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VITTORIA - 25/04/2013
Politica - La Giunta amministrativa alle prese con i vecchi problemi della città

Lungomare Scoglitti e strade in consiglio

Stop alle trattative con l’Udc, che resta fuori dalla giunta. Il sesto assessore potrebbe essere una donna. Avviato il procedimento di decadenza di due consiglieri Pd per le troppe assenze dall’aula
Foto CorrierediRagusa.it

La proverbiale lentezza decisionale del sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto con il direttore generale Salvatore Troja) ha fatto risparmiare al bilancio comunale qualcosa come 21 mila euro in 7 mesi. I soldi che i vittoriesi avrebbero dovuto corrispondere al sesto assessore che ancora manca nella giunta, monca dalle dimissioni di Rosario Lo Monaco avvenute nel mese di ottobre 2012. Cifra approssimativa e complessiva di stipendio netto e contributi versati all’Inps e non più all’Inpdap. Cinque o sei, gli assessori, lo scarto è così risibile da rendere invisibili risultati peggiori o migliori di quelli prodotti finora dalla giunta comunale.

Le emergenze cittadine, che turbano il sonno del sindaco sono altri, non i rapporti con l’Udc e Sel, ma il disastro viario urbano e il lungomare di Scoglitti, che cola a picco sotto l’incalzare delle mareggiate. Si paga il prezzo salato di decenni di «tirare a campare», per non avere richiesto in tempo gli interventi manutentivi a chi di competenza. Per fermare l’erosione della costa ci vuole l’intervento invasivo del Demanio; per ridare alle strade di Vittoria una sembianza di città civile non serve la spruzzatina di bitume sopra le buche quando spiove, come spargere cacio sui maccheroni, ma un prestito di qualche milione di euro con la Cassa depositi e prestiti, come si faceva una volta per risolvere problemi gravissimi e asfaltare di sana pianta.

Quello delle strade è un problema gravissimo: per l’incolumità dei cittadini e per le parti meccaniche delle macchine, oltre ai danni e agli interessi legali da pagare a coloro che vincono le cause giudiziarie. Per quanto riguarda la sabbia sulla strada, è un altro problema. La guerra a Eolo è perdente, occorre stanziare un fondo da utilizzare nei 12 mesi dell’anno ogni qualvolta il vento di ponente invade la costa scoglittese con la violenza che sappiamo. Pale meccaniche pronte all’occorrenza per ripulire il lungomare.

I problemi politici e i rapporti fra Pd e Udc vengono dopo. Che pure ci sono e anche insanabili. Punto uno, fra Partito democratico e Udc le trattative si sono interrotte. Nicosia era pronto a dare agli udicini un assessorato, riservandosi la scelta della delega sulla base delle esigenze della giunta. Ma Giovanna Ragusa, delegata a trattare per conto dei consiglieri comunali e della segreteria, ha rivendicato a scalare l’Urbanistica oppure i Servizi sociali; L’Agricoltura e in subordine la Polizia municipale. Un’offerta che ha irritato il sindaco, costretto a prendere atto d’avere sprecato tempo inutilmente. Giuseppe Nicosia dovrà pescare, suo malgrado, nel monocolore Pd il sesto assessore, che molto probabilmente sarà una donna. Rosa Perupato? E’ un nome che gira ed è anche spendibile.

«I consiglieri dell’Udc- dice il presidente del Consiglio Salvatore Di Falco- assumono l’atteggiamento di chi non vuole dialogare. Escono dall’aula al momento della votazione». Segnali inequivocabili, per far capire che i due dell’Udc possono colpire e fare male quando e come vogliono. «Mi ha molto infastidito- afferma Pinuccio Lavima- sentir dire dal segretario del Pd che siccome avevano in mano la sentenza del Cga in loro favore, l’ingresso in giunta dell’Udc sarebbe quasi ininfluente. Come dire prendete quello che vi diamo, altrimenti niente». Resta la certezza che il nuovo corso dei commissariamenti Udc, eccetto l’accordo elettorale su Ragusa, non ha prodotto grandi risultati. «Il 26 aprile- dice Lavima- convocherò tutti per avere un quadro della situazione. Se i risultati saranno negativi alle aspettative apporterò dei correttivi».

Infine, il Consiglio comunale. Sta aprendo il «processo» a due consiglieri che brillano per assenteismo. Giovanni Formica e Rosario Dezio, entrambi Pd, hanno superato il tetto delle sei assenze. Sono passibili di decadenza, ma deve essere il civico consesso a decidere e a votare se mandarli a casa.