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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 763
VITTORIA - 23/02/2015
Politica - Il secondo Circolo ha chiesto una commissione d’indagine per il caso Emaia

Pd: a un anno dal voto vecchie anime ex Margherita e Ds

Il vero scontro riguarda la futura leadership dopo Nicosia e il comando del partito Foto Corrierediragusa.it

La battaglia in corso nel Partito democratico di Vittoria non riguarda le questioni inerenti all’Emaia, al mercato ortofrutticolo, all’agricoltura, al piano regolatore generale, alle beghe fra l’ex assessore Piero Gurrieri e l’attuale Gaetano Bonetta, alle strade scassate ben oltre i limiti della praticabilità. E’ una battaglia politica, da campagna elettorale iniziata 18 mesi prima della chiamata alle urne del 2016. Il resto è pretesto per mascherare la guerra per la leadership nel partito e per individuare il successore di Giuseppe Nicosia. La nascita del secondo circolo, voluta dall’ex deputato nazionale Gianni Caruano, già pronto a rivendicare l’eredita dell’attuale a sindaco, è la conferma dei movimenti politici in atto nella città di Vittoria. Non a caso consiglieri comunali rimasti sempre in ombra e tiepidi come Giovanni Formica, Concetta Fiore, Giuseppe Incorvaia e Giacomo Romano si sono improvvisamente smarcati dalla gestione del partito dei segretari locale e provinciale Francesco Cannizzo e Giovanni Denaro, divenuti nel frattempo assessore ed esperto alle politiche agricole fra tanti malcontenti. Sul tavolo delle strategie emergono le due anime storiche della sinistra vittoriese bellicosamente armate per la gestione del partito e di palazzo Iacono: quella proveniente dal vecchio Pci-Ds-Pds (Caruano), e quella rappresentata dai residui della Dc-Margherita (i fratelli Giuseppe e Fabio Nicosia, Salvatore Di Falco). Fra questi l’ago della bilancia può essere ancora l’ex assessore Angelo Dezio, uscito di scena suo malgrado, ma di sicuro pronto a rientrare al momento giusto. Prima che combattere contro le opposizioni (alle prese con i loro travagli), il Pd ingaggia al suo interno un braccio di ferro che dovrà chiarire se potrà arrivare alle elezioni unito, oppure diviso da primarie e rancori mai sopiti dalla storica fusione fra Pds e Margherita.

A comprova dell’analisi politica, le dichiarazioni dei giorni scorsi del gruppo consiliare che fa capo al secondo circolo del Pd e la risposta piccata del segretario eletto dal congresso Cannizzo. Motivo della diatriba, un argomento serio, il pericolo del default dell’Emaia, ente fieristico per il quale il gruppo di Caruano ha chiesto una commissione di indagine così motivandola: «Pensiamo che tutti i consiglieri del Pd debbano sottoscrivere questa richiesta perché sia fatta piena luce su quanto accaduto e siano individuate responsabilità personali se ci sono. Non vogliamo che nella confusione della difesa d’ufficio, dei giochetti e delle furbizie sia coinvolto il partito e chi ha amministrato in questi anni di grandi difficoltà con onestà e dedizione». Colpi bassi inviati al sindaco Nicosia, che per ora sta in silenzio. Al secondo circolo risponde Cannizzo: «Sono contrario alle fughe in avanti. Penso che per condurre il dibattito e il confronto politico all’interno del PD, sarebbe corretto utilizzare le sedi opportune. Mi rendo conto che fa gola a molti cercare il consenso attraverso la puerile indignazione fintamente moralista».