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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 833
VITTORIA - 20/06/2016
Politica - Evento storico per la città ipparina protagonista di un ricambio generazionale politico

Giovanni Moscato con 14 mila 678 voti è il nuovo sindaco di Vittoria che passa al centrodestra dopo 40 anni "in rosso"

Ma l’astensionismo ha dilagato a causa dell’oscura ombra dell’inchiesta della Dda sul voto di scambio Foto Corrierediragusa.it

«Ora dobbiamo dimostrare che Vittoria non è mafia, ma libertà e onestà. Rappresento la nuova e giovane classe dirigente che ha spazzato via quella precedente che guidava la città da oltre 40 anni: ora si volta davvero pagina». Queste le prime parole a caldo del nuovo sindaco di Vittoria, l’avvocato 39enne Giovanni Moscato (nella foto mentre festeggia la vittoria), protagonista di un fatto storico per Vittoria, che sarà governata per la prima volta da decenni dal centrodestra. «Non mi interessano vendette o ripicche, il mio obiettivo è risollevare le sorti di una città proprio in questi giorni coinvolta nell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania per voto di scambio e per la quale pure io ho ricevuto un avviso di garanzia. Saprò uscirne fuori dimostrando la mia totale estraneità ai fatti e riabiliterò il nome di Vittoria, una città laboriosa e che ha voglia di voltare pagina, come dimostrato dall’esito di queste amministrative 2016 macchiate dall’inchiesta divulgata a pochi giorni dal ballottaggio, un fatto mai visto a Vittoria e che si commenta da sé». Il neo sindaco, com’è giusto che sia, al momento si gode la vittoria e festeggia con i suoi familiari e le migliaia di sostenitori che lo hanno voluto sindaco.

IL DATO DEFINITIVO: MOSCATO HA STACCATO AIELLO DI 2 MILA 744 VOTI
Giovanni Moscato, nelle complessive 69 sezioni nelle quali si è votato e il cui scrutinio è terminato all´una e 38 minuti, ha raccolto in totale 14 mila 678 preferenze contro gli 11 mila 934 voti assegnati al suo competitor, con un vantaggio quindi di 2 mila 744 voti. Moscato ha intercettato un voto trasversale ai tradizionali schieramenti pescando sicuramente nel centro destra ma anche tra l’elettorato prima vicino ai partiti della sinistra e in quello di opinione che più sentiva l’esigenza del cambiamento. Francesco Aiello non è riuscito a recuperare lo svantaggio di quasi 2.500 voti che lo separavano dal suo competitor nel primo turno. Il centro sinistra quindi ha ceduto, seppur a testa alta, dati i voti conquistati dal «vecchio leone» e storico sindaco di Vittoria Francesco Aiello, che se l’è giocata fino in fondo. Pure lui ha ricevuto l’avviso di garanzia e sarà sentito dal magistrato giovedì prossimo, mentre il giorno prima sarà la volta di Moscato.

RICAMBIO GENERAZIONALE POLITICO A VITTORIA
Tornando agli esiti del ballottaggio, si è compiuto un autentico ricambio politico generazionale con il nuovo che avanza nel segno del centrodestra rispetto alla storia ed al patrimonio politico più «conservatore» rappresentati da Ciccio Aiello, che pur ci aveva creduto di tornare a sedere sulla poltrona di primo cittadino.

L´ASTENSIONISMO HA DILAGATO
Per quanto riguarda i numeri di queste amministrative 2016 a Vittoria, al ballottaggio tra Moscato e Aiello le 69 sezioni su 69 scrutinate hanno sentenziato il dato definitivo di affluenza alle urne di 27 mila 553 aventi diritto su complessivi 50 mila 525, pari ad una percentuale del 54,53%. Poco meno della metà dei vittoriesi quindi ha disertato le urne. Il dato definitivo di due settimane fa aveva invece fatto registrare una affluenza del 65,37% per complessivi 33 mila 32 votanti. Un astensionismo evidente su cui ha ovviamente influito la scure dell´inchiesta per voto di scambio, che, come accennato, non preoccupa più di tanto il neo sindaco Giovanni Moscato.

GIOVANNI MOSCATO: "GRAZIE A TUTTI, ORA SI CAMBIA DAVVERO"
«Questa è stata la vittoria della speranza, del sogno, della libertà. I vittoriesi hanno scelto di mandare in soffitta l´odio, il livore e la rabbia di una certa classe politica che per 30 anni ha ottenuto in ostaggio la città e si sono affidati alla nostra freschezza e al nostro progetto civico». «Sin dal 3 gennaio, la data della presentazione della mia candidatura alla città, abbiamo parlato della speranza di una città diversa e abbiamo condotto una campagna elettorale pulita, allegra e gioiosa parlando di temi e di progetti. La nostra scelta ci ha premiato: siamo entrati nel cuore dei vittoriesi per la nostra semplicità e il risultato ottenuto nei quartieri rafforza ancora di più il nostro straordinario risultato». «Adesso è il momento di cambiare e di segnare una netta discontinuità con il passato. Lo faremo nei temi e nei modi. Adesso sarò il sindaco di tutti i vittoriesi: sarò il sindaco di chi mi ha votato, di chi ha votato un altro candidato e di chi non è andato a votare. Il nostro progetto – autenticamente civico e sopra il quale non permetteremo a nessuno di mettere il cappello – proseguirà a Palazzo Iacono aprendo le porte del Comune ai cittadini, lavorando per cambiare la città e soprattutto unendo tutte le categorie sociali. Il nostro obiettivo è ritrovare, insieme, l’orgoglio di essere vittoriesi senza le solite divisioni che una certa e vecchia politica ha alimentato per tornaconti elettorali».

«Voglio ringraziare i miei avversari e gli altri candidati. E’ stata una campagna elettorale corretta e oltre le divisioni politiche rimane con tutti una stima personale e umana. Adesso inizia un’altra partita: occorre tutelare il nome di Vittoria in tutte le sedi. Vittoria non è una città mafiosa, Vittoria è una città di persone perbene e oneste e difenderò il nostro nome ovunque con tenacia e passione e per farlo ho bisogno dell´unione di tutta la città".

«Ringrazierò i cittadini in tre comizi: uno lo terremo alle 18,30 a Santa Rita perché i quartieri per noi saranno il perno dal quale ripartire, uno a Scoglitti alle 19,30 e concluderemo alle 20,30 in piazza del Popolo. Sarà una grande festa e ci abbracceremo insieme: il cambiamento è appena iniziato».

Giovanni Moscato, sindaco di Vittoria


LA "BOMBA AD OROLOGERIA" DELL´INCHIESTA PER VOTO DI SCAMBIO
Il neo sindaco Giovanni Moscato, forte anche della sua professione di avvocato che gli consente di vedere la vicenda da una prospettiva molto più approfondita e precisa, aveva fin da subito ribadito che il suo nome non è mai stato fatto dai due collaboratori di giustizia che avevano fatto scoppiare la «bomba ad orologeria» con le loro pesanti dichiarazioni che hanno gettato una oscura ombra non solo su queste ultime amministrative, ma anche su quelle di cinque anni fa, coinvolgendo, oltre a Moscato e Aiello, anche il sindaco uscente Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, assieme ad altri 5 indagati, tra cui la candidata sindaco a queste amministrative Lisa Pisani. Tornando alle reazioni a caldo sull’esito del ballottaggio, Aiello aveva preso atto della sconfitta già circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte, incassando il colpo con assoluta tranquillità, consapevole della scelta rivoluzionaria operata dalla città di cui è stato certamente tra i sindaci più rappresentativi e carismatici soprattutto nei cosiddetti «anni di piombo» caratterizzati dai sanguinosi fatti di cronaca delle faide tra clan malavitosi.