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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1108
VITTORIA - 23/09/2008
Politica - Vittoria – Il «caso» dell’ex sindaco all’esame del direttivo Pd

Una commissione di 4 saggi dovrà decidere le sorti di Aiello

Salvo Zago, Sebastiano Gurrieri, Tuccio Di Stallo e Vito Frisina
in 7 giorni dovranno ascoltare il partito di Vittoria
Foto Corrierediragusa.it

Una commissione composta da 4 «saggi» dovrà decidere in una settimana se Francesco Aiello (nella foto), a causa del suo comportamento ostile al partito e all’amministrazione di Vittoria, s’è posto fuori dal Pd. Questa la soluzione a cui è giunto il direttivo provinciale. La commissione è formata da Salvatore Zago, Sebastiano Gurrieri, Tuccio Di Stallo e Vito Frisina.

S’è discusso solo del «caso» Aiello. Deve rimanere nel partito o deve andare via? L’esito sembra scontato, perché il partito di Vittoria s’è già pronunciato. Se è vero che ha cominciato a respirare l’aria comunista a 4 anni, come Aiello stesso ha sempre dichiarato, nel corso della riunione di ieri i membri delegati hanno giudicato 58 anni di storia politica di un uomo: 41 anni di militanza nel Pci, 7 anni nel Pds (’91-98), 10 anni Ds (’98-2008).

La storia politica di Francesco Aiello, più volte sindaco di Vittoria, deputato all’Ars, assessore regionale all’Agricoltura, è giunta al bivio: con o contro il Pd. L’uomo che poteva essere una risorsa, un «formatore» di coscienze delle nuove generazioni, è finito sub judice, perché negli ultimi due anni, è stato rimarcato più volte da esponenti della stessa sinistra, s’è posto ai margini dei Ds e del Pd per la violenta protesta contro il partito e l’amministrazione guidata da Giuseppe Nicosia.

La vecchia guardia del partito comunista, per finire ai fedelissimi che sono rimasti nel Pd, sono perché Aiello non subisca alcun processo. Ma gli altri, la segreteria di Vittoria e quella provinciale, Giovanni Formica e Giuseppe Digiacomo, sono dell’idea che Aiello stesso debba farsi da parte spontaneamente e senza provvedimenti disciplinari non essendoci, nello statuto del Pd, una norma che preveda l’espulsione per comportamento scorretto.

Esiste un documento, il famoso testo di adesione e di fedeltà alla giunta, approvato dopo l’Epifania 2008, che Aiello non firmò come e in presenza degli altri consiglieri, e al quale aderì con una comunicazione pubblica per procura.

Adesione che per il sindaco Nicosia e per il partito, è stata sistematicamente rinnegata e violata. A prova dell’ostilità di Aiello, è stato prodotto un corposo fascicolo di comunicati stampa degli ultimi 2 anni, nei quali l’ex sindaco non ha mai speso una parola in positivo per l’amministrazione e per il partito. E’ stato un direttivo per certi versi duro e drammatico, che ha sancito la rottura definitiva fra Pippo Digiacomo (a favore del sindaco Nicosia) e di Francesco Aiello.