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Domenica 28 Maggio 2017 - Aggiornato alle 0:03 - Lettori online 426
VITTORIA - 07/04/2009
Politica - Vittoria: conferenza stampa al vetriolo del sindaco

Nicosia querela tutti: «Non cedo alle richieste di contributi»

Sul tappeto, il project financing, il mercato ortofrutticolo, i precari, assunzioni di pregiudicati, l’impianto d’illuminazione pubblica. Atti alla Procura e alla Dda
Foto CorrierediRagusa.it

«Chiedono le mie dimissioni perché non cedo alle richieste di contributi esterni. Ho consegnato tutti gli atti di questi ultimi anni alla Procura e alla Direzione Distrettuale antimafia, non mi dimetto e vado avanti. Ho querelato tutti quelli che hanno infangato la mia immagine, la città e l’amministrazione comunale». Per Giuseppe Nicosia (nella foto al centro con il suo vice Gianni Caruano e l´addetta stampa Giannella Iucolano), sindaco di Vittoria, la miglior difesa è l’attacco.

Querele per tutti. Nei confronti dell’ex sindaco Francesco Aiello, dei dirigenti di Azione democratica e di autori di articoli e di filmati divulgati tramite siti web, tendenti a trasmettere notizie e immagini diffamatorie. Il sindaco s’è presentato in conferenza stampa, che ha denominato «Scandalo Vittoria», con due carpette piene di documenti relativi agli anni 2007 e 2008.

Contenuti esplosivi relativi al project financing del cimitero; al mercato ortofrutticolo che ha provocato un danno di 3 milioni di euro per il Comune; al progetto Eurotel, l’illuminazione pubblica, che prevede l’esborso di un milione di euro l’anno per 15 anni; la questione dei precari e le assunzioni di pregiudicati durante la precedente amministrazione, arrestati con l’operazione Tsunami e licenziati da Nicosia. «Ho riattivato- dice il sindaco- i controlli attraverso i casellari giudiziali di tutto il personale, dal direttore generale all’ultimo messo, che inspiegabilmente erano stati bloccati».

Il bersaglio principale è l’ex sindaco. Poi Azione democratica e qualche freelancer che «continua a divulgare sui web notizie già chiuse nel 2007», che vorrebbero accostare il sindaco all’arrestato Raffaele Di Stefano, «al quale- dice Nicosia- ho chiesto il risarcimento danni di 50 mila euro nel 2007, ben prima dell’articolo uscito su Repubblica e delle notizie riportate in questi giorni. Continuano a diffamarmi perché non ho concesso loro contributi vari per progetti che mi vengono a proporre, che venivano finanziati dalla passata amministrazione. Tutto al vaglio della Procura e della Dda, con i quali collaboro totalmente».

Intanto, brutte notizie arrivano dal primo Consiglio comunale senza maggioranza. Nel corso della seduta che doveva approvare un debito fuori bilancio per pagare un’azienda, l’amministrazione è stata battuta dall’opposizione consiliare che ha votato compatta per il no con Pdl, Mpa, Gap, Pro Scoglitti, Casa della Sinistra, Vittoria che cambia, Azione Democratica. «Adesso informa critico Fabio Prelati di Idv- si aggiungeranno ulteriori oneri economici a carico dell´ente e la ditta creditrice dovrà attendere ancora del tempo».

NELLA FOTO SOTTO I FASCICOLI DELLO SCANDALO. CLICCATECI SOPRA PER INGRANDIRLA

I fascicoli dello scandalo nelle mani del sindaco Nicosia