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VITTORIA - 11/12/2013
Politica - Fibrillazione politica a Vittoria dopo le voci su possibile rimpasto a gennaio

Incorvaia dal Pd al Ncd: atti in Procura

Transumanza continua, ma il sindaco ha elementi da inviare all’Autorità giudiziaria. Moscato non va con Alfano e Assenza. «Resto Fratelli d’Italia»
Foto CorrierediRagusa.it

Quando non si smentisce, né si conferma, la notizia è vera. Non siamo alla compravendita dei deputati nazionali come fece Berlusconi per mandare a casa Romano Prodi, ma sul transito di Giuseppe Incorvaia (foto), pescatore ed esponente storico della sinistra più rossa scoglittese, nell’ «altra riva» del mare del Nuovo Centro democratico di Angelino Alfano, di cui a Vittoria è referente Andrea La Rosa, la Procura della Repubblica avrebbe ricevuto un carteggio da parte del sindaco che merita di essere letto e valutato. Vero o falso? Il sindaco Giuseppe Nicosia non commenta. Cosa potrebbe interessare all’autorità giudiziaria del passaggio dell’ultimo dei consiglieri comunali da un partito a un altro, sebbene di poli diversi, se non è frutto di conseguenze dettate da ipotetiche pressioni per ottenere qualcosa in cambio? Episodi che rispondono ai valori dell’etica politica e personale, che lasciano il tempo che trovano e che la magistratura deciderà se valutare ipotesi di reato oppure cestinare.

Il problema, più che giudiziario è politico. Fino a quando il legislatore non s’inventa una norma che blocca la transumanza in corso di mandato, assisteremo sempre a questi squallidi cambi di casacca. Che si chiamino Scilipoti o Incorvaia, la sostanza non cambia. E se la classe politica si ostina a tenere il «porcellum» che rende ingovernabile il Paese, un motivo ci sarà, proprio come il consentire che un consigliere comunale cambi partito due tre volte in un anno perché non ha ottenuto il posticino a cui ambiva e per il quale era entrato in politica, magari organizzando per tempo una lista elettorale sperando nel turno nel ballottaggio per praticare quel ricatto politico volgarmente detto «dammi qualcosa altrimenti me ne vado e ti faccio l’amministrazione».

Cambiamo ragionamento. Roberto Moscato ha accolto con favore l’investitura a candidato sindaco del centrodestra. Ma non ha gradito l’accostamento al NCd di Nino Minardo e di Giorgio Assenza. «Io sono e resto «Fratelli d’italia», insieme a Giorgia Meloni- puntualizza Moscato- Ho ricevuto telefonate da Roma che chiedevano chiarimenti. Li tranquillizzo, sono un dirigente politico di Fratelli d’Italia».

Riguardo alla candidatura a sindaco, Moscato è lusingato. Anche se sa che per essere eletto i voti dei «fratelli d’Italia» vittoriesi non gli basteranno per raggiungere l’obiettivo, essere cioè il primo sindaco di centrodestra, espugnare la roccaforte dove hanno fallito per due volte Saverio La Grua, una volta il compianto Luigi D’Amato, e una volta Carmelo Incardona. «Scontato- conclude Moscato- che in caso di candidatura sarei il rappresentante di tutto il centrodestra, del NCd e di Forza Italia».