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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1198
VITTORIA - 12/12/2008
Politica - Vittoria- Con una lettera aperta Piccione spiega le sue dimissioni

«Vittoria rischia di finire preda di irresponsabili e avventurieri»

Per evitare il baratro? «Niente soldi a sport ed eventi ricreativi per qualche anno». Dichiarazioni destinate a fare scalpore
Foto CorrierediRagusa.it

Una settimana dopo le dimissioni, Giuseppe Piccione, nella foto, spiega i motivi per i quali ha lasciato l’assessorato all’Urbanistica. Non fa i nomi, ma lancia accuse specifiche verso precise direzioni. Anche perché molti hanno sforzato le meningi per capire i motivi del suo gesto, che in politica quasi nessuna compie. La squadra di Nicosia è attualmente con un uomo in meno e lo sarà ancora per un po’ di tempo fino a quando l’Mpa non deciderà cosa fare.

Una questione morale- «Sin dal mio insediamento- scrive Piccione- in occasione dell’esame del Prg da parte del Consiglio, sottolineai pubblicamente che la «questione morale» doveva costituire la linea guida dell’attività amministrativa». Ma ci sono altri gravi motivi alla base delle sue dimissioni, perché le cose nel Palazzo «non stanno come se le immagina il cittadino comune».

Quarant’anni comandante, 3 mesi assessore- Sebbene abbia frequentato per 40 anni il Comune come dirigente della Polizia municipale, Piccione s’è resto conto in 3 mesi che non è la stessa cosa gestire la burocrazia della quale egli stesso ha fatto parte alle direttive dei 10 sindaci che si sono succeduti. «Un vero politico non si sarebbe dimesso», afferma qualcuno che lo definisce un tecnico.

Verso il baratro- «La situazione complessiva del Comune – continua l’ex assessore- è talmente grave, a 360°, per cui ogni tentativo, sia pure nobile, da parte degli amministratori, risulterà vano se non si verificheranno particolari ed eccezionali condizioni di ordine civico; serviranno grossi sacrifici per tirare fuori il Comune dal «baratro» in cui si trova».

I consigli di Piccione- Per uscire dal guado, secondo l’ex comandante, occorre rigore, sacrificio e questione morale. «Non mi riferisco solo alla questione finanziaria, che già di per sé costituisce un problema talmente grave da imporre la cancellazione per alcuni anni di qualsiasi forma di elargizione, a qualsiasi titolo, nel versante sportivo e ricreativo, ma soprattutto ad altri aspetti che fin quando rimarranno irrisolti saremo costretti ad assistere alla paralisi dell’attività amministrativa e del governo della città. Si corre il rischio che la città finisca in mano ad irresponsabili e ad avventurieri, ovunque costoro dovessero annidarsi».