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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 1046
VITTORIA - 11/01/2009
Politica - Vittoria – La città s’interroga sul suo futuro politico

Avola: «Ho la coscienza a posto e non lascio la politica»

L’assessore s’è stretto ai suoi familiari per ritrovare e dare la serenità perduta dopo l’intimidazione subita.
Foto CorrierediRagusa.it

Arriva da tutte le parti la solidarietà a Salvatore Avola (nella foto), l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Vittoria, vittima di un attentato incendiario prima dell’alba del 9 gennaio. Gli hanno telefonato persino dall’America, dal Venezuela e da Roma. Amici e parenti all’estero gli hanno manifestato affetto via telefono.

Due macchine distrutte e il prospetto della casa danneggiato. Un colpo malavitoso che fiaccherebbe anche le fibre più resistenti, ma Avola non si lascia intimidire. Ha intenzione di lasciare la politica al suo destino? «E perché dovrei- risponde l’assessore al telefono- io ho la coscienza a posto. Ho solo bisogno di qualche giorno di pace e serenità, per dare sostegno alla mia famiglia, che ha accusato il colpo più di me».

Alla domanda se l’uomo politico riesce a spiegare il perché di quanto accaduto, Avola risponde di no. «Non riesco a collegare quanto accaduto. Penso a tante cose ma non riesco a capacitarmi. La polizia sta indagando, non so niente. Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno manifestato solidarietà. Tutta la giunta e l’onorevole Ammatuna sono venuti a casa mia, anche Riccardo Terranova e persino Saverio La Grua, il sindaco di Comiso Alfano e Roberto Zelante mi hanno telefonato. Sono commosso per tanta solidarietà».

Solidarietà bipartisan, arrivata dagli esponenti politici della coalizione ma anche dalle forze del centrodestra, perché di fronte a questi fatti il colore politico diventa neutro. Nei prossimi giorni a Vittoria si terrà il Comitato per l’Ordine pubblico per discutere del grave fatto che ha colpito non solo Avola ma l’amministrazione e l’intera città.

Il sindaco Giuseppe Nicosia è ritornato sull’argomento con parole ancora più incisive: «Ci siamo fatti troppi nemici in questi due anni di amministrazione. Perché abbiamo denunciato le cattive abitudini della politica e la cattiva politica di alcuni uffici; perché abbiamo avviato un importante risanamento dell’Amministrazione non solo dal punto di vista economico ma anche nell’ambito dei Lavori pubblici; perché abbiamo denunciato ogni deviazione dalla legittimità, originando indagini su molte pratiche comunali. In questi due anni, abbiamo cominciato a riorganizzare la gestione dei mercati, tra cui quello ittico di Scoglitti, e abbiamo dichiarato guerra alla criminalità su tutti i fronti».