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VITTORIA - 23/04/2009
Politica - Vittoria: i consiglieri boicottano i lavori d’aula

Consiglieri «fannulloni», ma al «gettone» nessuno rinuncia

Gurrieri e Prelati: «Non paghiamo il gettone agli assenti, è norma della Finanziaria 2007». Moscato anticipa tutti e devolve due mesi all’Abruzzo

Otto presenti, 12 assenti, la seduta è sciolta per mancanza del numero legale. Il civico consesso di Vittoria assomiglia a un ufficio pubblico degli anni ‘80, quando gli impiegati arrivavano, firmavano, uscivano a prendere il caffè e non tornavano più fino al pomeriggio, per firmare e incassare pure lo straordinario. Tanto lo stipendio era assicurato. Non c’era l’orologio all’ingresso e Brunetta era solo un docente di Economia e del Lavoro a Tor Vergata. Così si svolgono nel 2009, da due sedute in qua, i consigli comunali di Vittoria. Per fare ostruzionismo all’amministrazione Nicosia, con la complicità di qualcuno della maggioranza, ma chi viene gabbata e derisa è la città e quindi gli elettori che hanno votato questi 30 consiglieri.

I rappresentati del popolo vittoriese arrivano, rispondono presente, poi escono alla spicciolata, l’ultimo che rimane chiede il numero legale e fugge via per non rispondere presente. Il presidente del Consiglio Luigi D’Amato è gabbato e costretto a dichiarare la seduta sciolta per mancanza del numero legale. Strategia legittima, ma che s’abbia l’onestà di rinunciare al compenso, anche s’è minimo.

Piero Gurrieri, consigliere comunale del Pd sarà pure un cavilloso, ma le leggi e i regolamenti li conosce, li interpreta bene e ce li rammenta all’occorrenza. Ha scritto al presidente del Consiglio D’Amato e al prefetto Carlo Fanara per denunciare questo marchingegno che consente di erogare il gettone di presenza anche agli assenti, una sorta di vuoto per pieno. La Finanziaria 2007, scrive Gurrieri, ha modificato il permissivismo di prima. «La corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla effettiva partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne stabilisce termini e modalità».

Stessa cosa dice Fabio Prelati, consigliere di Idv. «A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca!». Avevo già avuto modo di denunciare all’opinione pubblica la strana scelta operata, durante il Consiglio comunale di Vittoria del 7 Aprile scorso, dai consiglieri dell’opposizione, vale a dire quella di far venir meno il numero legale in aula e far sciogliere la seduta. Avevo paventato l’avvio di una strategia d’opposizione indirizzata all’ostruzionismo verso i deliberati di competenza del Consiglio comunale, ebbene, ciò che è accaduto nella seduta del 21 aprile conferma tale tattica dilatoria!»

Riccardo Terranova, Attilio Maira, Giovanni Moscato, Nino Nicosia, Marco Greco, Roberto Zelante e Nello Dieli gongolano per il risultato raggiunto. «Questa amministrazione- scrivono- non ha più una maggioranza. Erano presenti 5 consiglieri, da soli non erano sufficienti a garantire la validità della seduta. Gli atti da votare riguardavano l’approvazione di svariati debiti fuori bilancio per coprire i decreti ingiuntivi di pagamento a seguito di azioni legali avviate da parte di diversi creditori del Comune di Vittoria.

Il sindaco sulla carta avrebbe i numeri in Consiglio per poter andare avanti, basti pensare al solo Pd che conta ben 8 consiglieri. Ma è proprio in questo gruppo consiliare che vanno ricercate le responsabilità del mancato raggiungimento del numero legale a causa della frammentazione che lo sta dilaniando. Frammentazione manifestata con le assenze «strategiche» in Consiglio dal «sapore» di resa dei conti interna, appunto!».

Il primo a dare l´esempio è Giovanni Moscato, consigliere del Pdl. Ha comunicato al presidente del Consiglio Luigi D´Amato di rinunicare ai gettoni consiliari dei mesi di aprile e maggio per devolverli in favore dei terremotati dell´Abruzzo.