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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 1005
VITTORIA - 30/03/2014
Politica - Voci contrastanti agitano la politica vittoriese riguardo al possibile rimpasto

Cilia si rivolge al Pd. Per lo schema Prg "No" di Udc-Sel

L’esponente di Sel incalza Nicosia: «Doveva supportare il dialogo fra i due partiti, sono passati 3 mesi invano». Barrano, Mustile, Carbonaro e Cirica spiegano perché hanno di nuovo bocciato lo schema del Prg
Foto CorrierediRagusa.it

Anche la politica ha i suoi «fermi biologici». Ma se il fermo dura troppo, i buoni propositi puzzano nel pantano, si perdono nelle sabbie mobili e deludono le speranze della collettività che attende. Fra due anni a Vittoria si vota, «che fine ha fatto quella proposta di riapertura del dialogo fra Sel e Pd? Pd, se ci sei batti un colpo!». Se Enzo Cilia (foto), che fra i politici vittoriesi non rientra di sicuro nella categoria dei «rock», tira fuori l’umorismo per mettere fretta al sindaco, di sicuro Giuseppe Nicosia lo supera nella classifica dei «lenti».

L’autorevole esponente di Sel s’è ricordato che da quello spiffero d’aria apertosi a fine 2013, sono passati 3 mesi e la porta è ancora serrata. Sel aveva chiesto che la condizione per rimettersi insieme era l’azzeramento della giunta che sostiene Giuseppe Nicosia. Poiché il sindaco pare non voglia accettare diktat così drastici, il dialogo sembra essere caduto nel dimenticatoio.

E’ di questi giorni la voce di un imminente rimpasto, anzi, di un rientro in giunta dell’Udc con i suoi 4 consiglieri comunali, che metterebbe al riparo l’amministrazione da qualsiasi imboscata. Se l’accordo dovesse essere trovato anche con Sel, allora Nicosia per questi due ultimi anni di governo potrebbe vantare una maggioranza molto ampia e blindata. Voci sempre più ricorrenti vogliono l’ingresso in giunta dell’Udc, con Daniele Barrano assessore e un altro udicino componente del posto di sottogoverno attualmente vacante all’Emaia. Tre gli assessori della giunta sub-judice che potrebbero perdere il posto, ma fra questi, si mettano l’anima in pace quelli che non lo amano, non c’è Angelo Dezio, in quest’ultimo mese scatenato nel risolvere problemi grandi come le voragini del lungomare di Scoglitti, le buche delle strade, i ladri-vandali che rubano rame e botoli in ghisa.

Nel messaggio che Cilia manda a dire a Nicosia, si ribadisce un vecchio concetto: «A distanza di tre anni bisogna ripartire con la forza di un reset che consenta di uscire dalla palude e di rilanciare «l’autonomia della politica», una politica fatte di buone prassi e soprattutto portata avanti da uomini e donne che si cimentano con grande disinteresse senza guardare ai loro personali vantaggi immediati. Ci è stato detto nel primo dei due incontri, presso la sede di SEL, al quale ho partecipato che c’era diponibilità a rimettere in piedi un’alleanza che si ri-fondasse sui principi cardine della «condivisione e della collegialità» e di fronte alla nostra richiesta di partire da zero nel secondo incontro, nella sede del PD ci è stato comunicato che il PD aveva deciso di rispondere positivamente a questa richiesta e che quindi azzerava tutto. A questo punto si doveva trovare chi avesse l’onere di formulare una proposta programmatica di fine legislatura e una squadra di governo in grado di portare avanti quella proposta. Io ho proposto che l’unica persona in grado di fare una cosa del genere, cioè per essere ancora più espliciti, portasse alla discussione dei due partiti una ipotesi, ribadisco ipotesi, quindi di per se stessa valutabile e condivisibile, che tenesse conto delle posizioni politiche pubblicamente espresse dai rispettivi partiti, potesse essere il sindaco Nicosia e su questo c’è stata condivisione dei presenti delle delegazioni. A questo siamo fermi. Dove sta l’inghippo?»

Contestualmente al comunicato di Enzo Cilia, ne arriva un altro a firma congiunta Sel e Udc (Daniele Barrano, Pippo Mustile, Gaetano Carbonaro e Santo Cirica), che tratta un argomento molto scottante: il Piano regolatore generale, spesso causa della stagnazione della politica, qualche volta la buccia di banana sulla quale molti tecnici e politici si rompono il coccige.

«Sulla questione Prg- scrivono i 4 consiglieri comunali- l’Amministrazione comunale sembra non voglia sentirci affatto. Non sono bastate le polemiche di questi ultimi mesi e l’appello, più volte reiterato dall’opposizione, di presentare delle modifiche allo schema di massima della variante venendo incontro ad una diversa visione di crescita urbanistica della città. Come se nulla fosse, durante la seduta della commissione Assetto territoriale in cui l’argomento si sarebbe dovuto affrontare con una prospettiva inedita, ecco che l’Amministrazione comunale ha presentato uno schema di massima della variante allo strumento urbanistico in pratica senza modifiche sostanziali, non tenendo in alcuna considerazione le sollecitazioni a suo tempo inoltrate. Dopo il ritiro dell’atto per correggere le cartografie sbagliate, l’Amministrazione ha ripresentato uno schema di massima modificato solo per quanto riguarda le cartografie. A questo punto non abbiamo potuto fare altro se non esprimere parere negativo in commissione, facendo prevalere la consistenza del dato politico in seno all’organismo, visto che l’opposizione da noi rappresentata ha espresso quattro no rispetto ai 3 voti a favore del partito, il Pd, che sostiene il sindaco. Una bocciatura senza appello, dunque, e che non ha mancato di suscitare una certa irritazione considerato che è come se fossimo stati presi in giro. La questione risale al 16 dicembre, pensavamo che la Giunta Nicosia avesse avuto tutto il tempo di meditare sulla natura delle correzioni da apportare, venendo incontro alla nostra visione di crescita urbanistica della città, assolutamente dissonante rispetto ai contenuti dello schema di variante. Stando così le cose non abbiamo potuto fare altro se non bocciare l’atto».