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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 695
VITTORIA - 09/12/2013
Politica - Prima dell’anno nuovo il sindaco non cambierà nulla

Gennaio: rimpasti in giunta a Vittoria

Dopo l’ultimo cambio di Incorvaia, ex comunista che va col nuovo centrodestra, il caos regna fra i 30 consiglieri. Il borsino degli assessori vede Gurrieri e Dezio in ascesa nelle quotazioni; in ribasso Fiore, Caruano, Avola e Cavallo
Foto CorrierediRagusa.it

Al panettone di Natale gli assessori della giunta di Vittoria ci arriveranno tutti, ma alla colomba pasquale ne mancheranno parecchi. Il sindaco Giuseppe Nicosia ha fama di amministratore lento ma tempista. Il rimpasto e il ricambio di giunta sono fatti certi e necessari per dare una «smazzettata» alla squadra che entra nel terzo anno del suo mandato e si prepara alle amministrative del 2016, ma si farà a gennaio, dopo l’Epifania.

Nessuno ne parla, ma le candidature a sindaco si preparano in silenzio anni prima della scadenza. Nel Pd prende sempre più quota la candidatura di Salvatore Di Falco, che sarebbe la più naturale per il dopo Nicosia. Anche Gianni Caruano viene dato per certo che affronterà eventuali primarie pur di ottenere il pass per la sedia più ambita di palazzo Iacono. E chissà che anche Angelo Dezio, famiglia permettendo, non decida di essere della contesa. Sempre nell’orbita della sinistra, sicura la candidatura di Francesco Aiello (passano gli anni ma i desideri non invecchiano) a capo della sua lista civica e dei vari consensi che riuscirà ad ottenere. Sel non starà a guardare, per cui dopo Vincenzo Cilia e Salvatore Garofalo, stavolta dovrebbe toccare a Giuseppe Mustile impegnarsi per contrastare il passo al Pd e ai candidati del centrodestra.

Sicura nel centrodestra, la candidatura di Giovanni Moscato, rimasto unico elemento dotato di una certa cultura politica rispetto a quelli che sono usciti di scena. Moscato e Andrea Nicosia non si sono ancora dichiarati, se andare con Berlusconi in Forza Italia, insieme al leader provinciale Giorgio Assenza, o rimanere nel Nuovo centro destra di Angelino Alfano e Nino Minardo. L’Udc è in crisi di identità al punto che dovrà collocarsi necessariamente con qualche aggregazione più corposa.

Il trionfo di Matteo Renzi nel Pd e i traumi avvenuti nel centrodestra con la rinascita di Forza Italia e lo strappo di Alfano e company, porterà scompiglio e anarchia per un po’ di tempo. Il Consiglio comunale di Vittoria, ad esempio, è un labirinto dove si entra da una parte e non si trova più la via d’uscita. In due anni parecchi hanno fatto la muta, soprattutto nel Pd, che con l’ultimo voltafaccia di Giuseppe Incorvaia si è ridotto a 7, che sommati ai 3 di Megafono e ai due di Incontriamoci si arriva a un totale di 12 consiglieri. E non è neanche un partito solido, perché se gennaio dovessero uscire dalla giunta Concetta Fiore e Gianni Caruano, non sappiamo cosa potrà accadere.

Nel borsino della giunta, spiace dirlo, il segno «più» ce l’hanno solo Piero Gurrieri, che ha riacquistato posizioni notevoli rispetto a qualche mese addietro, e Angelo Dezio, molto presente sul campo. Agli altri quattro, Caruano e Fiore, Avola e Cavallo, accende la spia rossa: il loro rendimento è giudicato in calo, di loro il sindaco non sarebbe granché entusiasta. Da questo ragionamento, si deduce che prima di procedere al rimpasto, il partito di Francesco Cannizzo e di Giovani Denaro, provinciale, devono avviare tutte le trattative per allargare la maggioranza consiliare e metterla al riparo da chi fa il bello e cattivo tempo cambiando continuamente casacca nel caso non ottenga il contentino richiesto. Perché le crisi e i voltafaccia, questa è certezza, sono figli di un mancato contentino: assessorato o posto di sottogoverno, altro che bisogni della gente!