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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1575
VITTORIA - 05/05/2008
Politica - Vittoria- L’Mpa ai ferri corti per i successori di Giacchi e Mandarà

Debiti Pd. Fabio Nicosia: «Non siamo in comunione di beni»

Il buco «rosso» dei Ds risale alle elezioni Europee. Da saldare fatture a fornitori, tipografie e a locatori di immobili. Foto Corrierediragusa.it

Dentro l’Mpa litigano per individuare i nomi degli assessori che dovranno sostituire gli uscenti Livio Mandarà e Angelo Giacchi. Nel Pd, invece, si fanno la guerra perché l’ex sindaco Francesco Aiello continua il tentativo di delegittimazione dell’attuale sindaco rinfacciandogli la storia dell’alleanza anomala con l’Mpa. Tiene banco una questione di successione ereditaria, che a quanto pare evidenzia solo debiti. I debiti degli ultimi 10 anni che i Ds si sono portati dietro e che l’altra componente del Pd, quella che fa capo all’ex Margherita, non vuole riconoscere. Anche questo è far politica, che non sarà d’alto livello, ma sicuramente adeguata alla politica che esprime una città come Vittoria.

Caso Mpa. Per Mario Mascolino e Concetta Fiore i sostituti di Angelo Giacchi e di Livio Mandarà devono essere Gaetano Iacono, imprenditore che s’affaccia ora alla politica, e Lugi Melilli, ex consigliere comunale e presidente del Consiglio nella netà degli anni ’90. E’ successo il finimondo, perché Luigi D’Amato, Salvatore Artini e altri militanti del partito sostengono che si debba dare al sindaco un’ampia rosa di nomi dalla quale il primo cittadino possa scegliere a discrezione e a piacimento. Anche il sindaco ha fatto capire che non accetterà mai nomi «secchi» ma una rosa dalla quale attingere. Della ingarbugliata vicenda si sta occupando il senatore Enzo Oliva, commissario provinciale del partito.

Caso Pd. Francesco Aiello ha annunciato l’ufficializzione la nascita del suo movimento «Azione democratica» e contemporaneamente ha attaccato per l’ennesima volta Giuseppe Nicosia per l’alleanza con l’Mpa e con pezzi del centrodestra. Il sindaco Giuseppe Nicosia gli ha risposto accusandolo d´essere stato lui nel decennio ’95-2005 ad aver tentato di consegnare la città alla destra con quelle dimissioni avventate per una candidatura alle politiche mai ricevuta e di avere fatto accordi con la destra. Giovanni Formica, segretario del Pd, ha invitato ufficialmente Aiello a smetterla di usare questi toni denigratori nei confronti del sindaco, pena una diffida agli organismi provinciali, regionali e nazionali. L’anticamera dell’espulsine dal partito?

Caso debiti. Nella successione ereditaria i Ds avrebbero portato solo debiti, che gli alleati ex Margherita non vogliono riconoscere. Per Fabio Nicosia (nella foto), dirigente del Pd e fratello del sindaco Giuseppe Nicosia «Aiello si sta preparando la strada, o meglio la scusa per uscire dal partito, sfuggendo alle diverse sollecitazioni della segreteria del Pd che ha verificato che il direttivo dei Ds, prima del suo scioglimento per confluire nel nuovo partito, non ha risolto debiti ingenti derivanti da campagne elettorali, locazioni di sedi politiche, acquisto di manifesti e altro. I debiti degli ex Ds sono un reale problema e chi li ha contratti fa orecchio da mercante da mesi, magari furbescamente, pensando di farli pagare ai nuovi dirigenti che provengono da tutt’altra esperienza e modo di operare. Devono saldare tipografi, fornitori e l’affitto del centro anziani alla signora Porcelli, l’angolo da dove Aiello fa i comizi contro la giunta. Non ci siamo messi insieme in regime di comunione di beni».