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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 886
VITTORIA - 08/01/2015
Politica - L’amministratore indagato nel procedimento in Abruzzo precisa: "Posizione marginale"

Bonetta neo assessore Vittoria indagato

Intanto sulla nuova compagine amministrativa il segretario del Pd Cannizzo difende le scelte di Nicosia, Giovanni Moscato invece stronca la compagine: «Non serve la nuova giunta, ma un nuovo sindaco»
Foto CorrierediRagusa.it

Il segretario e assessore Francesco Cannizzo esprime soddisfazione per come il sindaco ha concluso la verifica; il leader dell’opposizione Giovanni Moscato, invece, «boccia» la nuova compagine sostenendo che a Vittoria «non serve una nuova giunta ma un nuovo sindaco» e il neo assessore Gaetano Bonetta (foto) che detiene le deleghe alla Pubblica istruzione, Formazione, Gestione e rilancio strutture museali, è costretto a difendersi dai suoi detrattori, che all’indomani della nomina hanno riportato a galla la vicenda delle cosiddette "lauree facili" all’Università di Chieti che è valsa al professore un avviso di garanzia per coinvolgimento nell’inchiesta giudiziaria. Prima di entrare nei particolari della eco che ha avuto la la formazione della giunta, sentiamo il diretto interessato, Gaetano Bonetta, la cui nomina ad assessore è stata ripresa dal giornale abruzzese «Il Centro», organo di informazione che ha seguito da vicino l’inchiesta universitaria, e da altri media.

«Sono vittima dei soliti detrattori - commenta l’assessore Bonetta, difeso dall’avvocato Augusto La Morgia- E’ stato accertato, come evidenzia alla fine dell’articolo lo stesso quotidiano «Il Centro», che la firma apposta nel documento universitario che avrebbe favorito una segreteria della mia Università è stata contraffatta. Non è la mia, e se è così io sono vittima di una macchinazione. E’ stato chiarito dalla perizia calligrafica, però si continua ancora a tentare di gettare ombre e fango su di me. L’avviso di garanzia è a tutela della persona che lo riceve non una condanna. In questo caso ho ricevuto l’avviso come atto dovuto. Sarò costretto a querelare per tutelare la mia onorabilità».

La vicenda risale alla prima metà dello scorso anno quando Bonetta, come accennato, era preside di Scienze della formazione dell´Università «Gabriele d´Annunzio» di Chieti, in Abruzzo. L´indagine che coinvolge il preside è quella delle «lauree facili» all’università. Si tratterebbe, in particolare, di un solo caso, riferito a una funzionaria dell´ateneo che lavorava nella segreteria della direzione generale e che si stava laureando nella facoltà presieduta da Bonetta. A lei sarebbero state concesse agevolazioni in termini di crediti e di esami sostenuti. Sulla questione il preside era stato ascoltato in procura già a febbraio scorso e in quella occasione avrebbe detto che non c´era nulla di anormale nel percorso didattico seguito dalla funzionaria in questione. Ora lo stesso Bonetta, da neo assessore del comune di Vittoria, precisa che non firmò mai nessun documento e che anzi la sua firma venne contraffatta.

Tornando a Vittoria, Cannizzo (Pd) e Moscato (Fratelli d’Italia-An) si sfidano sul terreno della politica. «Non conosco la vicenda del preside Bonetta- afferma Cannizzo- dico solo che questa giunta coniuga esperienza amministrativa con competenze tecniche specifiche».

Moscato stronca sul nascere la nuova amministrazione con commenti caustici. «Oltre ai nomi di figure tecniche, carnet completato dall’imprenditrice Lisa Pisani, siamo al festival dell’usato garantito. Enzo Cilia, Francesco Cannizzo e Filippo Cavallo. Il primo, al quale è toccata la delega all’urbanistica, rappresenta una curiosa certezza. I vittoriesi ricorderanno come proprio Cilia votò insieme a noi la variante allo schema di massima al Prg. Cosa farà adesso nelle vesti di amministratori. Arretrerà il passo e si allineerà a Nicosia o smentirà lo stesso, portando avanti la linea che ha portato nei mesi scorsi la rottura tra Sel e Pd? Riguardo a Cannizzo, (bocciato dall’elettorato, ma premiato dal sindaco della Città) la peggior scelta possibile, c’è molto da dire e lo faremo nell’imminente futuro ma una cosa è certa, tolto Dezio, è lui a rappresentare l’emblema del conflitto di interessi. Consulente alle politiche sociali ieri ed assessore oggi, con stretti familiari nel consiglio di amministrazione di cooperative sociali (da lui stesso in passato amministrate) che prestano servizio per l’amministrazione comunale. A Vittoria, non si lascia. Si raddoppia».

LA NUOVA GIUNTA
Mai come stavolta il ritardo del sindaco è giustificato. Ha completato la nuova giunta amministrativa alle 16 e alla conferenza stampa si è presentato dopo le 17. Appare stanco Nicosia, quando varca la porta della sala degli Specchi e gli occhi esprimono tanto sonno arretrato oltre che la durezza degli scontri casalinghi per sedare i pretendenti del Partito democratico. Dei nuovi assessori si sa poco, a parte qualche indiscrezione trapelata nel chiacchiericcio del pre-conferenza stampa. I nuovi assessori sono mimetizzati in sala e quando il sindaco pronuncia i loro nomi ha appena finito di dire che il «cambiamento è stato voluto dalla città, per dare impulso in questi 18 mesi di governo a ciò che deve essere fatto in tema di Piano regolatore generale, ambiente, raccolta differenziata, diritti civili, sviluppo economico, giovani e Scoglitti, che dopo l’agricoltura è la grande risorsa del territorio ipparino».

Si sa che alle 13 la formazione era un’altra e che dopo è stata cambiata perché la legge sull’anticorruzione voluta dalla Severino non c’azzecca niente con la nuova giunta vittoriese però riesce a fare vittime prim’ancora che vengano nominati. Chi ha ricoperto negli ultimi due anni incarichi amministrativi in aziende e associazioni che ricevono finanziamenti da enti pubblici, non può ottenere conferimenti di incarichi. Giovanni Denaro, infatti, alle 13 era assessore, alle 16 ha dovuto cedere il posto.

Dovrebbe essere l’ultima giunta prima della fine della sindacatura, prevista per la primavera del 2016, a condizione che lavori di più e meglio della precedente. Altrimenti il cambio di qualche assessore diventa un obbligo, specialmente se i quesiti posti sull’interpretazione della legge Severino, definita «stupida, idiota, ipocrita e falsa», dovessero cambiare l’attuale veto sulla inconferibilità di incarichi a chi ha avuto un ruolo di amministratore negli ultimi due anni, in società a partecipazione azionaria di comuni e province. Giovanni Denaro, ad esempio, segretario provinciale del Pd, è saltato per tale motivo: è stato fino all’altro ieri presidente dell’Emaia. Si coglie questo nelle dichiarazioni del sindaco Giuseppe Nicosia durante la conferenza stampa di presentazione della nuova compagine amministrativa.

L’unico superstite è Filippo Cavallo, che rimarrà vice sindaco e avrà le deleghe alle Manutenzioni, Lavori pubblici e protezione civile. A seguire, l’altro assessorato pesante è quello riservato a Enzo Cilia (consigliere comunale che vanta l’esperienza di essere stato sindaco della città dal 1989 al 1991), per occuparsi di Urbanistica, Ambiente, Bilancio, Programmazione e Tributi. E’ l’unico di forte spessore politico per cui merita un ragionamento a parte più avanti. Le new entry riguardano Francesco Cannizzo, segretario cittadino del Pd. Con la sua nomina il sindaco ha spento tutte le velleità degli altri pretendenti iscritti al partito. Cannizzo lavorerà alla Solidarietà, Anagrafe e Stato civile.

Lisa Pisani imprenditrice di valore, l’unica a rappresentare il gentil sesso in giunta, ha la delega allo Sviluppo economico, Agricoltura e Turismo. Al mondo della cultura il sindaco destina due nomi di alto spessore. Il professore Gaetano Bonetta (nipote di quella icona storica del vecchio Pci, Filippo Bonetta), già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione; nonché attuale direttore del dipartimento di Scienze filosofiche e pedagogiche presso l’Università D´annunzio di Chieti-Pescara. Detiene le deleghe alla Pubblica istruzione, Formazione, Gestione e rilancio strutture museali.

Infine un nome vittoriese che alla Sicilia invidia tutto il mondo, Arturo Di Modica, lo scultore che realizzò il famoso Toro di Wall Street a New York. Il maestro Di Modica curerà i progetti culturali ed artistici, creatività e promozione, e sarà l’ambasciatore delle eccellenze vittoriesi nel mondo, gemellaggi artistici culturali ed economici con la Grande Mela. Giusto un anno fa Di Modica aveva concordato una transazione per 900 mila euro a fronte di una presunta evasione fiscale di 5 milioni di euro, più 600 mila di iva. L’accordo fiscale era stato raggiunto fra i legali del popolare scultore, Dario Pettinato e Giuseppe Valastro, e l’agenzia delle entrate di Ragusa che gli aveva contestato l’evasione a seguito delle indagini condotte dalla guardia di finanza.

Dicevamo di Enzo Cilia. A fine sindacatura Giuseppe Nicosia non potrà ricandidarsi. Cilia è una figura doc della sinistra che proviene dalla «cittadella rossa degli anni ‘80». Un nome da spendere in caso di primarie per la candidatura insieme a Salvatore Di Falco (ex Margherita) e a Gianni Caruano (ex Pci-Ds).

Nella foto in basso, da sinistra Cannizzo, Cavallo, Cilia, Nicosia, Lisa Pisani, Di Modica e Bonetta. Cliccate sulla foto per ingrandirla


BATTAGLIA NAVALE
09/01/2015 | 23.40.06
scarpantibus

Colpito e affondato!