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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 691
VITTORIA - 03/06/2011
Politica - I candidati definiscono le strategie per il secondo turno all’ultimo voto

Nicosia e Garofalo insieme. Aiello va con Incardona

Dieci punti da sottoscrivere per stare insieme: il centrosinistra cancella i veleni degli ultimi 5 anni e decide un accordo politico e duraturo anche per le provinciali, regionali e nazionali. La coalizione di Aiello ha superato le resistenze di molti per siglare il «patto sociale di salute pubblica» chiesto da Incardona
Foto CorrierediRagusa.it

Per definire gli apparentamenti fra Aiello e Incardona; e fra Nicosia e Garofalo è ormai questione di ore. Daniele Coniglione, segretario del Mpa, ha ricevuto l’ok dal presidente Raffaele Lombardo: «Al ballottaggio votate Incardona compatti e in maniera inequivocabile, mandate a casa la giunta Nicosia e liberate la città di Vittoria». L’Mpa di Vittoria, parla il voto di domenica e lunedì scorsi, si regge in piedi grazie a Toti Miccoli, un giovane legale ignoto alla politica che da solo ha preso 248 voti, il 26,33% della lista che non ha superato lo sbarramento, subendo la beffa della mancata elezione e dimostrando ai grandi teorici del partito come si prende un quarto di voti di tutta la lista. A parte Roberto Licitra, unico che ha superato i 100 consensi, gli altri 28 candidati hanno preso solo decine di voti.

Coniglione dopo l’ok del presidente del partito Lombardo dice ai 943 elettori Mpa di votare «compattamente» (per usare l’avverbio caro all’on. Cetto) e inequivocabilmente per Incardona. Comunque vada a finire il ballottaggio, Francesco Aiello (nella foto con Raffaele Lombardo sarà di certo il nuovo leader e punto di riferimento del presidente della Regione. Secondo voci molto autorevoli e fondate, l’accordo con Carmelo Incardona sarebbe già definito.

Anche per l’apparentamento fra Giuseppe Nicosia e la Sinistra unita con Vendola, al cui interno ci sono Rifondazione comunista e Sel, manca poco. Unioni obbligatorie. L’elettorato, che si presume debba avere un’alta affluenza per l’effetto traino del referendum sul nucleare, dovrà accettare e legittimare gli apparentamenti fra soggetti politici che fino a 5 anni erano espressioni di estrema destra ed estrema sinistra e che ora sono insieme «per mandare a casa la giunta Nicosia»; e soggetti politici che, sebbene giustificati dalla maggiore affinità sociale e ideologica, non hanno più veleno dentro perché se lo sono vomitati addosso in questi ultimi 5 anni. Ad ogni modo, il mondo è cambiato e la politica cambia e ruota insieme al mondo. Sicché, come direbbe Indro Montanelli, turiamoci il naso e andiamo a votare: o per mandare a casa Nicosia; o per fare rimanere a casa Incardona. La città ha bisogno di un governo, pena l’anarchia, il male peggiore.

Da cosa nascono e su cosa si poggiano queste future alleanze? Per Carmelo Incardona (27%), servono per formare «un governo di salute pubblica. Faccio appello a tutte quelle forze politiche e a tutti i vittoriesi di buona volontà che hanno detto no al sindaco Nicosia, alla sua gestione amministrativa negli ultimi cinque anni. Insieme possiamo dar vita ad un governo di salute pubblica che ha l´unico fine di rilanciare la città dal punto di vista economico, sociale, culturale».

E secondo Giuseppe Nicosia (37%) perché serve l’apparentamento con la sinistra di Vendola? «Invidio, positivamente, i giovani della Sinistra unita, i quali sono portatori di grandi ideali e hanno alto il senso della legalità e sono artefici di un sano movimentismo. Mi piacerà essere il loro candidato se lo vorranno. Sarebbe bello unire ciò che cinque anni fa è stato diviso. «L’accordo costituirebbe la realizzazione di una promessa fatta a Nichi Vendola».

E anche nel partito di Vendola tutte le resistenze stanno per vacillare. Prima di assessorati, la rivendicazione è un protocollo sottoscritto dalle parti che preveda un programma in 10 punti e che guardi in prospettiva delle elezioni provinciali, regionali e nazionali, esattamente come il modello nazionale.