Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 659
VITTORIA - 24/11/2014
Politica - Nell’attesa che il sindaco decida il futuro della sua giunta

Comizi da «Ok corral» in piazza a Vittoria

I «casi» Dezio hanno dato la stura alla pentola a pressione. Piazza piena per il comizio mattutino di Moscato, che accusa il sindaco di aver violato il «patto etico» sottoscritto nel 2012; e Nicosia che difende gli incarichi al figlio dell’assessore
Foto CorrierediRagusa.it

Se il termometro del consenso politico è la gente che affolla la piazza nei comizi, Andrea Nicosia e Giovanni Moscato (nella foto da sinistra) da un lato, e il sindaco Nicosia dall’altro, protagonisti del comizio di domenica mattina e serale in Piazza del Popolo, potranno ritenersi soddisfatti. Molta gente e molto attenta ha assistito agli affondi di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, che dal pulpito ha gridato a squarcia gola la richiesta di «dimissioni del sindaco Giuseppe Nicosia»; molta gente e molto attenta ha ascoltato le difese e gli attacchi del capo dell’amministrazione vittoriese. «Sono pronto a sfidarti politicamente dove e quando vuoi, dimettiti!»- ha gridato Moscato. «Siamo alle sfide da ok Korral?- ha rintuzzato il sindaco- vado avanti».

A scatenare il putiferio, come si sa, i «casi» Dezio. Moscato accusa Nicosia di avere violato quel codice etico che lo stesso sindaco sottoscrisse nel 2012 prendendo un impegno d’onore con i cittadini vittoriesi». «Per questi motivi- ribatte Moscato- il sindaco deve andare a casa». In molti si chiedono perché l’assessore Angelo Dezio non abbia presentato di sua spontanea volontà le dimissioni al sindaco, così da togliere dagli impicci tutta la giunta e raffreddare l’offensiva delle opposizioni che chiedono addirittura le elezioni anticipate.

Angelo Dezio, chi lo conosce bene, non è uomo che getta la spugna facilmente. E’ tuttora sul campo di lavoro distribuendo ordini sui lavori di manutenzione delle strade e dei progetti già avviati che attendono urgente conclusione. Entro 10 giorni Nicosia deve decidere se mandare tutti a casa o salvare qualcuno dei suoi collaboratori, accusati, non va dimenticato, di avere lavorato con scarso impegno in questi anni di mandato assessoriale. Di essere stati, insomma, lontani dai problemi della città.

Sullo scottante tema attuale si è sviluppato il comizio di Giovanni Moscato, ex Alleanza nazionale, scuola Saro Mannelli e Saverio La Grua, probabile candidato a sindaco per la coalizione di destra fra un anno e mezzo, a prescindere da ciò che farà il «Patto per Vittoria», che vede insieme pezzi della sinistra, del centro e della destra. Moscato frena: «Ancora non ho deciso, troppo prematuro». Invece il clima che si respira a Vittoria da quando è finita l’estate, è da campagna elettorale a tutti gli effetti. E il caso Dezio ha dato la stura al tappo di una bottiglia che prima o poi sarebbe esplosa. E quando esplode i cocci di vetro da qualche si conficcano e fanno pure male.

L’incarico diretto per l’importo di 97 mila euro al figlio dell’assessore per la realizzazione di una struttura al mercato ortofrutticolo, grazie a una determinata firmata dal dirigente Angelo Piccione; il secondo incarico che sarebbe stato affidato dal direttore dell’Emaia Paolo Sbezzo, per disegnare le zone blu nell’area fieristica, hanno di colpo deteriorato l’azione politica fino a condurla alla paralisi amministrativa.

Il sindaco Nicosia domenica sera nel suo comizio ha cercato di giustificare l’attività di governo, ivi compresi gli incarichi finiti sott’accusa. «Tutto regolare, si va avanti, non mi dimetto! In ogni caso la sua scelta di sospendere gli amministratori, deve avere immediato riscontro con un azzeramento totale degli incarichi di tutti gli assessori e dei presidenti delle due aziende Emaia e Vittoria mercati srl. Dalle decisioni che Nicosia prenderà, capiremo molto sul futuro di questa amministrazione. Al comizio il sindaco era affiancato dal segretario Francesco Cannizzo, nonché esperto e quindi sospeso, e dal presidente del Consiglio Salvatore Di Falco, che in molti sostengono essere finito in pole position nel monocolore Pd per la candidatura a sindaco.

Andrea Nicosia e Moscato hanno ascoltato la risposta del sindaco e hanno replicato: «Sul «caso Emaia», che ha visto smascherato un nuovo incarico illegittimo al figlio di Dezio, il sindaco, scappa, si nasconde, fugge, affermando che si tratta di uno scivolone e nulla più. Non si può tollerare il modo con cui il sindaco si limita a minimizzare episodi di siffatta gravità, impostando un comizio, che doveva essere chiarificatore, come una mera discussione tra amici di borgata, facendo apparire conflitti di interessi e aperte violazione al codice etico come quisquiglie. Fratelli d’Italia – An ha portato in piazza documenti e atti chiari e incontestabili che avrebbero richiesto un’assunzione di responsabilità e un chiarimento degno di un primo cittadino. E invece nessun chiarimento, solo parole inconcludenti».