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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 585
VITTORIA - 04/06/2014
Politica - L’annuncio ufficiale era poco più di una formalità

Cilia torna al Pd: "Sel? Solo un bluff"

L’ex sindaco dà la scossa alla politica ipparina. Tutti gli errori di Sel: «Ha chiesto di entrare nel Partito socialista europeo, ha interloquito con i rappresentanti che hanno abbracciato il peggiore qualunquismo con Lombardo, Aiello e Incardona» Foto Corrierediragusa.it

La settimana scorsa il prologo, oggi l’epilogo. Enzo Cilia (foto), ex sindaco di Vittoria degli anni ´80, dopo aver lasciato Sel, comunica di ritornare nel Pd, partito nel cui dna ci sono ancora cellule del vecchio Pci. «Per fare politica concreta- anticipa Cilia prima della conferenza stampa prevista per domani pomeriggio in via Castelfidardo al civico 146- l’amministrazione non mi interessa, ma il partito deve essere il pungolo per chi amministra. Non rinnego nulla di ciò che ho fatto, ma è quello il mio orizzonte che devo seguire per continuare le battaglie e ottenere risultati, piuttosto che abbaiare alla luna come abbiamo fatto in questi anni». L’esperienza con Sel, dunque, finisce con un pugno di mosche in mano (abbaiare alla luna), in vista delle prossime elezioni del 2016. Enzo Cilia vuole essere un protagonista attivo e non passivo, come lo è stato in Sel. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Diciamo più gocce, sia a livello nazionale che locale. «Dopo avere fatto richiesta per entrare nel Partito socialista europeo- dice Cilia- nel frattempo Sel decide a maggioranza di allearsi con Rifondazione comunista e di stare nella lista Tsipras alle elezioni europee. A livello locale, poi, si è aggregata col peggiore qualunquismo che ha abbracciato le strane alleanze di Lombardo, Aiello e Incardona. A questi progetti non sono disponibile. Preferisco tornare a fare politica nel Pd, è non escluso che possa essere seguito da Rocco Candiano e Massimo Giudice».

Con questo ritorno nel Pd, Enzo Cilia dà una forte scarica elettrica al partito, assopito e imbrigliato da veri e finti alleati in un immobilismo che lo ha relegato persino all’angolo della minoranza in Consiglio comunale. Le elezioni sono fra due anni, ma l’amministrazione deve darsi una scossa forte, a cominciare dalle manutenzioni pubbliche (le strade sono la fortuna dei gommisti e i marciapiedi trappole per anziani, per dire che le macchine finiscono nelle officine dei gommisti a causa delle voragini e gli anziani negli ospedali con fratture varie per via dei marciapiedi dissestati). Vero è che nel mese di giugno saremo sotto la sbornia del Jazz Festival e dei mondiali di calcio in Brasile, ma i veri problemi di Vittoria non possono attendere molto, perché il malcontento cresce ogni giorni di più.

Che succederà dopo l’ingresso di Cilia nel Pd? Non è escluso che lo stesso consigliere comunale possa rientrare in giunta con l’incarico di vice sindaco, se il Giuseppe Nicosia decide di mettere mano al rimpasto che tiene nel congelatore da più di un anno.

Enzo Cilia ha fiutato per prima e meglio di altri lo scenario che si verrà a creare con la costruzione di questo variopinto «Patto per Vittoria» ideato da Nello Dieli e subito abbracciato da Francesco Aiello, dall’Udc, da liste civiche e da altri componenti storici della destra e del centrodestra. Cilia ha capito che il candidato ufficiale e unico che verrà fuori da questo Patto, al termine di ragionamenti difficili, primarie e conteggi vari, sarà quello di Francesco Aiello, ancora capace, alla soglie dei 70 anni, di dirigere un’orchestra male accordata. Del resto, se Ciriaco De Mita è diventato sindaco di Nusco alla veneranda età di 86 anni, perché Francesco Aiello non può tornare a fare per la sesta volta il «primo cittadino» di Vittoria che di anni nel 2016 ne avrà 70?