Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 652
VITTORIA - 25/04/2014
Politica - L’ex sindaco disposto a ritirare la candidatura per un progetto unitario

Aiello "anticricca": "Tutti al lavoro per Vittoria"

Mancano due anni alle elezioni, ma i fermenti nei partiti e nei movimenti crescono. Nel Pd è corsa alla sindacatura fra Salvatore Di Falco, Gianni Caruano e il terzo incomodo Angelo Dezio
Foto CorrierediRagusa.it

Con «devozione verso la città», consapevole di «dover dare ancora un contributo a Vittoria», Francesco Aiello (foto) apre. A tutti. Nessuno escluso. L’importante che sta con lui sia contro Giuseppe Nicosia. Sono lontani i tempi quando diceva «o io o nessuno» e «dopo di me il diluvio», e tutti si mettevano da parte per evitare di annegare. Adesso pur di sconfiggere l’attuale classe politica dirigente, che chiama con disinvoltura «cricca feroce e parassitaria», supera i partiti, calpesta le vecchie ideologie, riscopre le liste civiche e lancia il progetto «Uniti per Vittoria», che tanto nuovo non è, se è vero che è stato già sperimentato nel 2011, quando si presentò con Azione democratica e poi si alleò con Raffaele Lombardo al primo turno e Carmelo Incardona al secondo senza ottenere il risultato sperato. Ma allora il candidato era Giuseppe Nicosia, che vantava ancora l’appeal giusto nei confronti della città, preoccupata da innesti e alleanze innaturali, più che mostruosi! E contro Nicosia valeva bene, e vale tuttora, anche un «patto col diavolo».

Per questo saranno in parecchi a tentare la corsa verso Palazzo Iacono fra due anni. Aiello potrebbe essere fra questi solo se lo vorranno gli alleati, ma se gli alleati troveranno l’uomo senza «segni particolari» sulla carta d’identità, allora lui si farà da parte per dare spazio a «Uniti per Vittoria», che in maniera sincera lo etichetta «senza pretese egemoniche». Il problema è trovare uno senza «segni particolari!»

Il progetto di Aiello è ispirato da Azione democratica. «Intende confrontarsi- dice l’ex sindaco- con gli altri movimenti, le associazioni e gli stessi partiti che siano disponibili a condividere il patto civico che in tanti stanno elaborando e di cui ci sentiamo parte. Nei partiti vi sono ancora militanti e gruppi virtuosi di gente perbene. Che abbiano il coraggio di abbandonare veti e pregiudizi e di accettare il confronto. L´obiettivo è salvare Vittoria e mandare a quel paese la cricca. Chi candidare e attorno a quali idee lo vedremo dopo, tutti insieme, senza arroganza e senza demonizzazioni».

Per quanto riguarda gli altri aspiranti candidati, è troppo presto fare ipotesi, anche perché l’attuale quadro politico dopo i risultati delle europee potrebbe cambiare completamente. Nel Pd sembrano tutti amici ma sotto sotto cova ancora quella vecchia ruggine mai superata fra ex comunisti-ds e margheritini-democristiani. Cosa rappresentano, fra l’altro, le probabili candidature di Gianni Caruano e di Salvatore Di Falco? Fra loro c’è Angelo Dezio, che nella veste di assessore lavora in silenzio, molto e di cesello per mettere d’accordo i riottosi. Si parala anche di un quarto candidato dell’area di centrosinistra, attualmente fuori da giochi politici, che corrisponde al nome di Emanuele Garrasi, un imprenditore puro che in molti vorrebbero, non a torto, nella mischia.

Sel non entrerà più in giunta, e se candidato autonomo dovrà essere sarà Giuseppe Mustile, anche perché gli altri grossi nomi del partito ci hanno provato tutti: Enzo Cilia e Salvatore Garofalo. Stavolta toccherebbe a lui misurarsi con gli altri candidati. Ma ancora Mustile, in tal senso, non si è pronunciato.

Nel centrodestra la confusione, come sempre, non manca. Forza Italia, con i suoi consiglieri Salvatore Artini e Fabrizio Comisi ha aderito ufficialmente al Polo civico di Dieli. Ma il risultato europeo sarà decisivo sul futuro del partito di Berlusconi. E infine c’è Fratelli d’Italia, il cui punto di riferimento storico è diventato Giovanni Moscato, il quale è pronto al sacrificio e ad assumersi le responsabilità, non prima, però, di capire quanto consenso vero ci sia attorno al suo impegno in prima persona.