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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1121
VITTORIA - 21/06/2016
Politica - Saranno ben 9 le donne presenti nella civica assise

In consiglio comunale un Moscato dal gusto tondo!

Il sindaco avrà un sostegno ampio visto che il premio di maggioranza gli consente di avere 15 consiglieri
Foto CorrierediRagusa.it

Un consiglio comunale giovane, che sfiora un’età media di 40 anni e con una significativa quota rosa. Il successo di Giovanni Moscato vuol dire anche rinnovamento in consiglio dove saranno ben 9 le donne presenti. Un’autentica novità rispetto al passato. E’ definita ormai la composizione del nuovo consesso che avrà 24 consiglieri. Il sindaco avrà un sostegno ampio visto che il premio di maggioranza gli consente di avere 15 consiglieri. Si tratta di sette eletti nella lista «Selamilacambi», Alessia Di Giacomo, Stefano Frasca, Salvatore Sallemi, Valeria Zorzi, Alfredo Vinciguerra, Andrea Nicosia (il più votato in assoluto con oltre 800 preferenze), Monia Cannata; quattro della lista «Riavvia Vittoria», Daniele Barrano, Toti Miccoli, Rosa Maria Mazzone e Agata Iaquez e quattro di «Sviluppo Ibleo», Andrea La Rosa, Daniela Pino, Tonino Motta e Giuseppe Scuderi. Nove in tutto i consiglieri dell’opposizione. Tre sono del M5S, assoluti esordienti in consiglio e giovanissimi. Si tratta di Valentina Argentino, Giuseppe Ragusa e Giuseppe Re. Tre della lista «Spiga» che ha fatto riferimento a Francesco Aiello. Sono Giuseppe Nicastro, Giacomo Romano (il più «anziano» anagraficamente) e Giovanna Biondo. Pd e Lista Nuove Idee hanno tre consiglieri, il presidente uscente del consiglio, Salvatore Di Falco e Fabio Nicosia. Il 24mo consigliere dovrebbe essere Bianca Macolino che dovrebbe avere la meglio su Giombattista Faviana.

Per quanto riguarda la squadra assessoriale Giovanni Moscato ha nominato Andrea La Rosa che conserverà anche il posto di consigliere comunale. La Rosa sarà il suo braccio destro e avrà la carica di vicesindaco. Si occuperà di Bilancio e Finanze, Gianluca Occhipinti, operatore scolastico, avrà la delega all’Istruzione e Formazione, Paolo Nicastro, ingegnere, sarà l’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica; Daniele Scrofani, avvocato penalista, si occuperà di Cultura e Spettacolo, mentre l’unica donna in amministrazione, Maria Giovanna Cosentino avrà la delega su Scoglitti nella sua qualità di residente della frazione balneare. Si tratta di una delega specifica voluta dal sindaco e annunciata in campagna elettorale. I neo consiglieri comunali si insedieranno non appena il consigliere più anziano, ovvero il più votato, Andrea Nicosia, convocherà la prima seduta della civica assise. Il sindaco giurerà in Prefettura e procederà subito alla assegnazione ufficiale alle deleghe dando il via al lavoro della nuova amministrazione. Nella foto il sindaco Giovanni Moscato con la sua squadra assessoriale

«Ora dobbiamo dimostrare che Vittoria non è mafia, ma libertà e onestà. Rappresento la nuova e giovane classe dirigente che ha spazzato via quella precedente che guidava la città da oltre 40 anni: ora si volta davvero pagina». Queste le prime parole a caldo del nuovo sindaco di Vittoria, l’avvocato 39enne Giovanni Moscato (nella foto mentre festeggia la vittoria), protagonista di un fatto storico per Vittoria, che sarà governata per la prima volta da decenni dal centrodestra. «Non mi interessano vendette o ripicche, il mio obiettivo è risollevare le sorti di una città proprio in questi giorni coinvolta nell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania per voto di scambio e per la quale pure io ho ricevuto un avviso di garanzia. Saprò uscirne fuori dimostrando la mia totale estraneità ai fatti e riabiliterò il nome di Vittoria, una città laboriosa e che ha voglia di voltare pagina, come dimostrato dall’esito di queste amministrative 2016 macchiate dall’inchiesta divulgata a pochi giorni dal ballottaggio, un fatto mai visto a Vittoria e che si commenta da sé». Il neo sindaco, com’è giusto che sia, al momento si gode la vittoria e festeggia con i suoi familiari e le migliaia di sostenitori che lo hanno voluto sindaco.

IL DATO DEFINITIVO: MOSCATO HA STACCATO AIELLO DI 2 MILA 744 VOTI
Giovanni Moscato, nelle complessive 69 sezioni nelle quali si è votato e il cui scrutinio è terminato all´una e 38 minuti, ha raccolto in totale 14 mila 678 preferenze contro gli 11 mila 934 voti assegnati al suo competitor, con un vantaggio quindi di 2 mila 744 voti. Moscato ha intercettato un voto trasversale ai tradizionali schieramenti pescando sicuramente nel centro destra ma anche tra l’elettorato prima vicino ai partiti della sinistra e in quello di opinione che più sentiva l’esigenza del cambiamento. Francesco Aiello non è riuscito a recuperare lo svantaggio di quasi 2.500 voti che lo separavano dal suo competitor nel primo turno. Il centro sinistra quindi ha ceduto, seppur a testa alta, dati i voti conquistati dal «vecchio leone» e storico sindaco di Vittoria Francesco Aiello, che se l’è giocata fino in fondo. Pure lui ha ricevuto l’avviso di garanzia e sarà sentito dal magistrato giovedì prossimo, mentre il giorno prima sarà la volta di Moscato.

RICAMBIO GENERAZIONALE POLITICO A VITTORIA
Tornando agli esiti del ballottaggio, si è compiuto un autentico ricambio politico generazionale con il nuovo che avanza nel segno del centrodestra rispetto alla storia ed al patrimonio politico più «conservatore» rappresentati da Ciccio Aiello, che pur ci aveva creduto di tornare a sedere sulla poltrona di primo cittadino.

L´ASTENSIONISMO HA DILAGATO
Per quanto riguarda i numeri di queste amministrative 2016 a Vittoria, al ballottaggio tra Moscato e Aiello le 69 sezioni su 69 scrutinate hanno sentenziato il dato definitivo di affluenza alle urne di 27 mila 553 aventi diritto su complessivi 50 mila 525, pari ad una percentuale del 54,53%. Poco meno della metà dei vittoriesi quindi ha disertato le urne. Il dato definitivo di due settimane fa aveva invece fatto registrare una affluenza del 65,37% per complessivi 33 mila 32 votanti. Un astensionismo evidente su cui ha ovviamente influito la scure dell´inchiesta per voto di scambio, che, come accennato, non preoccupa più di tanto il neo sindaco Giovanni Moscato.

GIOVANNI MOSCATO: "GRAZIE A TUTTI, ORA SI CAMBIA DAVVERO"
«Questa è stata la vittoria della speranza, del sogno, della libertà. I vittoriesi hanno scelto di mandare in soffitta l´odio, il livore e la rabbia di una certa classe politica che per 30 anni ha ottenuto in ostaggio la città e si sono affidati alla nostra freschezza e al nostro progetto civico». «Sin dal 3 gennaio, la data della presentazione della mia candidatura alla città, abbiamo parlato della speranza di una città diversa e abbiamo condotto una campagna elettorale pulita, allegra e gioiosa parlando di temi e di progetti. La nostra scelta ci ha premiato: siamo entrati nel cuore dei vittoriesi per la nostra semplicità e il risultato ottenuto nei quartieri rafforza ancora di più il nostro straordinario risultato». «Adesso è il momento di cambiare e di segnare una netta discontinuità con il passato. Lo faremo nei temi e nei modi. Adesso sarò il sindaco di tutti i vittoriesi: sarò il sindaco di chi mi ha votato, di chi ha votato un altro candidato e di chi non è andato a votare. Il nostro progetto – autenticamente civico e sopra il quale non permetteremo a nessuno di mettere il cappello – proseguirà a Palazzo Iacono aprendo le porte del Comune ai cittadini, lavorando per cambiare la città e soprattutto unendo tutte le categorie sociali. Il nostro obiettivo è ritrovare, insieme, l’orgoglio di essere vittoriesi senza le solite divisioni che una certa e vecchia politica ha alimentato per tornaconti elettorali».

«Voglio ringraziare i miei avversari e gli altri candidati. E’ stata una campagna elettorale corretta e oltre le divisioni politiche rimane con tutti una stima personale e umana. Adesso inizia un’altra partita: occorre tutelare il nome di Vittoria in tutte le sedi. Vittoria non è una città mafiosa, Vittoria è una città di persone perbene e oneste e difenderò il nostro nome ovunque con tenacia e passione e per farlo ho bisogno dell´unione di tutta la città".

«Ringrazierò i cittadini in tre comizi: uno lo terremo alle 18,30 a Santa Rita perché i quartieri per noi saranno il perno dal quale ripartire, uno a Scoglitti alle 19,30 e concluderemo alle 20,30 in piazza del Popolo. Sarà una grande festa e ci abbracceremo insieme: il cambiamento è appena iniziato».

Giovanni Moscato, sindaco di Vittoria


IL VOTO A VITTORIA
Seggi chiusi alle 23. Le 69 sezioni su 69 scrutinate hanno sentenziato il dato definitivo di affluenza alle urne di 27 mila 553 aventi diritto su complessivi 50 mila 525, pari ad una percentuale del 54,53%. Poco meno della metà dei vittoriesi quindi ha disertato le urne. Il dato definitivo di due settimane fa aveva invece fatto registrare una affluenza del 65,37% per complessivi 33 mila 32 votanti. Un astensionismo evidente su cui ha ovviamente influito la scure dell´inchiesta per voto di scambio che coinvolge, tra gli altri, pure i due candidati sindaco Giovanni Moscato e Francesco Aiello.

EVIDENTE ASTENSIONISMO IN SICILIA
In Sicilia ha votato il 52,48 per cento, il 13 per cento in meno rispetto al turno del 5 giugno. Un dato quasi fisiologico cui ha contribuito la disaffezione ma anche la calda giornata di domenica. Tre comuni dei nove dove si è votato sono andati al M5S, due al Pd, quattro alle liste civiche. I tre comuni sono Alcamo con Domenico Surdi, Favara con Anna Alba e Porto Empedocle con Ida Carmina. Risultati ottenuti tutti con ampio margine.

A Caltagirone Gino Ioppolo, deputato della lista Musumeci alla guida di una coalizione di centrodestra, la spunta su Francesco Pignataro, Pd. I dem conquistano solo due comuni sui nove in cui si sono tenuti i ballottaggi, Noto con l’uscente e riconfermato Corrado Bonfanti e Canicattì con Ettore di ventura. Lotta «intestina» a Giarre dove Tania Spitaleri, la candidata che era sostenuta dall´area Sammartino, è stata sconfitta dalla civica Angelo D´Anna, su cui al secondo turno era confluito un altro pezzo del Pd. Il nuovo sindaco di Lentini è Saverio Bosco (sostenuto da tre liste civiche), che ha ottenuto il 54,86 per cento dei consensi.

LA "BOMBA AD OROLOGERIA" DELL´INCHIESTA PER VOTO DI SCAMBIO
Il neo sindaco Giovanni Moscato, forte anche della sua professione di avvocato che gli consente di vedere la vicenda da una prospettiva molto più approfondita e precisa, aveva fin da subito ribadito che il suo nome non è mai stato fatto dai due collaboratori di giustizia che avevano fatto scoppiare la «bomba ad orologeria» con le loro pesanti dichiarazioni che hanno gettato una oscura ombra non solo su queste ultime amministrative, ma anche su quelle di cinque anni fa, coinvolgendo, oltre a Moscato e Aiello, anche il sindaco uscente Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, assieme ad altri 5 indagati, tra cui la candidata sindaco a queste amministrative Lisa Pisani. Tornando alle reazioni a caldo sull’esito del ballottaggio, Aiello aveva preso atto della sconfitta già circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte, incassando il colpo con assoluta tranquillità, consapevole della scelta rivoluzionaria operata dalla città di cui è stato certamente tra i sindaci più rappresentativi e carismatici soprattutto nei cosiddetti «anni di piombo» caratterizzati dai sanguinosi fatti di cronaca delle faide tra clan malavitosi.