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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1219
VITTORIA - 17/06/2016
Politica - La città continua nella sua apparente normalità al di là del terremoto giudiziairio

Non interferiranno sul ballottaggio a Vittoria gli avvisi di garanzia

Nessun intervento in vista da parte del governo regionale e della prefettura Foto Corrierediragusa.it

A Vittoria si voterà regolarmente. Lo dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta, cui è stato posto il caso dell’inchiesta giudiziaria nel centro ipparino per voto di scambio e che coinvolge pure i candidati sindaco impegnati nel ballottaggio, ovvero Giovanni Moscato e Francesco Aiello. «Non esiste in atto alcun strumento in mano alla Regione che consenta di bloccare le elezioni a Vittoria - dice Crocetta - e se le ipotesi contestate dalla procura di Catania sul presunto voto di scambio elettorale dovessero essere accertate agiremo di conseguenza chiedendo l’intervento del Ministero degli Interni». Dal punto di vista formale non cambia nulla, dunque, ma la situazione è attentamente monitorata sia dall’Assessorato agli Enti locali, sia dalla Prefettura. Appare chiaro che gli avvisi di garanzia non possono bloccare il procedimento elettorale e di conseguenza, prima che il Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura, assuma qualsiasi provvedimento, ci dovrà essere il pronunciamento di un giudice. Si teme però un incremento del fenomeno dell´astensionismo, anche se in città si respira una apparente normalità che sembrerebbe non essere stata minimamente scalfita dal terremoto giudiziario di cui in effetti si conoscono ancora pochissimi dettagli.

SICILIA AL BALLOTTAGGIO
Nove città al ballottaggio per l’elezione del sindaco. Il voto di domenica, urne aperte solo un giorno dalle 7 alle 23, designerà il primo cittadino delle nove città siciliane coinvolte nel secondo turno elettorale. Il nodo politico è la capacità del M5S di eleggere i propri candidati ad Alcamo dove Domenico Surri ha sfiorato l’elezione già al primo turno, a Favara con Anna Alba e a Favara con Ida Carmina. Un mini test per il movimento che è già presente nella guida di importanti centri come Gela e Ragusa. Vittoria e Alcamo, sono invece gli unici comuni dove il Pd non è presente con un suo candidato. Si vota anche a Giarre, Caltagirone e Noto dove l’uscente Corrado Bonfanti è dato per favorito.

LA SITUAZIONE A VITTORIA
L’’attenzione maggiore è naturalmente puntata su Vittoria non solo perché è il comune più grande tra i nove al ballottaggio ma soprattutto per la bufera giudiziaria che si abbattuta sui due sfidanti e su alcuni candidati che li sostengono e su chi aveva partecipato al primo turno per la corsa alla poltrona di sindaco. A tre giorni dal voto la notifica degli avvisi di garanzia costituisce una autentica novità ed ha scompaginato i piani dei due candidati Giovani Moscato e Francesco Aiello che piuttosto che parlare di programmi ed alleanze hanno pensato subito a rassicurare l’elettorato e a dichiarare la loro estraneità ai fatti. E’ tutto da vedere quale sarà l’impatto dell’inchiesta sugli elettori e questo si potrà verificare con i dati dell’affluenza alle urne. Il dato del 5 giugno, 65,37 per cento di affluenza, è destinato già di per sé a calare al secondo turno, ma le ultime vicende rischiano di abbassare ulteriormente il numero dei 33 mila votanti del primo turno quando solo due vittoriesi su tre hanno scelto di votare. La disaffezione e la delusione è tanta in città anche tra chi ha uno spiccato senso civico e la rinuncia al voto potrebbe essere un modo per prendere le distanze da una vicenda dai contorni inquietanti. C’è che chi vuole affermare il primato della politica e dire no ad una indagine che avrebbe potuto benissimo essere resa nota con avvisi di garanzia e tutto il resto a partire dalla prossima settimana, a bocce ferme tanto che in città c’è chi parla di un’’entrata a gamba tesa da parte della Dda. Dal punto di vista politico è il ruolo che il M5S assumerà a far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. I 4 mila voti e passa che il movimento ha ottenuto fanno gola e Giovanni Moscato e Francesco Aiello hanno cercato di essere convincenti con aperture sul loro programma ad alcune idee del M5S, i cui militanti e simpatizzanti, anche alla luce di quanto successo, sono inclini invece a tirarsi indietro. Tra Moscato e Aiello ci sono quasi 2.500 voti e una differenza percentuale di 8 punti. Se l’elettorato non schierato, confuso dall’inchiesta giudiziaria, deciderà di non partecipare il gioco per Giovanni Moscato è fatto ma l’elezione è anomala e i pronostici potrebbero saltare.