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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1079
VITTORIA - 24/03/2009
Politica - Vittoria: Sergio D’Antoni ha scaldato i motori del Pd

Vittoria, rimpasto con Zorzi e Ferrara probabili assessori

Di «Papillon» si sa tutto. Il giovane Zorzi sarebbe la rivelazione dell’ultim’ora
Foto CorrierediRagusa.it

Sergio D’Antoni ha scaldato la piazza di Vittoria in una domenica dedicata elusivamente alla politica. Sul palco del Pd, insieme all’ex segretario generale della Cisl che anni addietro fu a un passo dal diventare leader nazionale del centrosinistra, i deputati regionali Pippo Digiacomo, Roberto Ammatuna, il segretario del partito Giovanni Formica e il sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto).

Un quadro più che mai unito al cospetto d’una piazza molto attenta alle saette che sparano gli oratori. Bordate per tutti, contro il centrodestra e le «frange estremiste di sinistra", con nel mezzo compresso e schiacciato l’ex alleato Riccardo Minardo: bocciato il piano sanitario che penalizza Vittoria a beneficio di Modica, e il piano casa a cui s’è dedicato principalmente D’Antoni.

A Vittoria mancano due anni al voto, ma è come se si dovesse andare alle urne nel prossimo mese di maggio. Tante sono le accuse che si scambiano i vari soggetti politici, come buona tradizione vuole! In verità nulla di nuovo, argomenti triti e ritriti che sentiamo da quando i comizi si annunciavano con i megafoni per le vie della città. Prima si litigava per i simboli partitici: scudocrociato, falce e martello, garofano. Ora le contumelie rimarcano vendette personali, propositi di rivincita, odi politici che imbarbariscono gli animi, provocano disgusto e non risolvono i problemi.

Titta Rocca è fermo sulle decisioni di lasciare l’incarico di esperto. Ce l’ha con l’ingegnere Angelo Piccione, con l’assessore Salvatore Avola, con l’ex esperto suo predecessore Angelo Dezio. E’ probabile che anche l’ingegnere Piccione non avrà rinnovato il contratto di dirigente dopo la scadenza. Il sindaco è tutt’altro che soddisfatto di come s’è agito in materia di Lavori pubblici. Sarà più facile il percorso della giunta con l’uscita di scena di Paolo Monello e di Titta Rocca? Probabilmente ci saranno meno mal di pancia all’interno della maggioranza.

Prendono consistenza le voci inerenti ai nuovi assessori. La fuoruscita anticipata di Monello avrebbe salvato l’assessorato a Luciano D’Amico ma non a Giovanni Macca. Al loro posto dovrebbero arrivare Walter Zorzi (la novità, il nome inedito dell’ultim’ora) e Pasquale Ferrara, il veterano di mille battaglie combattute sotto tutte le bandiere politiche.

Zorzi è figlio di avvocato. Poco più che 30 enne, dicono giovane brillante e pragmatico, specializzato nella gestione delle amministrazioni condominiali. Qualcuno arriccia il naso ricordando che proviene dallla "Fiamma"; un’affermazione ridicola nel giorno della cremazione di An. Vittoria è stanca di tromboni antifascisti (ne abbiamo visti e sentiti troppi negli ultimi 40 anni), ha bisogno di manager capaci nell’amministrare all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza. Quando Giorgio Almirante arringava i nostalgici prima di morire nel 1988, Walter Zorzi faceva la scuola elementare. E come diceva lo stesso Almirante: «Nessuno può dare del fascista a chi è nato nel dopoguerra». Zorzi, al 99% sarà assessore della prossima giunta per volere del Gap (Gruppo azione popolare).