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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 619
VITTORIA - 19/12/2008
Politica - Vittoria – Riccardo Minardo ha ratificato l’uscita dalla maggioranza

Concetta Fiore, adesso fuori anche dai posti di sottogoverno

Livio Mandarà fa autocritica senza peli sulla lingua: "La colpa è nostra, l’Mpa ha pensato alla poltrona, no a governare»
Foto CorrierediRagusa.it

L’assemblea dell’Mpa presso la sala Mandarà, alla presenza di Riccardo Minardo, ha messo il sigillo sulla rottura definitiva con la giunta Nicosia. E Concetta Fiore punta a completare l’opera. Rivolta al partito, dice che chi detiene incarichi di sottogoverno, avuti per designazione politica, deve dimettersi immediatamente. Cosa faranno, Giovanni Ciancio (Emaia) e Tonino Licitra (Asi) non lo sappiamo.

Riccardo Minardo, intervenuto all’assemblea del partito, ha detto che l’Mpa «farà un’opposizione costruttiva, perché nessuno pensi che siamo un movimento irresponsabile. Non si sottrarrà all’impegno di lavorare per la città e dare ciò che l’amministrazione non ha saputo dare. Fra due anni, quando si voterà, l’Mpa potrebbe avere un suo candidato a sindaco». Fuori D’Amato, il leader più quotato al momento sarebbe Mario Mascolino.

E se il capogruppo ha soffiato sul fuoco della polemica, Livio Mandarà, nella foto, il secondo assessore «bruciato» dopo Giovanni Cirnigliaro, sviluppa un’analisi spietata che a Minardo non piace molto ma che raccoglie parecchi applausi. Pur dichiarandosi d’accordo sull’uscita dalla maggioranza, Mandarà ha il coraggio di gridare quello che nessuno ha voluto sussurrare. Quando la stampa ha denunciato l’anarchia regnante nell’Mpa, puntuale è stata l’accusata di volere creare polemiche ad arte e inesistenti.

«La verità cari amici- ha scritto e detto a testa alta Mandarà - è che siamo stati attaccati alle poltrone e incapaci di governare, di far nascere una nuova classe dirigente, di pretendere da Lombardo e dal nostro partito le promesse fatte in campagna elettorale. Lino Leanza non ha fatto arrivare il contributo straordinario per il 400. anniversario; gli assessori regionali Colianni e Interlandi sono venuti a promettere aiuti economici al Comune e ai pescatori in crisi per le alghe, ma non è arrivato niente. Incapaci di programmare eventi per questo territorio, progetti da portare a Palermo e fare le barricate se necessario. Questo avrebbe dovuto fare l’Mpa invece di dividersi continuamente».

Infine Giuseppe Piccione, l’ultimo assessore della giunta che con le sue improvvise dimissioni ha scavato la fossa al «laboratorio» del giugno 2006.