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Domenica 22 Luglio 2018 - Aggiornato alle 18:03
VITTORIA - 03/10/2012
Politica - I veri motivi della revoca dell’ex presidente della Sogevi

Nicosia a Mandarà: «Niente incarichi a voltagabbana che votano la destra»

Il candidato di Cantiere popolare-Pid aveva accusato il sindaco di «ritorsione politica» per non avere appoggiato il fratello Fabio candidato con Crocetta
Foto CorrierediRagusa.it

La querelle fra Livio Mandarà, ex presidente della Sogevi, e il sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto col fratello Fabio) non sarebbe esistita se ci fosse stato un po’ di stile. E’ questo il convincimento di Giuseppe Nicosia, costretto a replicare alle accuse di Mandarà, candidato a sopresa con il Pid-Cantiere popolare senza dimettersi dalla carica di presidente Sogevi. «E’ strano- reagisce il sindaco nel sottolineare il «diverso stile» dei precedenti presidenti che hanno lasciato la carica prima di affrontare esperienze elettorali- che Mandarà non abbia minimamente pensato a presentare le dimissioni; se non altro per imitare la correttezza e l’etica dei presidenti delle aziende speciali: Gino Puccia, Salvatore Di Falco e il suo predecessore, Giovanni Denaro che, allorquando si candidarono alle elezioni amministrative comunali, si dimisero dalle rispettive cariche».

Dalla polemica emergono i retroscena sulla nomina. Perché Mandarà alla Sogevi e non un altro? «La nomina di Mandarà –confessa Nicosia- è stata frutto del suggerimento di una lista, quale quella capitanata da un gran signore qual è Luigi D’Amato; solo grazie a tale indicazione politica avevo proceduto alla sua nomina. Cessata la fiducia politica, conseguentemente cessa la carica. Chi si candida con la destra, che alla Regione ha massacrato in questi anni Vittoria, è antitetico alla mia amministrazione e non può ricorrere a strani ragionamenti, che sanno di pateracchio salva-poltrona».

Mandarà ha fatto riferimento alle candidature di 5 anni fa. «Ridicolo fare quel riferimento- continua Nicosia- cinque anni fa Mandarà non era candidato e al massimo votava per un presidente della Regione che non condividevo, ma che rappresentava una forza, l’Mpa, alleata, in quel momento, con Vittoria; salvo, poi, dimostrare la sua inadeguatezza».

L’ex presidente della Sogevi ha detto di essere stato allontanato per il conflitto con la candidatura di Fabio Nicosia. «Il suo riferimento- precisa il sindaco- poco elegante nei confronti della candidatura di mio fratello, paradossalmente rende doverosa la decisione. Io sono impegnato in prima persona per Rosario Crocetta presidente della Sicilia, e da ciò il dovere della revoca. Chi sta con me non può essere così voltagabbana da prendersi i miei incarichi e far votare per la destra. Preferiamo la chiarezza e la coerenza. La revoca è un segnale sia di chiarezza che di coerenza ed è una scelta di campo senza inciuci nei confronti di tutti. La difesa di Mandarà, che è anche accusa nei confronti di chi lo ha preceduto, è patetica ed è solo una difesa della poltrona, ma non si può stare seduti contemporaneamente su due poltrone contrapposte. Si tranquillizzi, il nostro: la sua sostituzione non provocherà alcuna perdita di funzionalità alla So.ge.vi, anzi ci aspettiamo risultati migliori».

E dopo questa replica che pareggia le posizioni e chiude la vicenda, un consiglio alle due parti: le elezioni incombono, non sprecate tempo prezioso con questi battibecchi ininfluenti, andate a capitalizzare voti, perché i concorrenti sono molti e il bacino dove pescare sempre più ristretto.