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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1355
VITTORIA - 15/11/2014
Politica - Un vespaio di polemiche dopo l’incarico al figlio dell’assessore

Vicenda Dezio: dimissioni Gurrieri?

Giovanni Moscato definisce il caso di "laqualunquiana memoria", mentre per l’esponente del Pd si tratta di "conflitto di interessi". Nicosia prende tempo e Gurrieri convoca conferenza stampa al 13 dicembre Foto Corrierediragusa.it

Sul caso Dezio l’ultima parola spetta al sindaco Giuseppe Nicosia, l’unico che ha il potere di revocare l’incarico al professionista Rosario Dezio o invitare il padre assessore, Angelo, a rassegnare le dimissioni per conflitto di interessi. La terza soluzione, che in molti non escludono, è che tutti rimangano al loro posto: l’architetto concluda il lavoro che gli è stato affidato e il padre continui il mandato assessoriale fino al termine della sindacatura. E siccome Giuseppe Nicosia non prende mai decisioni avventate, prima di pronunciarsi interpella chi di competenza. Ha richiesto pareri legali agli uffici competenti, che avranno un mese di tempo per dare i loro autorevoli pareri. «Dal punto di vista della legittimità – dichiara Nicosia - ho verificato che non vi è alcuna illegalità nella nomina. In ogni caso, il segretario generale ha inoltrato una richiesta di verifica al dirigente e un controllo di legittimità, all’esito dei quali potremo dire con certezza se si è operato nella legittimità, come ritengo, o meno, e in quest’ultimo caso di interverrebbe con l’annullamento. Dal punto di vista dell’opportunità e dell’etica, fermo restando che io non nominerei e non ho nominato parenti di assessori in carica, e chiedo ai dirigenti, nella loro autonomia gestionale, di fare altrettanto, nel caso di specie non esiste neanche questo aspetto, visto che l’architetto Rosario Dezio è stato incaricato, congiuntamente ad un altro tecnico (l’amministrazione comunale ha coinvolto in questi anni decine di giovani professionisti per le opere pubbliche, per dare a tutti la più ampia possibilità di lavoro e di crescita professionale) il 19 novembre 2012, ben prima che Angelo Dezio diventasse assessore (lo è diventato il 2 luglio 2013, e a quella data l’incarico era già stato ampiamente svolto).

L’atto dirigenziale del 22 ottobre 2014 è solo la naturale e doverosa prosecuzione del rapporto professionale, per portare a compimento la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori e per non perdere il finanziamento a causa di tempi lunghi e di un’attività progettuale diversa rispetto a quella presentata per ottenerlo, come ampiamente spiegato nella determina e come condiviso dall’amministrazione comunale». Sulla consistenza della parcella da liquidare all’architetto, il sindaco ha la risposta pronta: «Quanto agli onorari, non siamo noi a stabilirli, ma sono quelli conteggiati nel decreto di finanziamento, e non sono a carico del Comune. Mi sento perciò di esprimere la massima solidarietà al giovane professionista Rosario Dezio, fatto segno di una pesante campagna denigratoria perché porta quel cognome che agli stessi denunzianti era tanto caro sino a qualche tempo fa. Temo che questa polemica sia più che altro una caccia all’uomo e una persecuzione morale, un po’ come si è tentato di fare più volte con il vicesindaco Filippo Cavallo e con il sottoscritto».

A parte le dichiarazioni al vetriolo di Giovanni Moscato e Andrea Nicosia (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale) e di Andrea La Rosa (Sviluppo Ibleo), che possono sembrare di parte, il «caso Dezio» qualche crepa nella maggioranza l’ha aperta. «Caccia all’uomo- s’interroga sarcasticamente Enzo Cilia, da poco entrato nel Pd dopo aver lasciato Sel- o l’uomo a caccia? Sorvolo su tutto e dichiaro la mia totale contrarietà a che un bravo tecnico, nonché valente imprenditore continui a svolgere una funzione politico amministrativa di primo piano quale quella di assessore ai lavori pubblici, per un motivo molto semplice, c’è un conflitto di interessi palese e grande quanto una casa». Lo avevo detto e sostenuto al momento della sua nomina il 3 luglio del 2013, l’ho ribadito a gennaio di quest’anno con una interrogazione sulla questione della pulizia dei locali suoi e dei suoi fratelli da parte della Sap, che ancora aspetta risposta. Lo ribadisco oggi, dicendo che la cosa dell’incarico al figlio non mi sorprende proprio per quanto ho sempre sostenuto riguardo alla modalità di concepire l’attività politico amministrativa».

Piero Gurrieri, il primo che ha fatto scoppiare il caso, si è messo in stand-by. Fino al 13 dicembre, giorno in cui ha convocato una conferenza stampa per annunciare se si dimetterà oppure andrà avanti, sulla base delle risposte ai quesiti del sindaco che arriveranno dai dirigenti comunali. «Nel rispetto per ogni opinione, confermo, parola per parola, sia il mio giudizio di assoluta inopportunità di una determina che continuo a ritenere inconcepibile nella forma e nella sostanza, sia il resto delle mie dichiarazioni, dal cui contenuto non torno indietro. Quindi, preso atto che è stata annunciata una verifica che potrebbe condurre all´annullamento dell´atto, e che i termini per la sua conclusione, necessariamente certi e rapidi, anche per rispetto dell´opinione pubblica, sono definiti dalla legge, rendo noto che sabato 13 dicembre alle ore 10 terrò una conferenza stampa al palazzo municipale dall´oggetto: "Comunicazioni dell´assessore alla Trasparenza". Giovanni Moscato rincara la dose: «La vicenda Dezio di «laqualunquiana» memoria – esordisce il Consigliere Comunale Giovanni Moscato - dimostra ancora una volta come la città di Vittoria sia governata da uomini che fanno prevalere gli interessi personali e di famiglia a quelli pubblici. Già! Attorno alla famiglia ruota la gestione politica di una città come la nostra che pare sia ripiombata nel vuoto conoscitivo del dopoguerra, quando chi governava faceva leva sulla non conoscenza dei fatti».

Per il meet up di Scoglitti "La faccenda assume i caratteri dell´orrido e del paradossale se si pensa che tutto risale al 2012 quando il buon architetto Angelo Dezio, era esperto del sindaco, mentre il figlio Rosario aveva ancora una professione agli arbori ed un curriculum di portata assimilabile ad un neo-laureato. Ma ciò che ci fa davvero rabbrividire - si legge nella nota - è la totale latitanza dei vari ordini professionali, per niente presenti nemmeno a titolo di protesta mentre ´attuale cerchia amministrativa vanta di volersi rinnovare e presentare alla cittadinanza, per le future elezioni, volti nuovi e capaci di far vivere a Vittoria un´alba nuova e poi quando si tratta di dimostrarlo - conclude la nota - stanno sempre allineati e coperti, d´accordo a spartire delibere inopportune.

E il Pd, il partito chiamato in causa dalle opposizioni, che dice? E’ imbarazzato. Difende l’operato della giunta, ma annuncia che sarà riflessione sull’accaduto convocando la segreteria e il gruppo consiliare. Il ruolo impone a Cannizzo di difendere la determina dirigenziale. «L’opposizione, in questo caso guidata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, scimmiotta il peggior esempio della politica nazionale. Vale a dire, quello di un continuo sciacallaggio nei confronti di amministratori o dirigenti del Partito democratico. Nel merito della questione politica di opportunità o di una fantomatica etica che viene sbandierata secondo le convenienze politiche o gli umori personali, ritengo che ci si dovrebbe attenere alla legittimità di una determina dirigenziale che risulta essere un atto gestionale. Di certo, non posso tollerare lezioni di etica politica da parte di chi, fino a ieri, era pronto a dialogare con il Pd, solo per ottenere un incarico assessoriale, senza avanzare alcun programma politico».

IL PROLOGO DELLA VICENDA
«Determina dirigenziale inopportuna, o si revoca o sono pronto a uscire dall’esecutivo di giunta». La bufera arriva alle 7,20 quando la politica dorme ancora. Giunge via sms a Piero Gurrieri, l’assessore alla Trasparenza. Nel mirino dell’amministratore c’è la determinazione dirigenziale 2180 del 22 ottobre scorso firmata dai dirigenti Angelo Piccione e Giuseppe Sulsenti. Un incarico di circa 100 mila euro all’architetto Rosario Dezio per lavori di manutenzione al mercato ortofrutticolo. «Sarebbe tutto regolare- scrive Andrea La Rosa di Sviluppo Ibleo- se l’architetto in questione non fosse il figlio dell’architetto Angelo Dezio (foto), assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni. L’Amministrazione comunale non trova nulla di strano che un incarico così oneroso sia affidato al figlio di un assessore attualmente in carica? Altro che etica e moralità politica. E’ un fatto gravissimo di cui chiediamo conto e ragione al primo cittadino».

Prima di andare avanti c’è da fare una doverosa analisi, subito dopo avere interpretato la determinazione dirigenziale.
L’incarico affidato agli architetti Rosario Dezio e Roberto Nicastro, per la realizzazione di tettoie deposito cassette al mercato ortofrutticolo, è datato 27 dicembre del 2012, molto tempo prima che l’architetto Angelo Dezio diventasse assessore comunale. Il 7 ottobre scorso l’architetto Roberto Nicastro ha rinunciato all’incarico per impegni di lavoro, per cui la giunta, considerati urgenti e improcrastinabili i lavori al mercato (leggasi anche la polemica sollevata dai concessionari ortofrutticoli l’altro ieri), ha ritenuto di affidare all’architetto Rosario Dezio l’incarico di progettazione esecutiva, direzione dei lavori, misura e contabilità, sicurezza in fase di progettazione.

L’ingegnere Angelo Piccione non risponde al telefono, ma il ragioniere capo del Comune, Giuseppe Sulsenti, precisa subito la sua posizione. «Nella mia qualità firmo tutti gli atti della giunta, non entro nel merito dell’atto, mi preoccupo che ci sia la copertura finanziaria». Ragionamento ineccepibile.

La Rosa tira in ballo anche il Partito democratico
«Il Partito Democratico, che esprime il sindaco e altri assessori di questa Giunta, e che fa dell’etica e della moralità politica il proprio cavallo di battaglia, non ritiene opportuno assumere parimenti una posizione su questa incredibile situazione? Il segretario provinciale dei democratici, Giovanni Denaro, peraltro vittoriese, non ha nulla da dire? In tempi in cui la considerazione della politica da parte della gente è sotto i tacchi, è mai possibile fare i conti con una circostanza del genere? Ripeto: al figlio di un assessore, professionista sulla cui capacità non mettiamo bocca, viene attribuito un incarico di oltre 97mila euro. Ma stiamo scherzando? I vittoriesi aspettano risposte». E’ corretto precisare, in questo caso, che il figlio dell’assessore non ha ricevuto un incarico dal Comune oggi, ma nel 2012. Quello del 22 ottobre scorso è un ampliamento dell’incarico in seguito alla rinuncia dell’architetto Nicastro.

Nella foto da sx Giuseppe Nicosia, Piero Gurrieri e, nel riquadro, Angelo Dezio


IL GIOCO DELLE TRE CARTE
15/11/2014 | 19.33.17
marcotullio

Il sindaco (che è avvocato!) chiede ai funzionari un «parere legale» per sapere se l´incarico del figlio dell´assessore è illegale, allo scopo di farsi dire quello che chiunque (persino lui!) sa benissimo, e cioè che non è illegale.
Ma la questione sollevata dall´assessore trasparente era un´altra, e cioè se fosse «opportuno», benché legale. Poiché i funzionari non potranno che confermare che la terra è tonda, potrà (così autorevolmente supportato) proclamare solennemente che tutto è regolare. Resta di sapere se era anche «opportuno».
Però, che furbo il sindaco-avvocato! E ora che farà l´assessore trasparente? Farà passare un mese e buonanotte...


SCHIFIU!!
15/11/2014 | 13.18.10
Gianni

AMMUCCAMU!!!!!


Come finerà?
15/11/2014 | 6.35.41
eldiablo

Finirà come tutte le farse: in NULLA!