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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 238
VITTORIA - 13/12/2008
Politica - Vittoria – Nuovo terremoto politico dopo le dimissioni di Piccione

D’Amato lascia l’Mpa. Minardo: «No, l’avevamo già espulso»

Il presidente del Consiglio: «Sono stato d’ingombro fin dal primo giorno». Il commissario:«Era troppo vicino al sindaco» Foto Corrierediragusa.it

Luigi D’Amato (nella foto) ha lasciato il Movimento per l’autonomia di Raffale Lombardo. Un fulmine fra tanti del maltempo. Arrivato alle 14, 24 ore dopo il siluro di Giuseppe Piccione, l’altro dimissionario della giunta Nicosia, che ha spiegato i motivi per cui ha lasciato l’assessorato all’Urbanistica.

Un quarto d’ora dopo la mail di D’Amato, arriva la telefonata del commissario Riccardo Minardo il quale dichiara: «Ha solo preceduto un provvedimento di espulsione dal partito. Lo abbiamo deciso con gli altri commissari Rosario Burgio, Pietro Barrera e Gianni Di Stefano. Non poteva più stare nel partito uno troppo appiattito sulle posizioni della giunta Nicosia>.

L´Mpa di Vittoria, dunque, perde un altro consigliere. Erano 4 e sono rimasti due. Mario Mascolino e Concetta Fiore. Va via la «colomba» D’Amato, rimangono i «falchi» Mascolino e Fiore, quelli che pressano per uscire dalla giunta.

Il comunicato di D’Amato è piuttosto lungo. E’ rivolto a Lombardo e a Minardo. «Ho preso coscienza che la mia presenza era di ingombro a più di una persona. Non rinnego gli ideali del Movimento, e non vado via per una mancata aspettativa di qualsivoglia natura».

Che il ruolo di D’Amato fosse quello della «colomba», lo ammette lo stesso: «Ho tentato in tutti i modi di frenare le dissonanze, le divergenze, le «grida» ora dell’uno e poi dell’altro». Evidentemente non c’è riuscito. E ancora: «Di contro ho dovuto prendere atto di atteggiamenti e prese di posizioni di consiglieri e di alcuni assessori i quali, ora con azioni e tal’altra con manifestazioni di pensieri, hanno agito, non solo senza nessuna preventiva concertazione ma addirittura con assunzione di decisioni non condivisibili e in contrasto con i principi o i valori che mi appartengono».

Luigi D’Amato crede ancora nel progetto del 2006 e per questo continuerà a lavorare per l’amministrazione, ripristinando la Lista D’Amato per la quale è stato eletto consigliere comunale. «Per tale motivo non abbandonerò, allo stato, la Presidenza del Consiglio e non, per come potrebbe qualcuno sussurrare a bassa od ad alta voce, per attaccamento alla cosiddetta poltrona, ma perché sento ancora forte l’impegno assunto con gli elettori che mi hanno delegato al compito, non semplice, di favorire il cambiamento da tutti auspicato e per il quale vale la pena di spendere sino in fondo le energie disponibili».

Cosa accadrà nell’Mpa? Fra breve sapremo se resterà ancora nella maggioranza, con un ruolo ridotto a 2 soli consiglieri. Ha ancora la forza per rivendicare 2 assessorati? C’è qualcuno che sostiene che all’Mpa non conviene uscire dalla coalizione che amministra e che potrebbe indicare Giacomo Salerno e Gaetano Iacono, possibili assessori.