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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:32 - Lettori online 1251
VITTORIA - 17/06/2011
Politica - Domani il giudice Palazzolo scioglierà le riserve sul prossimo Consiglio

Il sindaco s’è insediato, ma per il Consiglio comunale resta il busillis

Esistono tante ipotesi, compresa una maggioranza risicata alla coalizione di Incardona (16 a 14), che aprirebbe la strada a una presidenza Aiello che renderebbe difficile il governo della città
Foto CorrierediRagusa.it

Il busillis sarà sciolto sabato di buon mattino. Il giudice Michele Palazzolo è inflessibile. A tutte le ipotesi che gli prospetti risponde «possibile!». Non dà certezza su come sarà la maggioranza consiliare, se ampia o striminzita a favore dell’uno o dell’altro schieramento. «Al giudice l’ardua sentenza»- dice con sorriso canzonatorio per chiudere la conversazione e rientrare nel seggio numero uno dove sta avvenendo il controllo capillare e definitivo delle schede.

La giornata inizia bene per il neo sindaco Giuseppe Nicosia (nella foto con il segretario generale Paolo Reitano e il comandante Cosimo Costa). Vestito blu, come da cerimonia importante, camicia bianca, cravatta grigio perla e fazzolettino dello stesso colore che s’affaccia dal taschino della giacca; un’aria tutt’altro che «toca», rispetto al Nicosia casual che stizzisce Francesco Aiello. Il sindaco legge il giuramento e firma davanti al segretario generale Paolo Reitano la sua fedeltà alla città per i prossimi 5 anni. Chi non tradirebbe un indizio di emozione in queste circostanze? Lui no. Sorrisi, abbracci e strette di mano per tutti in una sala degli Specchi quasi bugigattolo per contenere una folla simile.

I toni da campagna elettorale sono finiti, Aiello tutt’al più potrebbe ritrovarselo presidente del Consiglio, ma Incardona è ancora il leader del centrodestra, sebbene Giovanni Moscato cominci a indossare i panni dell’adulto rispetto al ragazzino dell’altro ieri. A Incardona manda un messaggio chiaro in stile Nicosia: svolga il suo ruolo di oppositore con coraggio e dignità, ma «abbandoni i vecchi arnesi della politica al loro destino». La festa è finita, il bello viene ora, quando sapremo la composizione del nuovo Consiglio comunale.

Un passo indietro per tornare alla «sentenza» del giudice prevista per sabato mattina. Le richieste di pareri verso i luminari della giurisprudenza s’incrociano da tutte le parti. Incardona ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente Raffaele Lombardo e all’assessore agli Enti locali Caterina Chinnici per conoscere quali sono stati «i criteri usati dal servizio elettorale dell’assessorato nell’applicazione dei seggi»: 18 alla coalizione Nicosia e 12 alla sua.

Le leggi si interpretano e la matematica non è opinione. Ma la fantasia politica è quella che regge il sistema e riempie i giornali 360 giorni l’anno. Punto uno. Chi perde presenterà ricorso al Tar. Punto due. Se Nicosia avrà la maggioranza tutto filerà liscio per i 5 anni senza patemi d’animo e senza ricorrere ai mercati di riparazione. Punto tre. Se Incardona avrà la maggioranza Aiello potrebbe diventare il presidente del Consiglio, in grado di mettere in difficoltà anche un sindaco di nome Omaba o Sarkozi, per citare gli amministratori mondiali che vanno per la maggiore. Si correrebbe il rischio di ritornare al voto fra un anno. Punto quarto. Per evitare il reale pericolo di cui sopra, Nicosia deve ricorrere all’arte dei contorsionismi politici, che ormai non scandalizzano nessuno.

Ne abbiamo visti così tanti di trasformismi e sortilegi in questi 5 anni e nella campagna elettorale già archiviata da sentirci immunizzati da qualsiasi veleno. E’ arte poco nobile, quella degli inciuci alla bisogna, ma consente di navigare a vista e di giungere alla meta nel tempo previsto.