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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1388
VITTORIA - 08/03/2013
Politica - Non tarda la reazione di Salvo Barrano: 55 iscritti lascaino il partito

Udc: "Il partito siamo noi, ce ne andiamo"!

Errori e indecisioni della corrente Antoci che ha portato alla fuoruscita di parecchi tesserati. Nel Pd schermaglie salate fra Di Falco e Caruano. L’assessore al segretario: «Cerchi di recuperare gli attivisti borderline anziché farli fuggire»
Foto CorrierediRagusa.it

L’Udc siamo noi. E noi lasciamo l’Udc! Un esodo di massa. Lavima e D’Alia commissariano? Loro se ne vanno sbattendo la porta. In tutto 55: trenta attivisti simpatizzanti e 25 tesserati hanno lasciato l’Udc di Vittoria. Un patrimonio politico che nel’ultima tornata aveva prodotto un po’ meno di 2000 voti, sempre pochi per raggiungere il quorum che avrebbe fatto scattare il seggio consiliare.

Ieri pomeriggio l’ufficializzazione della fuoruscita dallo «scudocrociato». Da oggi Salvo Barrano, Rosario Lo Monaco, Mario Mascolino, Giuseppe Terranova, Lucio Quattrocchi e Stefano Battaglia, per citare i dirigenti con maggiore esperienza politica, hanno sancito la rottura definitiva. Sono l’ala cattolica nata dai semi di Rinnovamento democratico concepito da don Beniamino Sacco: un po’ maggioranza, un po’ opposizione, a seconda degli umori e dei dissapori avuti con la giunta Aiello prima e con Giuseppe Nicosia in questi ultimi anni. Sempre indecisi, entrare o non entrare, un po’ come il loro leader Franco Antoci, da poco autosospesosi dal partito. Andare troppo piano, o essere troppo veloci, in politica sono errori di pari gravità. L’indecisione non paga: tant’è che Antoci prima rifiutò la candidatura alle regionali a capo di una lista forte, in virtù di un patto stipulato con i vertici: sia che avesse vinto o che fosse arrivato secondo dopo Orazio Ragusa, avrebbe avuto un posto utile alle nazionali in modo da lasciare campo libero a Ragusa alla Regione. Antoci, ex presidente della Provincia, con la fama di essere stato uno dei migliori presidenti d’Italia, rinunciò a tutto tanto da ritrovarsi adesso fuori dal partito e in netta rottura con Orazio Ragusa, lo stesso Ragusa che Antoci convinse a non lasciare l’Udc per aderire al Pid insieme a Peppe Drago. Oggi Franco Antoci dovrebbe essere il leader dell’Udc in provincia, invece è praticamente fuori da tutto. Questa è la storia che i 55 vittoriesi che hanno lasciato l’Udc dovrebbero conoscere.

Ora saranno un gruppo civico, senza nome e battente bandiera senza sigla. In attesa di tempi migliori e di individuare un’aggregazione in cui trovare luogo e cittadinanza politica. Ma prima di chiudere la porta e gettare le chiavi della sede partito (simbolicamente parlando), Salvo Barrano si è tolto i suoi sassolini dalle scarpe. Contro Pinuccio Lavima (per la sua decisione commissariale illegittima), contro Giampiero D’Alia, segretario regionale (che non ha alcun potere in materia di commissariamento), contro qualche giornalista che scrive cose a loro non gradite. Ma questo lo fanno solo gli addetti stampa!

Basta con il passato, adesso parliamo dell’Udc presente. Giovanna Ragusa ha tutti i titoli per trattare il rientro nella giunta Nicosia. Ha già ricevuto i complimenti e gli auguri di buon lavoro dal segretario Salvatore Di Falco del Pd. Alla Ragusa sarebbe piaciuto essere assessore, oltre che commissario, ma manca dalla scena politica da un decennio e i due consiglieri comunali Salvatore Sanzone e Daniele Barrano sono arrivati prima di lei nell’Udc. Il diritto di prelazione assessoriale spetta a loro. E infatti è uno di loro quello che la Ragusa dovrà presentare al sindaco. Salvatore Sanzone, essendo medico di base troppo impegnato, difficile che accetti. Per cui, se non proporrà un suo candidato, il sesto assessore targato Udc della giunta Nicosia dovrebbe essere Daniele Barrano, agente di polizia nella vicina Comiso. Senza bisogno che si dimetta dalla carica di consigliere comunale.

Chiuso con l’Udc. Nel Pd i mal di pancia nello stesso partito non mancano. Il segretario Salvatore Di Falco è alle ultime battute. «Il mio successore- aveva detto-deve essere giovane e senza doppi incarichi». E questo l’assessore Gianni Caruano l’accetta, facendo capire di non essere interessato alla carica. «Bisogna superare subito- manda a dire Caruano a Di Falco- di superare la gestione parrocchiale del partito: chi si «confessa» col segretario va bene, gli altri rimangono col peccato. E poi bisogna aprire un altro circolo nei quartieri popolari, una mia vecchia proposta mai discussa. Terza cosa, avviare un forte rinnovamento nel partito ricominciando da Franco Caruso, Santo Cirica e Giovanni Formica; e tutta quell’area borderline che ha votato Pd e che non avendo partecipazione tiene sotto accerchiamento la giunta comunale>. Un segretario destabilizzante, viene da chiedere? «Nulla di personale contro Di Falco, per carità- precisa Caruano- ma cerchiamo di recuperare gli scontenti che hanno votato e votano ancora Pd».

Nella foto in alto, l´Udc ai tempi del´unione. Da sinistra Giovanni Di Giacomo, Franco Antoci, Salvo Barrano, Orazio Ragusa, Giancarlo Floridia e Raffaele Schembari