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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 925
VITTORIA - 06/05/2009
Politica - Vittoria: nella foresta del civico consesso

Cannella denuncia: «Gruppi consiliari illegittimi»

Chi ha lasciato il partito d’origine non può essere capogruppo di se stesso. Lo stabilisce l’art. 35 dello Statuto, vecchio ma ancora valido
Foto CorrierediRagusa.it

Giuseppe Cannella (nella foto) mette in discussione la legittimità di alcuni gruppi consiliari e degli stessi capigruppo di se stessi. Cita l’artico 35 dello Statuto comunale che recita «Ogni gruppo consiliare è costituito da almeno due consiglieri, salvo che i candidati eletti in una stessa lista siano in numero inferiore a due».

Se le cose stanno veramente così, e non abbiamo motivo di dubitarne, alcuni gruppi consiliari «sono illegittimi e fuori norma». Perché lo Statuto comunale sarà pure vecchio e inadeguato, come dice Cannella, ma non per questo può essere puntualmente calpestato.

E’ difficile addentarsi nel foresta del Consiglio comunale, completamente snaturato rispetto a quello uscito fuori dalla volontà degli elettori la prima settimana di giugno del 2006, ma dobbiamo provarci.

Il presidente del Consiglio ha lasciato l’Mpa ed è ritornato nella Lista D’amato per la quale era stato eletto. E’ ancora valida questa lista per formare gruppo? Primo interrogativo.

Giuseppe Cannizzo ha lasciato la Margherita, non ha mai aderito al Pd e si è dichiarato capo gruppo indipendente. Non dovrebbe andare a confluire nel gruppo misto? Secondo interrogativo.

Francesco Aiello, ha lasciato il Pd e si è autoproclamato capogruppo di Azione Democratica. Poiché è solo, recita l’articolo 35 dello Statuto, Ad può essere gruppo consiliare? Terzo interrogativo.

Roberto Zelante ha lasciato l’Udc per costituirsi in capogruppo consiliare indipendente. Dovrebbe andare a confluire nel gruppo misto con Aiello e Cannizzo? Quarto interrogativo.

Fabio Prelati era entrato come socialista ma subito dopo è passato a Idv, può essere capogruppo? Quinto interrogativo.

Viene il mal di testa entrare nel ginepraio creato da Gap e Pro Scoglitti, dove non si sa quali siano le ultime decisioni prese dagli stessi componenti. Sebastiano Gatto e Claudio Muscia hanno lasciato Incontriamoci ed hanno fondato Pro Scoglitti. Davide Privitelli (usiamo il condizionale) avrebbe lasciato l’Udc ma oggi non sappiamo in quale gruppo si collochi. Potrebbe da un momento all’altro rientrare nell’Udc, essendo stato presente alla riunione dei vertici del partito di Casini presso la sala Avis. Salvatore Artini ha lascito prima An e poi l’Mpa ed è nel Gap insieme a Luigi Marchi che ha lasciato Italia dei valori.

Chi è in regola ed ha i requisiti per fare gruppo e il capogruppo, si faccia avanti. Non dovrebbero temere nulla i gruppi storici: Pd (ex Ds e Margherita); Fi-An (ormai Pdl); l’Mpa; i «fedeli» ai partiti originari Nello Dieli (Vittoria che cambia), Giombattista Ragusa (Alleanza siciliana), Mariella Garofalo (Sd), Peppe Cannella (Bellaciao–Rifondazione comunista). Quale sindaco e presidente sarebbe in grado di governare questo Consiglio?

Il consigliere Peppe Cannella si fa carico di mettere ordine, almeno ci prova. E dice ai suoi colleghi di Consiglio che lo Statuto «viene incredibilmente calpestato da quindici anni e la mancanza dei suoi regolamenti attuativi continuano a favorire a livello municipale confusione e conflittualità promuovendo la legge della giungla e una concezione parziale ed autoritaria delle istituzioni. Su tali aspetti sarò intransigente già dalle prossime sedute del Consiglio comunale e attendo risposte e provvedimenti urgenti da parte del sindaco, del presidente del Consiglio e dei massimi funzionari del Comune. Il tempo è scaduto».