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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 864
VITTORIA - 31/03/2009
Politica - Vittoria: il Pd si stringe attorno al sindaco Nicosia

Vittoria: il 10° assessore sarà un tecnico, ma senza fretta

Aiello a caccia di consensi per la sfiduca: servono 12 firme per presentarla e 20 voti per approvarla
Foto CorrierediRagusa.it

Il direttivo del Pd di Vittoria fa quadrato attorno al sindaco Giuseppe Nicosia. Dopo l’uscita dalla maggioranza di Gap e Pro Scoglitti, Vittoria s’interroga su come sarà il futuro politico e amministrativo da qui al 2011, data della scadenza naturale della legislatura.

Il sindaco, parlando dopo gli interventi di Nadia e Giuseppe Fiorellini, del segretario locale Giovanni Formica, del deputato Giuseppe Digiacomo e del vice coordinatore Tuccio Di Stallo, ha detto che la verifica è chiusa e che al momento non ci saranno uscite né entrate. Salvano il posto Giovanni Macca e Luciano D’Amico. E se non si fosse dimesso anche Paolo Monello sarebbe rimasto al suo posto. Più avanti sarà rimpiazzato il decimo assessore con un tecnico di riconosciuta esperienza. Nicosia rimpiazzerà anche i posti di sottogoverno per l’Amiu, Emaia e Sogevi che lasceranno liberi gli esponenti di Gap e Pro Scoglitti.

Mentre Francesco Aiello soffia sul fuoco cominciando il lavoro per chiedere la mozione di sfiducia, il sindaco Nicosia incassa la solidarietà del suo partito, dei deputati Giuseppe Digiacomo e Roberto Ammatuna e dai dirigenti del partito Venerina Padua, Tuccio Di Stallo e Giovanni Formica. Per mandare a casa il sindaco servono i 2/5 del Consiglio (12) per la presentazione della mozione di sfiducia, e i 2/3 (20 consiglieri) per la votazione. Numeri difficili da raggiungere, anche perché Claudio Muscia dice che non firmerebbe la sfiducia «contro il suo amico Nicosia».

Il partito respinge con forza gli attacchi al sindaco che gli sono stati attribuiti per la morte di Giovanni Liguori e per l’arresto di Maurizio Di Stefano, definendo «sciacallaggio senza scrupoli» il volerlo chiamare in causa per cose inesistenti. A proposito dell’arresto di Di Stefano, l’avvocato Antonia Brancaforte ha comunicato che già nel 2007 il sindaco ha avviato azione risarcitoria di 50 mila euro nei confronti di Di Stefano in quanto condannato per reati di mafia, 416 bis. Nicosia ha anche annunciato querela per diffamazione nei confronti di coloro che lo hanno chiamato in causa con malafede.


TERREMOTO POLITICO: 5 CONSIGLIERI HANNO ABBANDONATO NICOSIA

Gap e Pro Scoglitti (nella foto di Rosario Invincibile), sono fuori dalla maggioranza consiliare, alla quale vengono a mancare 5 consiglieri: Davide Privitelli, Claudio Muscia, Sebastiano Gatto, Luigi Marchi e Salvatore Artini. La coalizione che appoggia il sindaco Giuseppe Nicosia potrà contare su 11 consiglieri certi, al massimo 13 se si dovessero aggiungere Peppe Cannella e Mariella Garofalo, ora che non ci sono più forze «ibride» come venivano considerati Mpa e Pro Scoglitti-Gap.

La svolta s‘è avuta dopo la conferenza stampa tenuta a Scoglitti dai due movimenti civici. Erano a un passo dall’entrare in giunta con Walter Zorzi e Pasquale Ferrara, si ritrovano, per loro scelta e volontà, ad essere opposizione «dura» alla maggioranza. «Adesso cominceranno le tragedie greche- anticipa Luigi Marchi- perché ci siamo sentiti presi per i fondelli dal sindaco Nicosia dopo due anni e mezzo che sosteniamo la sua linea».

Anche Davide Privitelli, Salvatore Artini, Claudio Muscia e Sebastiano Gatto appoggiano la tesi della rottura totale, dell’opposizione e della denuncia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, le osservazioni fatte da Giuseppe Mustile venerdì sera, quando è stato messo in discussione il nome di Pasquale Ferrara assessore.

«Ferrara andava bene due anni e mezzo fa- rivela Davide Privitelli, quando chiesero l’alleanza proponendo la vice sindacatura a lui e la presidenza del Consiglio a Luigi D’Amato. Ora Pasquale non va bene più. Il tempo è scaduto, siamo fuori e cominciamo a denunciare tutto il degrado e il dissesto che regna a Scoglitti e a Vittoria alle porte dell’estate».

E a chi chiede a Privitelli se non avesse provato «imbarazzo» essere vice segretario provinciale dell’Udc ed esponente della giunta Nicosia, lo stesso risponde: «Se avessero chiuso la verifica venerdì, anziché accondiscendere alle perplessità di Mustile, non avrei accettato quella carica».

Pasquale Ferrara è il meno adirato e il più pacato. Lui voleva uscire a febbraio, ma aveva seguito il consiglio di Claudio Muscia. «Secondo le promesse del sindaco noi dovevamo entrare in giunta il 15 febbraio- dice Ferrara- Non può giocare con le persone che in questi 3 anni hanno dimostrato di avere a cuore le sorti della città. Ora partiranno anche le denunce relative al fiume Ippari, sporco al punto che si rischia l’epatite virale».

Insomma, si preannunciano tempi difficili dalle conseguenze imprevedibili. Perché i primi a saltare, seconda la logica razionale della politica, saranno quelli che occupano posti nei consigli di Emaia (La Pegna), Amiu (Gulino) e Sogevi. E anche la Pro Loco, dice qualcuno dell’entourage del sindaco, si rimette in discussione totale. Guerra? E sarà guerra per tutti. Il problema è che la città non è ancora pronta ad andare ad elezioni anticipate.


LE ULTIME DA BABELE RAGUSANA

Le ultime da Babele ragusana, direbbe Giorgio dell’Arti. Tonino Solarino, ex sindaco di Ragusa, entra nel Progetto di Luigi D’Amato, presidente del Consiglio di Vittoria. Nasce all’hotel Montreal, dopo pochi mesi di gestazione, il Progetto di federazione tra soggetti e movimenti civici. «Vuole essere –dicono Solarino e D’Amato- punto di riferimento per tanti che hanno passione politica, stimolare le istituzioni, seguire i processi politici in corso favorendone una progettualità di qualità».

L’Udc provinciale ha trovato un segretario provinciale per acclamazione, Pinuccio Lavima, ma ha ingigantito i problemi della sua frantumazione. Davide Privitelli ieri è diventato vice segretario provinciale, ma domani potrebbe essere collaboratore attivo di una giunta di centrosinistra. La carica ottenuta al congresso dello scudo crociato ha messo in imbarazzo l’Udc e il centrosinistra di Vittoria.

Salvo Barrano, commissario dell’Udc ipparino, e Rosario Lo Monaco, sbollita la rabbia per questa elezione, attendono la chiusura della verifica in corso. E sperano che Privitelli non entri nella giunta Nicosia optando per l’Udc come capogruppo consiliare e vice segretario provinciale.

Il vice sindaco Gianni Caruano definice questa carica «un grave triplice errore del consigliere Privitelli. Un errore per lui, per la sua persona dimidiata da appartenenze contrapposte; un errore per l’Udc, che lo ha chiamato a gestire a livello provinciale responsabilità importanti (quali alleanze, quali prospettive?) e per il (secondo) partito, il Pro Scoglitti, che a Vittoria sostiene l’amministrazione Nicosia e partecipa alla verifica e alla discussione sulle prospettive amministrative con propri candidati in giunta e rappresentanti all’Amiu e all’Emaia».

Neanche il sindaco Nicosia ha fatto salti di gioia di fronte a questa elezione, che rappresenta un caso politicamente ibrido: diverso sarebbe, pensa il sindaco, se l’Udc dovesse allacciare contatti programmatici con il centrosinistra.

La verifica, in ogni caso, è alla fine. Gap e Pro Scoglitti, forte di 5 consiglieri, sperano di dettare condizioni circa i nomi degli assessori e il programma da seguire per rilanciare Vittoria. Se ci sarà l’accordo entreranno Walter Zorzi e Pasquale Ferrara (anche se la cosa non piace a Giuseppe Mustile e a Filippo Cavallo), altrimenti il sindaco continuerà a navigare a vista, come ha fatto finora, sperando di arrivare quanto più possibile vicino alla fine della legislatura.