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VITTORIA - 02/08/2014
Politica - Il Partito democratico riapre la querelle con l’opposizione

Prg Vittoria: i consiglieri Pd si rivolgono al Tar

Giovanni Caruano, Giulio Branchetti, Elio Cugnata, Salvatore Di Falco, Rosario Dezio, Giombattista Faviana, Maria Fiore, Alfonso La Marmora, Giorgio Puccia, Giacomo Romano e Giuseppe Scuderi s’appellano al Tribunale amministrativo di Catania Foto Corrierediragusa.it

Si fa sempre più ingarbugliata la vicenda del Piano regolatore generale di Vittoria. I consiglieri comunali del Pd Giovanni Caruano, Giulio Branchetti, Elio Cugnata, Salvatore Di Falco, Rosario Dezio, Giombattista Faviana, Maria Fiore, Alfonso La Marmora, Giorgio Puccia, Giacomo Romano e Giuseppe Scuderi, hanno presentato ricorso al Tar Catania, chiedendo la sospensione degli effetti della delibera relativa allo «schema di massima della variante generale al Prg» dell’ 11 aprile 2014. Come si ricorderà, la delibera venne approvata dai consiglieri che prima erano minoranza e che poi divennero maggioranza grazie alla transumanza di alcuni membri eletti nelle file del Pd e partiti collegati, successivamente transitati nell’Udc. «La delibera- scrivono i consiglieri del Pd- a nostro parere illegittima, presenta gravi incongruenze, sovrappone le zone, nega la partecipazione democratica dei consiglieri e dei cittadini e risulta inapplicabile dal punto di vista tecnico. Ricorrere al Tar non è un fatto consueto certamente, ma è il segno di uno scontro voluto dalla «nuova maggioranza» in Consiglio comunale che ha di fatto paralizzato la Città». La querelle fra maggioranza e minoranza, a prescindere dalla legittima degli atti che vengono prodotti in consiglio, rallenta il processo urbanistico che dovrebbe dotare la città di un nuovo piano regolatore.

«Già a luglio dello scorso anno - si legge nella nota- avremmo potuto forzare l’approvazione del provvedimento ma abbiamo preferito privilegiare il dialogo, l’accordo anche con l’opposizione e non siamo certo pentiti di averlo fatto. La nuova «muscolare» maggioranza ha invece voluto stravolgere lo schema di massima con un emendamento che esalta il cambio di casacca di alcuni consiglieri comunali eletti con le liste a sostegno del sindaco Nicosia che sono passati dall’altra parte e tiene conto solo di quella momentanea raccogliticcia maggioranza numerica. In questo modo vogliono governare il territorio?»

L’attacco del Pd è rivolto alla nuova maggioranza, piuttosto eterogenea, che comincia da Sel e finisce in Fratelli d’Italia. Un’alleanza ibrida, sotto l’aspetto politico, che mira a indebolire la giunta Nicosia.

«I signori della nuova maggioranza - da Sel a Fratelli d’Italia - hanno di fatto organizzato e consumato una grave forzatura, imponendo in Consiglio comunale, senza alcuna discussione, la votazione dell’ emendamento Mustile. La nuova maggioranza, forte dei numeri, nega ai consiglieri del PD persino di poter leggere l’emendamento, impone ritmi, nega sospensioni, se ne impipa della cartografia (che invece è in questi casi indispensabile). E’ stato imposto un provvedimento che di fatto blocca il Piano Regolatore con un provvedimento sostanzialmente inapplicabile, che sovrappone aree , che ristabilisce le macchie di leopardo del «piano» precedente, esalta la discrezionalità politica (tu puoi costruire, gli altri no; gli vincoliamo il terreno), nega la perequazione e quindi il recupero delle aree pubbliche e i riconoscimenti ai proprietari di terreni vincolati che aspettano da vent’anni». Dopo quest’ennesimo affondo che produrrà altre polemiche, non c’è da aspettare che il Tar di Catania si pronunci con un verdetto che ristabilisca il giusto equilibrio in materia di piano regolatore generale.