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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1316
VITTORIA - 12/11/2009
Politica - Vittoria: quale sarà il futuro del Pd ipparino?

Caruano e Nicosia: vicini in giunta, distanti nel partito

I capicorrente locali dettano le condizioni pre-congresso. Caruano a Formica: «Usa la testa, non ti dimettere». E a Fabio Nicosia suggerisce di «sgonfiare i muscoli»
Foto CorrierediRagusa.it

«ReD», non è l’ultimo modello reddituale indirizzato agli uffici fiscali, ma un’area nell’area Bersani-Mattarella. E’ nata a Vittoria e sta per «Riformisti e Democratici» come area di libero scambio culturale e politico, di discussione e di approfondimento. Leader Gianni Caruano (nella foto da sinistra accanto al sindaco Giuseppe Nicosia), vice sindaco ed ex deputato nazionale che vuole giocare un ruolo importante in vista del prossimo congresso.

«Che si svolgerà a dicembre- esordisce Caruano- perciò consiglio a Giovanni Formica di non dimettersi, di usare la testa e la saggezza fino al prossimo congresso». Chi fa politica sa che è un messaggio diretto all’area alla quale appartengono i «non compagni» Fabio e Giuseppe Nicosia, ovvero la mozione Franceschini-Lumia, che ha già dato l’ultimatum a Formica per eleggere subito un segretario del partito.

Con Gianni Caruano ci sono gli ex democristiani e margheritini. Giulio Branchetti (non più col sindaco come non più assessore) e Rosa Perupato, ma anche ex comunisti come Salvatore Avola, Ginetta Guerrieri, Giovanni Lucifora, Anna del Guercio, Titta Cirignotta, Cinzia La Greca, Stefania Cavarra, Angelo Sallemi, Salvatore Cilia, Saro Mezzasalma, Giuseppina Spadaro, Emanuele Cascino, Angelo Domicolo, Salvatore Dezio, Vittorio Floriddia e Angelo Di Martino. La mozione siciliana che ha vinto il congresso regionale, ovvero Giuseppe Lupo, a Vittoria è rappresentata da Angelo e Giovanni Macca e da tutta l’area Cisl. Che come a Palermo, si potrebbe alleare con l’area Lupo e mettere all’angolo i mattarelliani.

Giovanni Caruano, infatti, dice agli altri componenti, ma soprattutto a Fabio Nicosia che ha già fatto la voce grossa con Formica, «che la concezione muscolare non va bene. Non è vero che il congresso si celebrerà a primavera. Lo faremo entro dicembre, per cui saggezza impone di non fare colpi di testa affrettati. Basta imporre le regole con i muscoli e a colpi di maggioranza. Se proprio dobbiamo cambiare subito Formica facciamolo con una reggenza fino al congresso. Propongo una lista unitaria, altrimenti ci mangeremo il partito. La logica muscolare acuisce le divisioni. Dobbiamo dire alla gente che il sindaco Nicosia va ricandidato e che tutto il centrosinistra è unito e forte».

Più o meno le stesse cose dette da Giuseppe Digiacomo nei 15 giorni prima del ballottaggio. Voleva un voto per alzata di mano e un accordo che non escludesse nessuno delle 3 componenti nella gestione del partito. Si fece esattamente al contrario. Lumia abbandonò i lavori per protesta e Lupo fu eletto con il massimo dei voti a disposizione.

Se le varie componenti vittoriesi non riescono a trovare un vero accordo, c’è il pericolo che si vada al congresso spaccati e che tale spaccatura rimanga anche dopo. Un vecchio esperto della politica, che aveva tanti difetti, era dotato di un pregio. Un anno prima delle elezioni che l’avrebbero visto candidato e protagonista, riusciva a ricomporre tutte le divisioni, anche con gli acerrimi nemici. Vinceva le elezioni e poi ritornava a litigare.

Quell’esperto era Francesco Aiello. Allora gli veniva facile, perché aveva a che fare solo con il suo partito, tutti ex comunisti. Adesso nel centrosinistra ci sono gli ex democristiani e gli ex margheritini, e l’impresa non è facile se il leader non ha carisma e grande capacità di mediazione.