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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1007
VITTORIA - 09/10/2008
Politica - Vittoria – L’elezione del difensore civico riaccende le tensioni

L’avvocato Enrico Di Martino reagisce agli attacchi ricevuti

«Mi ha indicato Vittoria non Palermo; il regolamento ripudiato l’ha scritto Gurrieri e anche Prelati (ex Sdi) l’aveva accettato»
Foto CorrierediRagusa.it

L’elezione del difensore civico del Comune di Vittoria entra in una fase di stallo. Anzi, è molto probabile- come dice qualcuno, che per quello passerà molto tempo ancora. All’improvviso gli appetiti sono aumentati: i concorrenti da 4 potrebbero essere 10. C’è di mezzo uno stipendio, l’equivalente della retribuzione mensile di un assessore. Più o meno 2 mila euro al mese. Che in tempi di cinghia stretta non sono pochi.

L’avvocato Enrico Di Martino (nella foto), che fino a ieri era considerato il più quotato fra i partecipanti, deve ricontare i suoi elettori, cominciando con il depennare il suo collega di professione e di partito Mario Mascolino, pronto a votare il giudice Corbino. Tirato in ballo dagli interventi di Piero Gurrieri e di Fabio Prelati, il penalista Di Marino rompe il lungo silenzio. E con una nota molto circostanziata spiega e precisa alcuni punti nodali della vicenda.

«Nessuna indicazione perentoria- scrive- proviene da Palermo, né tanto meno dal governatore Raffaele Lombardo. La stessa indicazione è fondata su una proposta del gruppo consiliare del Mpa e sottoscritta da tutti e 4 (allora c’era anche Artini, ndc) che all’epoca facevano parte del gruppo: ciò in perfetto ossequio al «regolamento» redatto (è bene ricordarlo a chi legge) dal consigliere de «L’Altra Vittoria», avvocato Piero Gurrieri».

Quanto accaduto offre a Di Martino l’occasione di togliersi un paio di sassolini dalle scarpe. «Non so, né m’interessa sapere se le proposte degli altri ottimi concorrenti siano state così formalmente corrette come quella del Mpa, che s’è scrupolosamente attenuto alle norme indicate dal «regolamento» fortemente voluto dal consigliere Gurrieri».

E sulle eventuali compromissioni dei rapporti fra sindaco e il governo regionale, Di Martino non sa nulla. «Mi limito solo a seguire una linea politica che è stata concordata tra il mio movimento e la maggioranza che sostiene il sindaco. Non ho fiutato «sgambetto» alcuno- afferma ancora Di Martino- perché sono convinto che i componenti del Consiglio comunale, nella loro assoluta indipendenza, posseggono i requisiti dell’intelligenza politica per giudicare tutti i concorrenti, non in base alla loro provenienza o indicazione politica, ma alle loro doti e qualità personali».

Fatte le precisazioni politico-professionali, Di Martino dedica un po’ di riguardo a Gurrieri e Prelati. «Se il regolamento dovesse risultare «poco comprensibile» o «di difficile interpretazione giuridica», la colpa principale è di chi lo ha redatto e non di chi, fidandosi della professionalità dello stesso, lo ha, in buona fede, approvato. Richiamare adesso difficili interpretazioni è, quanto meno, sospetto».

Le ultime battute sono per il consigliere Prelati, «al quale ricordo che il regolamento è stato approvato dal Consiglio comunale; non mi risulta che il suo ex partito (lo Sdi) o lui stesso, all’epoca abbiano manifestato dissensi sul metodo adottato ed oggi ritenuto politicamente scorretto».