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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 464
VITTORIA - 03/01/2012
Politica - Insanabili i rapporti nelle due sinistre a Vittoria

Nella guerra tra Sel e Fed in campo Cannella: «Patti non rispettati»

L’ex consigliere comunale di "Bellaciao" vuota il sacco: «Sel ha costruito un recinto che dobbiamo abbattere. Senza i nostri 500 voti Garofalo, Cilia e Mustile non avrebbero ottenuto il 5,5 e non sarebbero entrati in Consiglio»
Foto CorrierediRagusa.it

Se Salvatore Garofalo fosse rimasto amministratore Peppe Cannella (foto), protagonista storico della sinistra vittoriese, sarebbe entrato in Consiglio comunale. Ma Sel ha optato per Mariella Garofalo, e per Cannella non c’è più possibilità di ritornare nella sala Mazzone. Rammarico? «No, la presa d’atto che Sel non ha rispettato i patti di giugno- esordisce l’interessato- Perché Sel ha Vittoria ha costruito un recinto che si alza sempre di più. Per cui chiedo una mano ad ogni livello ai simpatizzanti vittoriesi della sinistra, ai liberi pensatori, ai gruppi, alle associazioni, ai comitati, ai compagni e agli amici con cui ho condiviso e continuo a condividere da anni valori, passioni e utopie. Occorre rompere il recinto senza indugi».

Scusi, quali sono i patti di giugno che non sarebbero stati rispettati?
«A Vittoria la lista consiliare «Sinistra Unita con Vendola», promossa dall’area di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) e dall’area di Rifondazione Comunista, ha avuto alle ultime elezioni il 5,5% dei consensi. Lo sbarramento della fatidica soglia del 5% è stato superato con difficoltà e grazie al contributo dei militanti delle due forze politiche ma anche all’impegno di tante persone di sinistra e di movimento senza tessera di partito. Quindi, è un grossolano sbaglio ritenere «Sel con Vendola» una sorta di proprietà privata di Sinistra Ecologia e Libertà. Senza anche i voti dell’area di Rifondazione e dei simpatizzanti liberi della sinistra «senza» partito la lista non avrebbe eletto alcun consigliere comunale, né avuto assessori».

Può essere più preciso nei dettagli e sui voti presi dai singoli candidati?
«Tutta la lista ha ottenuto 1.500 voti raggiungendo a malapena il 5,5%. Tolga i voti presi dai candidati di Rifondazione comunista, 500 circa in tutto, e arriva alla conclusione che senza i miei 130 consensi, i 120 di Guastella, i 70 di Giurato, i 60 di Denina e i 30 di Alabisi, Mariealla Garofalo, Mustile e Cilia non sarebbero entrati in Consiglio. Aggiunga che non c’è stato un vero trascinatore nella lista, ma tutti portatori di acqua: la Garofalo ha contato 180 voti, Mustile 160 e Cilia 150. In base a questi numeri loro hanno preso tutto e vogliono di più».

Brucia questo?
«Sì, perché personalmente in aprile e maggio ho faticato molto per convincere una grossa parte dei vertici locali, soprattutto di Sel, e qualcuno di Rifondazione, che solo assieme e in maniera unitaria si poteva ottenere un risultato elettorale accettabile. Avevo persino «minacciato» di ritirare la mia candidatura in consiglio comunale e di non impegnarmi direttamente in campagna elettorale in quanto pezzi consistenti di Sel da mesi premevano per fare una lista non unitaria. La mia testardaggine unitaria ha quindi in parte evitato a Sel (e a Rifondazione) di avere a Vittoria una probabile disfatta elettorale e ha contributo ad ottenere in consiglio seggi e rappresentanza per l’intera area della sinistra di alternativa. E non è un caso che nessun singolo candidato nella lista ha avuto exploit di consensi individuali. Gli elettori hanno premiato coi loro voti di preferenza candidati differenti sottolineando l’importanza del «lavoro di squadra» che si è fatto. Sel voleva tutto, ha preso tutto in maniera monopolistica».

Le strade della sinistra a Vittoria sono destinate a essere divise per tutta la vita…
«Parlano i fatti. A Vittoria Sel con le scelte di giugno e con quelle che si accinge a fare studia le prove generali per fagocitare tutto e per costruire una sorta di muro di segregazione politica contro ogni diversità e soggettività «altra» di movimento a sinistra. Vittoria, città delle cento emergenze e dalle illegalità diffuse, culla di inenarrabili poteri forti vecchi e nuovi, non può permettersi questo e ha bisogno ancora di più di articolazione, buone pratiche e pensiero critico. Questa vicenda non deve essere scambiata come uno scontro frutto solo di personalismi o come un conflitto «tra i soliti vittoriesi rissosi» o come una diatriba per la poltrona. A Vittoria c’è invece una rilevante questione politica all’interno della sinistra e della coalizione del centro-sinistra che va affrontata urgentemente. Ma anche una questione di democrazia rappresentativa che coinvolge complessivamente le istituzioni democratiche municipali».


Sinistri e sinistrati
03/01/2012 | 5.36.51
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