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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 837
VITTORIA - 30/03/2015
Politica - Netta spaccatura politica nello stesso partito

I 5 consiglieri Pd del 2° circolo non voteranno il Prg

Lo strumento urbanistico è ritenuto "depressivo e a macchia di leopardo" Foto Corrierediragusa.it

Il secondo Circolo Pd gioca a carte scoperte. Cinque voti in Consiglio saranno di sicuro contro lo schema di massima del Prg. Sono quelli di Gianni Caruano, Giovanni Formica, Concetta Fiore, Giacomo Romano e Giuseppe Incorvaia. «Non voteremo- dicono- per un Prg depressivo e a macchie di leopardo. Non rinunceremo alla perequazione, alle aree verdi nelle periferie di Vittoria e allo sviluppo turistico di Scoglitti». E’ la sintesi di un comunicato che rende ancora più ingarbugliata la matassa dello strumento urbanistico sul quale, ricordiamolo, pende una sentenza del Tar a cui si sono rivolti 11 consiglieri del Pd (compresi i 5 dissidenti quando il Pd era uno) dopo l’approvazione in aula dell’emendamento presentato dall’opposizione e passato con 17 voti favorevoli. Si sa che il Tar giorno 26 marzo ha esaminato il ricorso e che dovrebbe pronunciarsi fra pochi giorni. Il Tar si pronuncerà sulle procedure tecniche del Prg, certamente non emetterà giudizi politici su «macchie di leopardo, aree verdi e perequazioni», tutta materia che spetta al Consiglio, che ha già votato in tal senso nel mese di aprile del 2014.

Se questa teoria è corretta, i 5 consiglieri del secondo Circolo stanno mettendo le mani avanti, come dire «se l’emendamento sul Prg dovesse tornare in aula, noi non lo voteremo». La materia urbanistica è già ostica per gli addetti ai lavori, figuriamoci capirci qualcosa dopo tutto quello che è successo a Vittoria, dove il presidente della Commissione Assetto e Territorio Pippo Mustile, una prima volta dimissionario, ha avviato un dialogo con il neo assessore Enzo Cilia per adattare la cartografia all’emendamento approvato».

«Da due mesi –scrive il secondo Circolo- regna la confusione sullo schema di massima. Arrivano proposte non firmate che poi scompaiono, gli uffici Urbanistica non riconoscono le cartografie mentre si attende l’esito del ricorso al Tar. Qualunque sia, diciamo con chiarezza che per noi due punti sono irrinunciabili: primo, non voteremo proposte che non sono firmate e predisposte dall’ufficio competente; secondo, non voteremo per «l´emendamento» che i consiglieri del Pd hanno impugnato presso il Tar».