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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 764
VITTORIA - 07/04/2009
Politica - Vittoria: conferenza stampa al vetriolo del sindaco

Nicosia querela tutti: «Non cedo alle richieste di contributi»

Sul tappeto, il project financing, il mercato ortofrutticolo, i precari, assunzioni di pregiudicati, l’impianto d’illuminazione pubblica. Atti alla Procura e alla Dda
Foto CorrierediRagusa.it

«Chiedono le mie dimissioni perché non cedo alle richieste di contributi esterni. Ho consegnato tutti gli atti di questi ultimi anni alla Procura e alla Direzione Distrettuale antimafia, non mi dimetto e vado avanti. Ho querelato tutti quelli che hanno infangato la mia immagine, la città e l’amministrazione comunale». Per Giuseppe Nicosia (nella foto al centro con il suo vice Gianni Caruano e l´addetta stampa Giannella Iucolano), sindaco di Vittoria, la miglior difesa è l’attacco.

Querele per tutti. Nei confronti dell’ex sindaco Francesco Aiello, dei dirigenti di Azione democratica e di autori di articoli e di filmati divulgati tramite siti web, tendenti a trasmettere notizie e immagini diffamatorie. Il sindaco s’è presentato in conferenza stampa, che ha denominato «Scandalo Vittoria», con due carpette piene di documenti relativi agli anni 2007 e 2008.

Contenuti esplosivi relativi al project financing del cimitero; al mercato ortofrutticolo che ha provocato un danno di 3 milioni di euro per il Comune; al progetto Eurotel, l’illuminazione pubblica, che prevede l’esborso di un milione di euro l’anno per 15 anni; la questione dei precari e le assunzioni di pregiudicati durante la precedente amministrazione, arrestati con l’operazione Tsunami e licenziati da Nicosia. «Ho riattivato- dice il sindaco- i controlli attraverso i casellari giudiziali di tutto il personale, dal direttore generale all’ultimo messo, che inspiegabilmente erano stati bloccati».

Il bersaglio principale è l’ex sindaco. Poi Azione democratica e qualche freelancer che «continua a divulgare sui web notizie già chiuse nel 2007», che vorrebbero accostare il sindaco all’arrestato Raffaele Di Stefano, «al quale- dice Nicosia- ho chiesto il risarcimento danni di 50 mila euro nel 2007, ben prima dell’articolo uscito su Repubblica e delle notizie riportate in questi giorni. Continuano a diffamarmi perché non ho concesso loro contributi vari per progetti che mi vengono a proporre, che venivano finanziati dalla passata amministrazione. Tutto al vaglio della Procura e della Dda, con i quali collaboro totalmente».

Intanto, brutte notizie arrivano dal primo Consiglio comunale senza maggioranza. Nel corso della seduta che doveva approvare un debito fuori bilancio per pagare un’azienda, l’amministrazione è stata battuta dall’opposizione consiliare che ha votato compatta per il no con Pdl, Mpa, Gap, Pro Scoglitti, Casa della Sinistra, Vittoria che cambia, Azione Democratica. «Adesso – informa critico Fabio Prelati di Idv- si aggiungeranno ulteriori oneri economici a carico dell´ente e la ditta creditrice dovrà attendere ancora del tempo».

NELLA FOTO SOTTO I FASCICOLI DELLO SCANDALO. CLICCATECI SOPRA PER INGRANDIRLA

I fascicoli dello scandalo nelle mani del sindaco Nicosia