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Sabato 26 Maggio 2018 - Aggiornato alle 11:48
VITTORIA - 31/05/2012
Politica - L’ex segretario eletto nell’unico congresso nazionale sbotta contro Roccuzzo e Lombardo

Mpa, Coniglione: «Il nuovo che avanza? Nomine dall’alto»

Bordate anche per Riccardo Minardo, che si è disinteressato del territorio ibleo
Foto CorrierediRagusa.it

«Il nuovo che avanza nell’Mpa ha fatto parte dela direzione comunale che ho avuto l’onore di guidare dal 21 novembre 2010 (data di svolgimento dell’unico congresso del Mpa sul territorio italiano) fino alle amministrative dello scorso anno». Dopo la nomima di Toti Miccoli a Vittoria e quella di Peppe Caruso a Comiso su indicazioni di Paolo Roccuzzo, Daniele Coniglione (nella foto il primo a sinistra accanto a Riccardo Minardo e Giuseppe Piccione) è costretto a schivare i colpi per evitare che le nomine dall’alto gli cadano in testa.

«Apprendo dalla stampa, come ormai di consuetudine fare per gli organismi provinciali dirigenti del Mpa, che finalmente a Vittoria il Movimento per l’Autonomia ha un «nuovo che avanza»: Toti Miccoli», già dirigente di partito. Coniglione non ce l’ha con Toti Miccoli, ma con Paolo Roccuzzo e Raffaele Lombardo.

Scrive Coniglione: «Un partito, voglio ricordare all’amico Miccoli, che proveniva da una gestione litigiosa della «vecchia guardia»: la stessa a cui adesso il neo commissario vorrebbe chiedere di rientrare per poi giungere al congresso. Congresso, che voglio, altresì, ricordare all’amico Miccoli, non è un «abitudine» del Movimento per l’Autonomia, che predilige invece le nomine calate dall’alto».

Nella filippica di Coniglione ce n’è pure per Riccardo Minardo, deputato regionale del Mpa. «La deputazione iblea regionale del Mpa non si capisce bene per quale strabiliante piano decide, improvvisamente, di disinteressarsi al territorio di Vittoria ritenendo, forse, non utile ai propri fini un ulteriore impegno nello stesso».

L’ultima critica è tutta per il leader che ha creato Mpa. «Il presidente Lombardo, che in un’intervista ad un quotidiano ha dichiarato: «Sono molto deluso dall´evoluzione del mio movimento: s´è trasformato in un partito del potere e del governo. All´inizio il mio movimento autonomista si intestava battaglie importanti come il ponte sullo Stretto o la questione dei rifiuti; oggi si batte per un posticino di sottogoverno o un assessorato comunale". Condivido in pieno la sua esternazione, caro presidente… ma le chiedo: a chi vogliamo dare la responsabilità di tutto ciò?»