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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1582
VITTORIA - 03/10/2012
Politica - I veri motivi della revoca dell’ex presidente della Sogevi

Nicosia a Mandarà: «Niente incarichi a voltagabbana che votano la destra»

Il candidato di Cantiere popolare-Pid aveva accusato il sindaco di «ritorsione politica» per non avere appoggiato il fratello Fabio candidato con Crocetta
Foto CorrierediRagusa.it

La querelle fra Livio Mandarà, ex presidente della Sogevi, e il sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto col fratello Fabio) non sarebbe esistita se ci fosse stato un po’ di stile. E’ questo il convincimento di Giuseppe Nicosia, costretto a replicare alle accuse di Mandarà, candidato a sopresa con il Pid-Cantiere popolare senza dimettersi dalla carica di presidente Sogevi. «E’ strano- reagisce il sindaco nel sottolineare il «diverso stile» dei precedenti presidenti che hanno lasciato la carica prima di affrontare esperienze elettorali- che Mandarà non abbia minimamente pensato a presentare le dimissioni; se non altro per imitare la correttezza e l’etica dei presidenti delle aziende speciali: Gino Puccia, Salvatore Di Falco e il suo predecessore, Giovanni Denaro che, allorquando si candidarono alle elezioni amministrative comunali, si dimisero dalle rispettive cariche».

Dalla polemica emergono i retroscena sulla nomina. Perché Mandarà alla Sogevi e non un altro? «La nomina di Mandarà –confessa Nicosia- è stata frutto del suggerimento di una lista, quale quella capitanata da un gran signore qual è Luigi D’Amato; solo grazie a tale indicazione politica avevo proceduto alla sua nomina. Cessata la fiducia politica, conseguentemente cessa la carica. Chi si candida con la destra, che alla Regione ha massacrato in questi anni Vittoria, è antitetico alla mia amministrazione e non può ricorrere a strani ragionamenti, che sanno di pateracchio salva-poltrona».

Mandarà ha fatto riferimento alle candidature di 5 anni fa. «Ridicolo fare quel riferimento- continua Nicosia- cinque anni fa Mandarà non era candidato e al massimo votava per un presidente della Regione che non condividevo, ma che rappresentava una forza, l’Mpa, alleata, in quel momento, con Vittoria; salvo, poi, dimostrare la sua inadeguatezza».

L’ex presidente della Sogevi ha detto di essere stato allontanato per il conflitto con la candidatura di Fabio Nicosia. «Il suo riferimento- precisa il sindaco- poco elegante nei confronti della candidatura di mio fratello, paradossalmente rende doverosa la decisione. Io sono impegnato in prima persona per Rosario Crocetta presidente della Sicilia, e da ciò il dovere della revoca. Chi sta con me non può essere così voltagabbana da prendersi i miei incarichi e far votare per la destra. Preferiamo la chiarezza e la coerenza. La revoca è un segnale sia di chiarezza che di coerenza ed è una scelta di campo senza inciuci nei confronti di tutti. La difesa di Mandarà, che è anche accusa nei confronti di chi lo ha preceduto, è patetica ed è solo una difesa della poltrona, ma non si può stare seduti contemporaneamente su due poltrone contrapposte. Si tranquillizzi, il nostro: la sua sostituzione non provocherà alcuna perdita di funzionalità alla So.ge.vi, anzi ci aspettiamo risultati migliori».

E dopo questa replica che pareggia le posizioni e chiude la vicenda, un consiglio alle due parti: le elezioni incombono, non sprecate tempo prezioso con questi battibecchi ininfluenti, andate a capitalizzare voti, perché i concorrenti sono molti e il bacino dove pescare sempre più ristretto.


Scandaloso!!
04/10/2012 | 11.20.19
Marcello

Concordo con l´analisi attenta di Saro, ormai non ci scandalizza più, è ufficiale e si dichiara palesemente, grave che sia un rappresentante delle istituzioni a farlo, le nomine sono cambiali che si scambiano dopo le elezioni. Ma non esisteva uan volta il reato del voto di scambio, dovrei capire... lo scambio deve riguardare solo denaro o prevede anche il baratto con posti, nomine, incarichi, assunzioni?
Ci stiamo tutti sorprendendo del sistema Lazio ma credo che si tratti di sistema Italia, ce la prendiamo con i tedeschi per come ci considerano, ma in fondo hanno proprio ragione.
E visti i candidati alle regionali, credo che le cose difficilmente cambieranno.


Ricostruzione fantasiosa
04/10/2012 | 0.32.15
Germano

Il Nostro afferma sibilino che "la destra alla Regione ha massacrato in questi anni Vittoria" e non dice in quale film o fiction abbia visto ciò dal momento che si mormora in giro che alla direzione del Regione Sicilia ci sia stato un certo Sig.Lombardo sostenuto dal P.D. che sembra sia il partito
del Sindaco il quale è anche all´oscuro del fatto che Lombardo rientri a pieno titolo nella categoria dei "voltagabbana" da lui tanto aborrita ma evidentemente solo quando i "voltagabbanisti" non stanno dalla sua parte.


SPAZZATURA
03/10/2012 | 17.53.00
PEPPE

Egg. sig. sindaco Vittoria sta sprofondando nella spazzatura, ed Ella mi dichiara guerra ai suoi ex fedelissimi "0 con mè opp. contro di mè" Ma si rende conto della "spazzatura" che ha attorno a sè ma faccia un pò di pulizia anche e sopratutto a casa sua. Suo fratello non è candidabile è da rottamare.


Fedeltà o competenza?
03/10/2012 | 15.07.36
Saro

In sintesi:le nomine del sindaco non sono tanto il frutto di un esame delle competenze dei candidati,quanto di segnalazioni e,soprattutto,di fedeltà politica.Il prossimo presidente sarà ben contento di sapere che la sua nomina sarà stata il frutto non tanto delle sue competenze,ma,soprattutto,della fedeltà politica.Questo è un bel messaggio per le nuove generazioni:siate più fedeli che competenti,vi conviene!
C´è un particolare,però.In teoria,la revoca o la riconferma di un incarico dovrebbe scaturire solo da una valutazione oggettiva dell´operato,e siccome i numeri(e le delibere)non mentono,se qualche presidente(per ipotesi)ha solo scaldato la sedia,non ha proposto iniziative e progetti,non ha concluso accordi positivi(con ricadute sul territorio)ed ha lasciato solo una situazione debitoria,allora è stato un cattivo presidente e,fedeltà o meno,andava allontanato prima. Se,invece,questo stesso presidente,si è dimostrato attivo,ha concluso accordi e sanato bilanci,insomma,se ha determinato con la sua opera una positiva ricaduta sul territorio,allora,fedeltà politica o no,va tenuto stretto.Mi chiedo se il sindaco,quando deve ristrutturare casa sua o usufruire per sè di una prestazione sanitaria,cerca la competenza o la fedeltà politica. E non venite a dirmi che si tratta di un incarico politico, perchè non è pagato coi soldi del partito, ma con quelli nostri, ed io esigo ovunque un competente, non un fedele del sindaco.
La fedeltà privata non va premiata con soldi pubblici


NON FANNO PRIGIONIERI
03/10/2012 | 13.08.00
bertoldo

E´ il famoso ´metodo Previti´: non faremo prigionieri! Metodo adottato da destra, centro e sinistra, a conferma che sono tutti uguali, gocce uguali indistinguibili una dall´altra, cambia solo il colore, come i camaleonti...