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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1495
VITTORIA - 18/02/2014
Politica - Chiusa la velenosa stagione congressuale, ora si torni a fare politica

Pd, ora Cannizzo "corteggia" Sel

Il segretario difende il congresso: «Ma quali brogli, tutto regolare». E sulle poche sedute consiliari sbotta: «Il civico non è più un «gettonificio», in tempi di sending review puntiamo sulla qualità»
Foto CorrierediRagusa.it

Francesco Cannizzo (foto), giovane segretario del Pd, gongola. Ora che la faida congressuale è finita dopo 5 mesi di guerre dei «circoli», si può, si dovrebbe (mettiamoci sempre il condizionale), ritornare a far politica. A cominciare dalle alleanze possibili, fra Pd e Sel, due partiti che si attraggono e si respingono a seconda degli umori mattutini.

«Siamo ancora nella fase interlocutoria- dice Francesco Cannizzo, il segretario del Pd che ha convocato una conferenza stampa per riaffermare che all’ultimo congresso ipparino non ci sono stati né cazzotti, né brogli- con Francesca Cannizzo ci parliamo, è una donna aperta, gioviale, con cui si può discutere democraticamente. Peccato che appartiene a Sel, come la vorrei nel mio partito!».

Ma quali sono i veri ostacoli che impediscono ai due partiti di riscoprire il vecchio feeling? Certo che l’uscita di Sel contro il presidente del Consiglio e futuro candidato a sindaco di Vittoria, Salvatore Di Falco, non ha giovato alla ripresa del dialogo. Il rimprovero più forte che ha fatto Sel è rivolto alla lentezza dei lavori consiliari. Poche sedute. «Facciamo sedute di qualità e non di quantità- risponde Cannizzo- la spending review viene attuata ovunque, perché no anche nei consigli comunali, dove il gettone di presenza incide molto nelle casse comunali. E che ci possiamo fare se i consiglieri incassano di meno?». Ha ragione Cannizzo, e come se incide! Un gettone moltiplicato per 30 costa, e costa ancor di più se si devono pagare pure gli straordinari fino alle ore piccole solo per fare melina e polemiche improduttive che non servono a nessuno.

Insomma, il segretario è fiducioso in un nuovo accordo politico che possa portare l’amministrazione a governare con maggiore stabilità anche con il supporto dell’organo di controllo degli atti, cioè il civico consesso. Ma è del congresso del Pd, che Cannizzo vuole discutere. «Brogli? Ma chi li ha visti! Al limite qualche alzata di tono- afferma- com’è nella buona dialettica politica. Nei seggi di Vittoria e Scoglitti c’è stato un presidio continuo quasi militaresco sin dall’alba dei rappresentanti di tutti i candidati. Le urne sono state controllate nel caso ci fosse un sottofondo col trucco, e tutto è stato certificato in maniera regolare. Vittoria si pregia, e il resto della provincia deve cominciare a tenerne conto, di aver portato all’Assemblea regionale del partito ben 5 componenti certi, con la speranza che ne scattino altri due. Mi dispiace che non ce l´abbia fatta Nadia Fiorellini per una questione di resti». I membri eletti nel parlamentino regionale del Pd sono Salvatore Di Falco, Concetta Fiore, Giulio Branchetti, per diritto in quanto componente nazionale, Giovanni Denaro e Angelo Macca.

Insomma, la guerra dei «5 mesi» nel Pd sembra essere finita. Lupiani, racitiani e monastriani, alla fine sono tutti renziani, per nobile sentire e per opportunità del momento, quindi che lavorino per dare un calcio alla crisi dopo essersi dati loro i calci negli stinchi.