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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:15 - Lettori online 987
VITTORIA - 09/02/2009
Politica - Vittoria: allarme dopo la notizia dell’acquisizione degli immobili

Monello: «Sindaci costretti a requisire, pena destituzione»

In passato Totò Cuffaro, Salvo Zago e altri parlamentari hanno provato a far varare una legge "salvacase", ma senza successo
Foto CorrierediRagusa.it

Speranza o rassegnazione? Qual è lo stato d’animo dei proprietari delle case ubicate lungo il litorale di Scoglitti costruite dopo il 31 dicembre del 1976 entro i 150 metri dalla battigia? Per la Regione i sindaci dovranno cominciare l’opera di requisizione degli immobili, pena la destituzione. A meno che non si faccia una legge ad hoc! All’italiana o alla siciliana poco importa.

A essere risentito dalle dichiarazioni di Francesco Aiello, Paolo Monello (nella foto), oggi assessore, ma negli anni Ottanta deputato nazionale e leader del movimento degli abusivi. «Il responsabile di Ad –scrive Monello-, alla caccia di ogni problematica -grande o piccola che sia- per riproporre se stesso come salvatore della patria, mi ha criticato perché nulla direi o farei contro l’applicazione della legge che prevede l’impossibilità in Sicilia di sanare le case costruite abusivamente dopo il 1976 entro i 150 metri dalla battigia, se fuori dal perimetro urbano».

Stupito, Monello esclama: «Ma perché chiama in causa me e non se stesso? Uno dei primi punti della piattaforma rivendicativa della battaglia per una sanatoria possibile che insieme individuammo a fine 1985, era appunto quello di consentire la sanatoria degli immobili costruiti sul demanio dopo il 31 dicembre 1976. La competenza assoluta in materia oggi come allora è della Regione Siciliana, nel cui Parlamento Francesco Aiello si è seduto ininterrottamente dal 1981 al 1995. Perché Aiello chiede a me ciò che lui non ha fatto né da deputato regionale né ha proposto come sindaco?».

Nella prospettiva che Aiello torni a palazzo Iacono, Monello gli dà un consiglio: «Stia attento a fare promesse che poi -qualora i vittoriesi lo riportassero al Municipio, cosa che mi sembra alquanto improbabile- non potrebbe in nessun modo mantenere perché da sindaco sarebbe costretto ad applicare la legge attuale, pena la destituzione. In ogni caso, se ci riesce, mobiliti le masse, organizzi un grande movimento popolare e chieda al presidente Lombardo di approvare una nuova legge che estenda la sanatoria agli edifici costruiti entro i 150 metri. Buona fortuna…»