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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 471
VITTORIA - 03/12/2008
Politica - Vittoria – Giornata nera per l’amministrazione comunale

Giuseppe Piccione s’è dimesso: «Non mi hanno fatto lavorare»

Il Mpa è senza assessore in giunta. Mascolino e Fiore quasi fuori, D’Amato è rimasto solo. E Raffaele Lombardo non interviene
Foto CorrierediRagusa.it

L’assessore all’Urbanistica Giuseppe Piccione (da sx nella foto con il vice sindaco Gianni Caruano) si è dimesso dalla carica. Il Mpa è senza rappresentanti in giunta. E con un partito allo sfascio che rischia di perdere anche Mario Mascolino e Concetta Fiore, da tempo in rotta di collisione con i vertici del movimento. L’ultima prova della tensione che regna dentro il partito, è il loro voto contrario al bilancio di assestamento e di previsione. Potrebbero essere espulsi o andarsene loro. I vertici del movimento per ora non parlano.

Le ragioni del gesto di Piccione, che già da qualche mese minacciava le sue dimissioni, sono piuttosto chiare. Non ha gradito le sceneggiate dei suoi amici di partito e degli altri circoli, non ha sopportato l’atteggiamento di Mascolino e Fiore (irritati dalla sanzione amministrqtiva per i manifesti selvaggi affissi prima delle elezioni regionali), s’è infastidito per la mancata collaborazione del suo partito, preoccupato a far nascere circoli piuttosto che fare politica e lavorare, ma anche dell’amministrazione.

Allo scarno comunicato di Piccione, col quale si annunciavano le dimissioni, ha fatto seguito il documento del circolo "Finocchiaro Aprile", nato da «Vento di Sicilia». Scrive il direttivo: "Non sappiamo nemmeno se la Giunta municipale abbia o meno affrontato la gravissima questione debitoria del Comune, né se siano state assunte doverose contromisure tese a limitare o, addirittura, ad annullare talune spese in settori di non primaria importanza".

Il circolo «Finocchiaro Aprile» condivide la scelta delle dimissioni e "nel prendere atto dell’impegno profuso dall’assessore Piccione in soli tre mesi di esperienza amministrativa, non è in grado oggi di conoscere se lo stesso Piccione sia stato sufficientemente supportato nel suo vano tentativo di affrontare la grave problematica correlata alla semplificazione amministrativa e di imprimere maggiore trasparenza e legalità nell’azione del Comune".

Per Luigi D’Amato, il presidente del Consiglio travolto dalle onde provocate dai suoi stessi colleghi consiglieri, il "gesto di Piccione è l’ultimo errore di una lunga serie di errori già commessi da Mario Mascolino negli ultimi due anni. Forse sarebbe stato giusto tagliare molto tempo prima i rami secchi di questo movimento. Ora la situazione è precipitata".

Le dimissioni di Piccione hanno stimolato la riflessione di un ex assessore, già bruciato dal partito insieme a Giovanni Cirnigliaro, Livio Mandarà. «Comprendo lo stato d´animo dell´assessore Piccione, che oltre che dover affrontare al meglio il suo lavoro di amministratore si è sicuramente scontrato con l´irresponsabilità dei consiglieri comunali che sta danneggiando irrimediabilmente il partito. Spero che anche dopo questo passaggio traumatico non continui l´assordante silenzio dei dirigenti nazionali e regionali del Mpa che si è registrato nel recente passato».

La Casa della Sinistra incalza il Pd: "Gli eventi glamour non hanno risolto i problemi economici e sociali di questa città. Di certo s’è conclusa una fase confusa, caratterizzata dal fallimento di laboratori politici e cabine di regie".