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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 858
VITTORIA - 07/10/2011
Politica - I veleni politici di Vittoria finiscono sul tavolo del prefetto Cagliostro

Caruso autosospeso dai Democratici, Incardona annuncia ricorso Cga

Il consigliere comunale smentisce d’avere fatto dichiarazioni su Aiello «che manovra pregiudicati». Il deputato regionale: «Sui brogli si pronuncerà la magistratura penale»
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo la baruffa scaturita dall’occupazione dell’aula consiliare, spunta il «caso» Caruso. Il consigliere comunale eletto nella lista I Democratici non riconosce una frase del comunicato stampa inviato ieri dal gruppo, laddove si legge «invito il presidente Spalla a non farsi intimidire da personaggi con gravi precedenti penali che sono manovrati da Aiello». E prima di avere un chiarimento all’interno del suo stesso gruppo, il consigliere annuncia la smentita e l’autosospensione dal gruppo consiliare. «Smentisco categoricamente questa affermazione a me attribuita – dice Franco Caruso (foto) - e comunico, anche, che fino a quando non avrò un chiarimento con gli altri componenti mi autosospendo dal gruppo consiliare denominato I Democratici». Una breve chiosa su questa vicenda ci sta. Non è la prima volta che qualcuno usa carta e penna con troppa disinvoltura. Uno scrive per tutti il comunicato congiunto e manda alla stampa, mettendo nei guai l’altro che magari non ha nemmeno pensato quelle dichiarazioni fatte a suo nome.

Aiello, Incardona, D’Amato e Di Falco ricevuti dal prefetto Cagliostro
Ieri mattina, tutti dal prefetto Giovanna Cagliostro, che a un mese dal suo insediamento comincia a prendere coscienza della «vivacità» dei 12 comuni della provincia. Vittoria fa da banco di prova. Il rappresentante del Governo prima ha ricevuto la delegazione composta dal deputato Carmelo Incardona e dal consigliere Francesco Aiello; intorno a mezzogiorno ha fatto accomodare il presidente del Consiglio Salvatore Di Falco, l’assessore Luigi D’Amato, il capogruppo Gianni Caruano e il consigliere Elio Cugnata. Stop, altro non dice il prefetto Cagliostro. Ma cosa avrebbe potuto fare un’istituzione super partes, se non raccomandare alle parti di raffreddare gli animi e di riportare il dibattito dentro i canali del convivere civile e della democrazia? Quanti prefetti, prima di Cagliostro, sono intervenuti per calmare gli animi esacerbati della politica vittoriese!

Ricorsi rigettati dal Tar, annunciato appello al Cga
Vicenda Tar. Il rigetto dei ricorsi da parte del Tar Catania avrà altre conseguenze giudiziarie. Ieri abbiamo riportato a caldo le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Nicosia, oggi quelle del suo ex sfidante Carmelo Incardona (FdS). Titolo della risposta: «Il sindaco cerca di imbrogliare e mischiare le carte in maniera vergognosa». Il contenuto è una lezione al so collega avvocato: «Il sindaco Nicosia, che di professione fa l’avvocato, parla attaccando gli avversari e dimostrando di non sapere distinguere le diversità di alcuni organi giudiziari, le competenze dei giudici, le differenze tra magistratura penale e magistratura amministrativa. Cosa c’entrano i brogli elettorali con il rigetto del Tar? La magistratura amministrativa si è pronunciata sui principi interpretativi della legge elettorale regionale per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi dirimendo così una questione che riguardava quella parte che regolamentava l’elezione dei consigli comunali. Legittima era la richiesta dei consiglieri e atteso il pronunciamento del Tar chiederemo al Consiglio di giustizia amministrativa il verdetto finale».

Incardona insiste sui brogli elettorali
Sui presunti brogli, Incardona precisa: «Dei casi che configurano voto di scambio se ne occuperà la magistratura penale. Noi attendiamo il responso su fatti circostanziati che appaiono gravi e che, a nostro avviso, hanno minato la libera competizione democratica in occasione delle scorse amministrative. Anche da parte nostra faremo presente tutto questo al prefetto di Ragusa perché non è accettabile quello che il sindaco Nicosia ha messo in campo in occasione delle elezioni».