Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 1010
VITTORIA - 07/01/2014
Politica - Dopo le feste sono ricominciate le trattative politiche

Pace tra Pd e Sel: ritorno in giunta?

Sferzante Giovanni Moscato (Fratelli d’Italia): «Non abbiamo fretta di chiedere le dimissioni della giunta, per come stanno lavorando sarà l’elettorato a mandarli via»
Foto CorrierediRagusa.it

Tre anni alle elezioni amministrative. Come arrivarci? Logorati da un percorso accidentato e insidioso, col rischio di consegnare la città al centrodestra per la prima volta nella storia, oppure con un programma di rilancio in grado di dare ai vittoriesi qualche risultato utile al bene comune? Enzo Cilia, che di politica ne mastica a differenza dei legionari dell’ultima ora che cambiano casacca a ogni tirata di vento, con la sua lettera al segretario di Sel Francesca Randazzo (foto), ha toccato le corde giuste. Sa che continuando di questo passo sarà la fine del Pd e di Sel, stritolati dall’inerzia stessa che sta producendo la maggioranza, anzi l’ex maggioranza. Su facebook, oggi il mezzo di comunicazione più sbrigativo, Cilia ha incassato il consenso di qualche consigliere del Pd: Titta Faviana e Gino Puccia. Anche la Randazzo gli ha risposto più o meno in questi termini: «Non capisco il motivo di questa lettera aperta, perché le cose di cui scrivi, come sai, sono largamente condivise all’interno del nostro circolo. Arrivederci a martedì, riapriremo la riflessione proprio su questi punti».

La città va ripresa da ogni angolatura, dalle piccole manutenzioni ai grandi progetti. Giovanni Moscato, candidato a sindaco che passeggia per Scoglitti accompagnato da giovanotti nuovi del centrodestra usa toni provocatori: «Chiedere a questa amministrazione di dimettersi? Non ce lo sogniamo nemmeno. Lasciamola lavorare come ha fatto finora e fra 3 anni sarà mandata a casa dagli elettori». L’assessore Salvatore Avola ascolta e risponde caustico: «Non riuscirete a vincere lo stesso, avete una tradizione a perdere». Schermaglie fra due schieramenti opposti, ordinaria amministrazione.

Torniamo a Cilia. Cosa dirà al suo partito e cosa vorrà che la segretaria Randazzo andrà a proporre all’altro segretario di nuova generazione del Pd Francesco Cannizzo? «Siamo pronti al dialogo e a ripartire insieme dall’accordo del ballottaggio del 2011. L’unico vero accordo politico. La giunta? Credo che sia da azzerare per ripartire con una nuova impostazione». Cilia dei 6 assessori concede la sufficienza, forse, al solo Piero Gurrieri: per il resto, qualcuno è da cambiare per non avere fatto nulla, altri perché si sono rivelati un danno per il sindaco. Le stimolazioni di Cilia trovano convergenza anche nel Pd. E’ interesse degli aspiranti candidati del 2016, e fra questi Salvatore Di Falco e Gianni Caruano, rinnovare l’entusiasmo attorno alla giunta che governa. Non vogliono andare a chiedere voti scontrandosi con il malumore e l’insoddisfazione dell’elettorato.

Giuseppe Nicosia sa di non avere più la maggioranza in Consiglio, ma è abile nella navigazione a vista. Gran parte della precedente sindacatura è andata avanti in questo modo, ed ha rivinto le elezioni. Dai 18 consiglieri iniziali ne mancano almeno 4-5, per cui è sotto di due componenti. Sostituire Concetta Fiore e Gianni Caruano (entrambi consiglieri comunali) significa alleggerire ancora il peso specifico della sua coalizione. Un rimpasto oculato e razionale, supportato da un nuovo accordo con Sel, consegnerebbe all’amministrazione comunale l’apporto di 3 nuovi consiglieri: Enzo Cilia, Mariella Garofalo e Giuseppe Mustile. Un appoggio che Sel non darebbe in bianco, ma per ottenere la visibilità politica e amministrativa in vista delle elezioni, alle quali si presenterà con un proprio candidato.

Chi? Cilia ha una storia politica che parte da lontano, è stato tra i più giovani sindaci del Partito comunista, Salvatore Garofalo ci ha provato con scarsi risultati due anni fa, adesso toccherebbe a Giuseppe Mustile, dei 3 considerato il più pragmatico e incisivo sul piano della dialettica politica moderna. «Non ci poniamo il problema del candidato- risponde Cilia- la logica dà ragione alla tua analisi, ma tutti siamo pronti a lavorare. Saremo della partita ma non vogliamo arrivarci senza progetti, ecco perché martedì alla prossima riunione di partito proporrò un’accelerata al nostro segretario perché vada confrontarsi con il segretario del Pd. Questo è il momento della progettualità politica in vista del 2016».