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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1170
VITTORIA - 24/06/2008
Politica - Vittoria- Il commissario ad acta c’è ma D’Amato non sa niente

Lo spettro del commissario in Consiglio: sì al bilancio o a casa

Politica al lavoro per costruire una maggioranza solida. E Giuseppe Mustile potrebbe entrare in giunta. Foto Corrierediragusa.it

Il commissario ad acta per l’approvazione del bilancio potrebbe arrivare da un momento all’altro, anche se il presidente del Consiglio Luigi D’Amato ha solo ricevuto la lettera di diffida a fare in fretta e nulla più.

«Del commissario non so niente- anticipa D’Amato- Il 9 luglio il bilancio sarà in aula. Ho già fatto partire le convocazioni con l’ordine del giorno. Contiamo di approvarlo entro metà mese. Anche nel 2007 il bilancio è stato approvato a luglio. Dov’è lo scandalo?».

Eppure il rischio che si corre è forte. Se entro 30 giorni dall’insediamento del commissario il Consiglio non dovesse approvare il bilancio c’è il rischio dello scioglimento del consesso e di nuove elezioni. Ma solo a pronunciare la parola scioglimento, uguale tutti a casa, fa venire un brivido di paura malefica sulla schiena dei consiglieri. Per cui si hanno fondati motivi che alla fine anche i più riottosi abbasseranno il capo e voteranno l´atto.

I consiglieri Giuseppe Cannella e Filippo Cavallo (nella foto) continuano a biasimare il comportamento del presidente D’Amato, a cui viene attribuito il ritardo. Ma il presidente rigetta le accuse sostenendo che la scadenza del mandato dei revisori dei conti ha fatto slittare i tempi.

A questo punto, stante la verifica in atto e le trattative per costruire una maggioranza più solida, conviene portare il bilancio in aula solo dopo avere accertato la compattezza della nuova maggioranza: avere cioè la certezza dei numeri per fare passare lo strumento finanziario dei previsione.

Anche ieri mattina a palazzo Iacono s’è svolta una riunione fra i partiti della maggioranza per semplificare la situazione. Dicono che l’Mpa avrebbe alzato la posta, considerato che la forza consiliare è di 4 unità rispetto ai 2 del 2006. Ma i dirigenti del partito smentiscono categoricamente. «Sono altri i problemi in discussione, non l’accaparramento di posti».

In questo contesto s’inserisce anche la polemica fra Luigi Marchi (Idv) e Giovanni Cirnigliaro (Mpa). Accuse di basso livello politico, che malcelano beghe personali legati agli interessi che ne potrebbero derivare.

Sono sempre più fondate, invece, le voci che danno il gruppo di Sinistra arcobaleno (Giuseppe Cannella, Filippo Cavallo e Giuseppe Mustile) molto vicini all’ingresso in giunta. Non per il piacere di stare insieme con l’Mpa, sia bene inteso, ma per contribuire a fare ripartire la città. Almeno queste sono le spiegazioni di Giuseppe Mustile. Il consigliere provinciale sarebbe anche disposto a dimettersi da viale del Fante per amministrare Vittoria; e al suo posto subentrerebbe Marco Di Martino di Rifondazione comunista.

Entro mercoledì, giovedì massimo, il sindaco è intenzionato a chiudere la partita. Porterà agli alleati e alla sinistra il programma da sottoscrivere. Chi firma entra e governa, chi rifiuta sarà sempre opposizione. Mustile sta facendo di tutto per ammorbidire la posizione di Sinistra democratica, Verdi, Rifondazione comunista e Comunisti italiani, l´unico gruppo a non avere rappresentanza in Consiglio. «Entrare da soli non ha senso ?dice- è difficile da far capire alla gente, speriamo si convincano che i problemi di Vittoria sono ben altri rispetto alla convivenza con l?Mpa».

E a proposito di Mpa, dal volto del coordinatore provinciale di Sd Enzo Cilia si nota tutto l’imbarazzo per aver dovuto avallare e benedire, in qualità di massimo dirigente provinciale, l’accordo «anomalo» a Modica, ovvero l’apparentamento politico Mpa-Pd- Sinistra in vista del ballottaggio. Che forse l’Mpa della Contea è più nobile di quello di Vittoria?