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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 932
VITTORIA - 01/05/2013
Politica - Salvatore Di Falco e Daniele Barrano si sono incontrati nella stanza del presidente

Pd e Udc "scongelati"! Larghe intese?

La riflessione comune: se sono «larghe intese» ovunque perché non a Vittoria. E il sesto assessorato ritorna in quota Udc
Foto CorrierediRagusa.it

Insieme a Roma, insieme a Palermo, a Ragusa, a Modica e in tutti i comuni dove si vota; perché stare separati a Vittoria mentre si vive ovunque e intensamente la fase politica delle «larghe intese»? Proprio ora che nel governo a guida Letta c’è un ministro dell’Udc come Gianpiero D’Alia (a cui sono arrivate le congratulazioni di Pinuccio Lavima e di Daniele Barrano) Pd e Udc provano a «scongelare» i sentimenti per vedere se possono rimettersi insieme. Come quelle coppie un po’ scoppiate che fuori se le cantano ma alla fine riparano sempre sotto lo stesso tetto. Galeotta è stata una visita di Daniele Barrano nella stanza del presidente del Consiglio comunale Salvatore Di Falco. Casuale?

La porta del presidente è sempre aperta, Daniele Barrano passa, entra per un rispettoso e doveroso saluto, la stretta di mano e il discorso scivola senza volerlo sulla giunta e sulla possibilità di riprendere il dialogo che era stato interrotto bruscamente a fine aprile. Ma perché non stare insieme a Vittoria, città «laboratorio sperimentale» dalla quale tutti copiano per ciò che concerne le alleanze anomale? Di esempi ce ne sono tanti: Giuseppe Nicosia e Luigi D’Amato (Mpa) nel 2005; Francesco Aiello e Raffaele Lombardo nel 2011; Carmelo Incardona e Francesco Aiello al ballottaggio del 2011; Udc e Pd nella prima giunta del 2011.

Dopo il primo maggio è possibile che quell’assessorato ancora da assegnare ritorni in quota Udc, a Daniele Barrano. Unica condizione per averlo, non pretendere la delega e affidare la scelta alla discrezione di Giuseppe Nicosia. Del resto le deleghe le dà il sindaco, sulla base delle competenze che il ricevente dimostra di possedere.

L’improvvisa riapertura del dialogo fa mordere la lingua a sangue a Salvatore Di Falco. Era pronto a replicare alle accuse che Pinuccio Lavima gli aveva lanciato sul quel «prendere o lasciare quello che vi diamo» dal sapore malandrinesco. «I rapporti con Lavima erano così cordiali- si limita a dire in frenata Salvatore Di Falco- che non mi sarei aspettato quelle dichiarazioni. La mia buona fede è dimostrata dal fatto che l’accordo con l’Udc era già stato raggiunto prima della sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo, inerente alla maggioranza consiliare. Sulle deleghe dico che anche io ho rispettato la peculiarità del sindaco nell’assegnarle».

Insomma, la dichiarazione di Di Falco è foriera di buoni auspici. Dalla prossima settimana, archiviato il lungo ponte festivo della Liberazione e della festa del lavoro (ma se non c’è che festa è), la ripresa del dialogo politico fra l’Udc e il Pd dovrebbe chiudersi presto con un accordo che vedrà lo scudo crociato entrare in giunta con un assessorato a Daniele Barrano. Le uniche richieste, il minimo necessario per far parte della coalizione di maggioranza, sono quei 3 punti che Di Falco aveva posto come conditio sine qua non, cioè «pieno e incondizionato sostegno al sindaco, alla giunta ed efficace e visibile collaborazione nella coalizione».

nella foto in alto Salvatore Sanzone, Salvatore Di Falco, Daniele Barrano