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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1318
VITTORIA - 18/05/2009
Politica - Vittoria: Artini e Marchi sono tornati nel centrodestra

Vittoria: guerra in famiglia nel Pdl fra modicani e vittoriesi

Incardona a Minardo: «Mi ha frainteso, e se lui mi querela il lo controquerelerò»

La campagna acquisti è aperta tutto l’anno. Ogni partito ha movimenti in uscita e in entrata. Oggi è stato ufficializzato il rientro di Luigi Marchi e di Salvatore Artini nel Pdl, per essere più precisi, nell’area di centrodestra, nella quale hanno iniziato la loro esperienza politica. Passaggio al Pdl anche per il consigliere indipendente di circoscrizione Giulia Artini, figlia di Salvatore.

Marchi esordì in Forza Italia nel 1994, eletto in consiglio provinciale con circa 1000 voti. Artini qualche anno dopo per An è diventato consigliere comunale con mezzo migliaio di preferenze, una valanga di consensi per uno che non aveva mai fatto politica. Sono rientrati nel centrodestra e hanno ritrovato l’assessore regionale Carmelo Incardona.

Marchi e Artini sono quindi componenti della corrente di Nino Minardo, che ha già aperto una segreteria politica nel cuore di Vittoria, in piazza del Popolo. Per sfidare l’altra corrente, quella di Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona, alleati di ferro in questo momento contro la componente minardiana che a Vittoria ha il punto di riferimento in Riccardo Terranova.

Minardo e Incardona, ormai dello stesso partito, sono riusciti ad avvelenare la campagne elettorale con minacce di querele reciproche. Da una frase detta da Incardona «Minardo compra le persone», il deputato medicano ha preannunciato di voler querelare Incardona.

Il deputato e assessore vittoriose ha risposto per nulla intimorito. «Se l’onorevole Minardo non avesse frainteso le mie parole non mi avrebbe ingiurato. Se deciderà di affidare all’autorità giudiziaria la controversia, con la conseguente morte della politica, io lo controquerelerò perché nelle mie parole non c’è stata nessuna frase che può costituire oggetto di querela, poiché qualsiasi espressione va ricondotta all’interno della dialettica politica».