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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 703
VITTORIA - 15/12/2013
Politica - Il dimissionario vicesindaco spiega il gesto istintivo. Lunedì incontro

Cavallo non ha più feeling con il sindaco

Cavallo si è sentito «disarcionato» dal collega assessore Angelo Dezio per la vicenda Sap
Foto CorrierediRagusa.it

Di mattina in campagna, ad insegnare come si potano gli alberi ai figlioli, nel pomeriggio un po’ di riposo in casa. Il giorno dopo del dimissionario vice sindaco Filippo Cavallo (nella foto a sinistra con Fabio e Giuseppe Nicosia) è dedicato alla famiglia e alle risposte telefoniche: gli chiedono se le sue dimissioni sono irrevocabili. Giusto per capire se qualcun altro deve prepararsi a prendere il suo posto.

«Lunedì - risponde Cavallo al telefono- avrò un incontro con il sindaco Giuseppe Nicosia. Da questo incontro dipende un’eventuale revoca delle dimissioni oppure no». Filippo Cavallo è fra quei pochi galantuomini prestati alla politica che conosce bene l’istituto delle dimissioni e quando e come utilizzarli. Categoria, questa, in via di estinzione. Perché la moda è rimanere incollati alla poltrona fino all’ottenimento dell’indennità di accompagnamento.

Nel dare la notizia delle sue dimissioni, ieri abbiamo azzeccato i motivi del clamoroso gesto. Il Piano regolatore non c’entra. L’elaborazione delle «tavole delle legge urbanistica» sono datate prima del suo arrivo, e un eventuale errore, quand’anche fosse il suo, non è punibile come il dolo. E neanche i problemi familiari: le mogli alla fine chiudono sempre un occhio sugli impegni dei mariti. Il problema è l’assessore Angelo Dezio ha sconfinato nel campo di Cavallo. Per la firma di un contratto con la Sap, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani.

Non è di molte parole Cavallo prima dell’incontro che avrà con il sindaco, ma dalle sue battute si coglie l’essenza dell’amarezza interiore. «Nella vita, come in politica- afferma- sono di fondamentale importanza l’educazione e il rispetto dei ruoli. Osservati questi principi si può andare lontano, altrimenti ci si ferma». Che cosa è successo di così grave? Cavallo si è sentito «disarcionato», per usare un verbo appropriato, dal comportamento prevaricante del collega Angelo Dezio, assessore ai Cottimi e manutenzione. Era andato dal segretario per chiedere copia delle delibere da firmare e ha appreso che l’iter burocratico del contratto con la Sap aveva subito uno stop da Dezio a sua insaputa. Non ha detto nulla, è uscito dall’ufficio del segretario ed si è recato al protocollo per presentare le dimissioni. Questi sono i fatti, inutile sfruculiare il cervello in cerca di altre motivazioni. Cavallo ha avuto già un colloquio con Angelo Dezio, ma è quello che avrà con il sindaco che deciderà il futuro dell’assessore ai Lavori pubblici, nonché vice sindaco.

Il sindaco Nicosia affida a un sms le sue dichiarazioni: «Non conosco i motivi perché penso di incontrarlo domenica o lunedì. Sicuramente non le condivido e non individuo le motivazioni e i presupposti allo stato inesistenti dal punto di vista politico amministrativo. Posso solo dirmi rammaricato per le modalità non coerenti con il ruolo, la stima e la fiducia accordata allo stesso».

Andrea La Rosa difende il passaggio di Incorvaia nel Ncd
Avevamo ipotizzato un brindisi di Natale e Capodanno tranquillo, invece la mossa di Cavallo ha spiazzato tutti. A parte il suo clamoroso gesto, comunque, la politica vittoriese non attraversa un periodo sereno. Un periodo che Andrea La Rosa (Sviluppo Ibleo Nuovo centro destra), che tutti volevano come possibile collaboratore della giunta Nicosia, bolla come «un continuo navigare a vista». Causato dal passaggio di Giuseppe Incorvaia dal Pd al Ncd. «Il nervosismo tra i banchi della coalizione che appoggia la Giunta municipale – afferma La Rosa – è palpabile. Non si spiegherebbe altrimenti la propalazione di notizie, utilizzando tra l’altro il metodo del «non confermo né smentisco», giusto per volere lasciare la suspense della presenza di un fantomatico carteggio che adombrerebbe chissà quali interrogativi circa il passaggio di Incorvaia con il nostro gruppo. Mi sembra, davvero, l’utilizzo di mezzucci, che beninteso non fanno paura a nessuno, da parte di un sindaco che dovrebbe pensare a volare alto. Mi dispiace per Nicosia, e per chi lo segue, ma qui di sospetto non c’è proprio nulla se non il disgregarsi di una coalizione, quella che lo sostiene, sotto i colpi dell’ignavia e dell’incapacità. Noi facciamo politica per dare risposte alla gente. Se il sindaco fa politica per rimestare nel torbido, mestiere al quale sembra essere sempre più abituato negli ultimi tempi, è chiaro che noi stigmatizziamo questi metodi che, tra l’altro, non portano da nessuna parte nell’ottica di garantire il bene della città. Davvero un peccato per Nicosia che, evidentemente, comincia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi».