuto dalla Polizia stradale di Catania, Ragusa e Vittoria dentro capannoni in contrada Serra Rovetto nel 2003, di cui Rocca afferma «d’ignorare persino l’esistenza».

Incomprensioni che si sarebbero sviluppate persino con l’assessorato retto da Filippo Cavallo, all’indirizzo del quale Rocca ha sottolineato l’incompatibilità fra l’assessore all’Urbanistica Cavallo e il dirigente Alberto Avarino.

La lettera delle dimissioni «irrevocabili» è corposa. Rivolto al sindaco Nicosia, al quale dà del lei, dice che «sono venuti meno i motivi che nel 2006 mi hanno spinto a sostenere la «sua» candidatura in nome di un radicale rinnovamento nella gestione della cosa pubblica e in particolare Urbanistica, in contrasto con la cattiva gestione del territorio negli ultimi anni».

Rocca ha constatato che il suo «ruolo è stato sempre malvisto, ostacolato e limitato da una difficile convivenza fra soggetti, che pure avrebbero dovuto collaborarmi». Il consulente fa capire di avere ricevuto pressioni da «alcuni che l’hanno ritenuto responsabile del blocco di alcune pratiche che sono oggetto di recenti azioni giudiziarie di cui ignoravo tutto». Rocca ha interpellato il suo avvocato e ha fatto partire un esposto alla Procura della Repubblica. Nella sintesi, Rocca avrebbe maturato il gesto delle dimissioni per lo stato di solitudine che gli avrebbe fatto perdere la serenità giusta per andare avanti.