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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 930
VITTORIA - 12/07/2008
Politica - Vittoria - Le indiscrezioni sui nomi infiammano il dibattito politico

Salvatore Artini potrebbe lasciare Mpa e ritornare in An

Tensione nell’Mpa per i nomi di Piccione e Di Martino, "assessori" calati dall’alto. Spaccature in vista anche nel Pd Foto Corrierediragusa.it

Rischio implosione nell’Mpa di Vittoria. Salvatore Artini (nella foto), il super votato consigliere proveniente dalle file di An, potrebbe tornare alla casa madre. Sono in corso contatti per fare riavvicinare Artini e l’assessore regionale al Lavoro Carmelo Incardona. I militanti dell’Mpa rispettano, loro malgrado, la consegna del silenzio, ma non hanno gradito i nomi dei probabili assessori paracadutati dall’alto, direttamente per volontà del presidente Raffaele Lombardo. Il riferimento è alle indiscrezioni che vorrebbero l’ex comandante della Polizia municipale Giuseppe Piccione e il penalista Enrico Di Martino successori di Giacchi e Mandarà.

Il deputato Riccardo Minardo, che ha assunto il comando delle operazioni e delle trattative su ordine di Lombardo, non smentisce i nomi di Piccione e Di Martino, anche se vede ancora in corsa Giuseppe Tumino, Gaetano Iacono e Roberto Sisino. Niente da fare, invece, per Giulia Artini, figlia di Salvatore e consigliere di quartiere. «Non ricordo d’aver sentito il nome di Giulia Artini- dichiara Minardo-. E poi devo ammettere che il presidente Lombardo vuole disciplinare per statuto la sua contrarietà a dare incarichi nel parentado".

In queste ore Riccardo Minardo dovrebbe avere un incontro con il sindaco Giuseppe Nicosia per definire l’accordo sul programma e sui nomi degli assessori. «Prima dei nomi è più importante discutere del rilancio dell’amministrazione»- dice Minardo. Le tensioni, però, dentro Mpa restano, tanto che Salvatore Artini potrebbe ritornare in An indebolendo così il gruppo consiliare dell’Mpa che tornerebbe a 3 unità.

Anche il Pd appare dilaniato da guerre interne che tengono in ambasce il segretario Giovanni Formica, che adesso si trova a gestire il caso Angelo Dezio, il cui nome viene indicato come possibile assessore. Al posto di chi. Di Salvatore Avola? L’assenza di Rosario Dezio nel corso della seduta consiliare dedicata all’approvazione del bilancio, ha fatto pensare molte cose agli esponenti della maggioranza. Gli assessori che spettano al Pd sono 4, pochi per soddisfare le esigenze e gli appetiti delle vecchie anime (Margherita e Altra Vittoria) che riaffiorano in superficie.

Ad accentuare la spaccatura nel Pd, l’esito della direzione provinciale dell’altra sera e l’uscita di scena di Tonino Solarino, in aperta rottura con Giuseppe Digiacomo. Tutta la delegazione del Pd di Vittoria, comunque, ha abbandonato i lavori perché non ha gradito l’impostazione data da Digiacomo nella formazione del parlamentino Pd, che vedrebbe dentro tutti gli ex deputati regionali e nazionali. C’è malumore contro Digiaocomo, soprattutto da parte della ex componente Margherita e dello stesso segretario Formica.

Con quest’escamotage il consigliere Francesco Aiello viene inserito nel direzione provinciale con un ruolo insolito. A Vittoria gli si consente di fare la guerra a un sindaco Pd e a Ragusa gli si dà la possibilità di dettare condizioni. A molti è sembrato un colpo di mano di Digiacomo, teso a rafforzare la componente dalemiana per gestire a piacimento il partito.

Rumore anche nella sinistra. Filippo Cavallo e Giuseppe Mustile diranno qualcosa in queste ore. Non hanno gradito i nomi di Piccione e Di Martino e per continuare a collaborare con la giunta Nicosia potrebbero porre nuove condizioni.