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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 885
VITTORIA - 22/01/2014
Politica - Volano parole grosse fra il Partito democratico e l’Udc

Pd e Udc alleati ma nemici a Vittoria

Barrano, Cirica, Caruso e Sanzone contro tutti: «Cannizzo non si era candidato con Idv prendendo 33 voti prima di diventare Pd? L’intervento di Giacchi? Un mezzuccio per aprire il dialogo»
Foto CorrierediRagusa.it

Amici e alleati a Roma e a Palermo, nemici a Vittoria. Pd e Udc non convergono. Neanche riesumando la teoria dei «due forni» di andreottiana e craxiana memoria. Comunicano tramite i giornali per litigare. Altro che rientro in giunta in caso di rimpasto! Sebbene il sottile richiamo a «non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro» di Angelo Giacchi, coordinatore locale dell’Udc, i 4 consiglieri comunali dello «scudocrociato» e il segretario cittadino del Pd Francesco Cannizzo se le dicono in faccia a muso duro.
«Altro che politica dei due forni- scrivono Daniele Barrano (foto), Santo Cirica, Franco Caruso e Salvatore Sanzone-. Noi ne siamo rimasti ben lontani. Come, più volte, perfino il nostro leader nazionale ha ribadito. Al contrario del Pd che a Vittoria, invece, avendola praticata per un certo tempo ne è rimasto scottato».

E’ la replica dei consiglieri Udc, che ovviamente prendono le distanze anche da Angelo Giacchi. «Per la serie da che pulpito viene la predica – continuano i consiglieri dell’Udc – ci sentiamo accusare da Cannizzo di transumanza, lui che ha partecipato alle scorse amministrative sotto le insegne di Italia dei Valori, riportando tra l’altro un risultato ragguardevole, appena 33 voti (ma il consenso uno ce l’ha oppure niente), e che ha ceduto alle lusinghe dei dirigenti del Pd cittadino che, adesso, lo hanno messo sul piedistallo con il ruolo di «sparasentenze». Stia tranquillo, Cannizzo assieme agli altri del Pd cittadino, visto che stanno cercando in tutti i modi di trovare numeri che non hanno in seno al Consiglio. Il gioco, ormai, è scoperto. E possono penare quanto vogliono ma è difficile che possa arrivare qualcuno che li sostenga se continueranno ad operare in questo modo».

L’intervento di Giacchi viene visto dai 4 consiglieri come un mezzuccio per aprire dialoghi. «Noi dell’Udc- scrivono- pur manifestando in maniera sottotraccia la nostra convinta e accorata solidarietà a Giacchi, non abbiamo mai voluto speculare come partito, tenendoci sempre un passo indietro, per non dare l’impressione di cavalcare una questione personale. Ma se ci siamo dati questa linea, non pretendiamo che altri la seguano. Ognuno si gestisce come vuole. Salvo, poi, darne conto e ragione agli elettori. E il Pd di Vittoria, proprio per queste scelte, dovrà farlo».

Il gruppo consiliare dell’Udc, ribadisce la propria compattezza e la necessità di non confondere i ruoli con il coordinatore cittadino Angelo Giacchi, a cui viene manifestato il massimo apprezzamento come imprenditore e come dirigente politico. Ma riguardo all’immobilismo respinge al mittente le accuse: «Il segretario del Pd accusa noi di immobilismo quando, invece, sono i rappresentanti del suo partito a detenere la presidenza del Consiglio comunale e, per quanto riguarda la delicata vicenda del Prg, della commissione Assetto territoriale, organismi che non essendo convocati non possono garantire l’esame degli argomenti più pregnanti per la nostra città, a cominciare proprio dalla variante del Piano regolatore».