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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 879
VITTORIA - 20/04/2008
Politica - Vittoria - Avviate le trattative per l’azzeramento totale della giunta

Dopo elezioni elettrico a Vittoria alla vigilia del rimpasto

Resa dei conti dentro Fi e Mpa. Cadranno molte teste Foto Corrierediragusa.it

A Vittoria s’avvicina l’ora del rimpasto e il nervosismo si palpa a fior di pelle. I 9/10 della squadra sono a rischio partenza. Il sindaco Giuseppe Nicosia ha già cominciato il giro delle consultazioni informali. Ieri ha parlato con il coordinatore Giovanni Formica, che rimane in carica. L’esecutivo ha assolto il segretario con formula piena perché l’insuccesso elettorale non costituisce reato imputabile a Formica. Un incontro a quattr’occhi Nicosia-Formica, perché la compagine espressione del Pd è da rivoltare come un calzino. E anche per prendere le contromisure all’ultima mossa del ex sindaco Francesco Aiello, che ha riallacciato contratti stretti con Angelo Dezio in vista di un ribaltone all’attuale maggioranza. Molte teste eccellenti cadranno dalla giunta?

Intanto divampano le guerre interne nell’Mpa e in Forza Italia. Cominciamo con l’Mpa. Quello che ha avuto più voti. Mario Mascolino (nella foto) e Salvatore Artini, sono piuttosto iracondi con l’altra parte del partito che si richiama a Luigi D’Amato e all’assessore Angelo Giacchi. Parlano con i numeri all amano, e in virtù dei numeri presentano il conto a Luigi D’Amato. «Non rappresenta tutto il partito- irrompe Artini caterpillar- il loro candidato Sulsenti a Vittoria ha preso 300 voti. Concetta Fiore e Riccardo Minardo, i nostri candidati, hanno totalizzato 1650 voti. Vale la sostanza dei numeri non le chiacchiere vuote di contenuto».

Mario Mascolino usa lo stiletto ma punge tanto quanto Artini. «Ho proposto io Riccardo Minardo commissario provinciale. Ha la qualità e il peso per mettere ordine nel partito. A Vittoria nessuno ha intenzione di uscire dalla maggioranza, io sono pronto a impegnarmi in giunta, a condizione che sia una giunta di peso, autorevole e pronta a sbracciarsi per la città. Sono per azzerare tutto, anche gli uscieri». I due assessori in carica, Giacchi e Mandarà e il presidente del Consiglio comunale non passeranno una domenica tranquilla leggendo queste dichiarazioni.

E anche Concetta Fiore, arrivata 4° a livello provinciale, chiede la testa di D’Amato e Giacchi, perché dopo «l’ultima cena» con Giacchi la sera priva del voto, s’è sentita tradita in favore del candidato pozzallese Sulsenti. In poche parole, una guerra, che il pacioso Riccardo, più che l’evanescente Enzo Oliva, cercherà di ricondurre a dialogo.

Quel che accade in Forza Italia non è dissimile da ciò che succede nell’Mpa. L’out out di Riccardo Terranova ha toccato l’ugola alla cicala. Fabrizio Comisi, sostenitore di Leontini (612 contro i 478 di Mommo Carpentieri), ha così cantato. «Ma chi sostiene ancora il coordinatore di Forza Italia? La richiesta di fare uscire Mpa dalla giunta va fatta con raziocinio e non in questo modo. A me è sembrato un sfogo personale. Non mi risulta che Terranova abbia ancora sostenitori al suo seguito. Anche i vice coordinatori in campagna elettorale si sono schierati per il candidato locale Carmelo Incardona. La politica di Forza Italia la detta il commissario provinciale Innocenzo Leontini e quello regionale Angelino Alfano».

Guerre fatte in casa, che sono più cruente di quelle con avversari di altri partiti. Tutto questo in vista dello scioglimento di F.I. , che diventerà Pdl insieme ad An.

Silenzio totale in casa di Italia dei Valori. Quei mille voti circa ottenuti alle amministrative del 2006 si sono assottigliati a 384 (1,84%), decisamene in controtendenza con il successo conseguito dal partito a livello provinciale. Luigi Marchi, l’assessore Giuseppe Malignaggi e il segretario Donatello Buonuomo hanno mantenuto le promesse fatte alla vigilia. «Votate chi può essere eletto dei candidati locali»- disse nel mese di marzo Luigi Marchi, protestando contro il suo partito che non aveva messo un vittoriese in posizione utile. Contando i voti di lista, i dipietristi di Vittoria l’hanno preso alla lettera votando per altri o disertando i seggi.