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VITTORIA - 22/05/2011
Politica - I giovani autonomisti ritengono giusta l’alleanza con Aiello

Toti Miccoli (Mpa): «Sì alle scelte del partito»

Sulla vicenda Minardo il consiglio a «non condannarlo prima dei giudici». Su Lombardo ci mettono la «mano sul fuoco». Su Aiello, «scelta giusta e obbligata»
Foto CorrierediRagusa.it

I giovani autonomisti di Vittoria condividono tutte le scelte fatte dal partito in questa campagna elettorale. Totì Miccoli, giovane candidato al Consiglio comunale, e Manuelmarco Migliorisi, responsabile della comunicazione, a una settimana dal voto spiegano i loro punti su tutto quello che è successo in queste fasi di pre-accordi elettorali. Dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il deputato Riccardo Minardo, all’alleanza tra il governatore Lombardo e l’ex sindaco di Vittoria Francesco Aiello. Chi pensava a una reazione negativa dei giovani autonomisti si è sbagliato.

«Vi sono, proprio tra noi giovani- spiega Toti Miccoli (foto)- persone che vogliono veramente fare politica, intesa come discussione, confronto e servizio per realizzare il bene della nostra comunità ed il tanto desiderato riscatto economico e sociale del meridione». Sui temi più delicati che hanno visto impegnato il partito, questa è la posizione dei giovani.

Caso Minardo. «Ci riteniamo assolutamente iper-garantisti. La magistratura farà il suo corso ed accerterà, se mai ve ne siano, le responsabilità. Soltanto in quel momento anche noi potremo condannare l’operato di chicchessia. Certo è che rabbrividiamo a sentire i pontificatori professionisti di qualsivoglia orientamento politico che, dall’alto del loro complesso di superiorità da cui sono gravemente afflitti, già hanno svolto il lavoro che i magistrati svolgeranno in anni di duro sacrificio, condannando chi ad oggi non è stato ancora giudicato e tacciando di disonestà chiunque non sia dalla loro parte. E’ bene ricordare, comunque, la sanitopoli pugliese!»

E sui problemi che riguardano direttamente Raffaele Lombardo, i giovani autonomisti dichiarano: Sulle indagini che riguardano il presidente Lombardo: «Siamo certi che, a prescindere dal rinvio a giudizio che potrebbe essere un fatto meramente tecnico, il presidente Lombardo ha con i fatti distrutto un sistema ed un apparato di potere nel quale la mafia sguazzava. Ai posteri, o meglio dire alla magistratura, l’ardua sentenza. Noi siamo disposti a mettere la mano sul fuoco sull’operato del presidente.»

Infine l’accordo tanto biasimato con Francesco Aiello, qualche mese fa censore dell’Mpa e di Lombardo. «Siamo felicissimi –conclude Miccoli- che il nostro movimento abbia compiuto questa scelta. Aiello rappresenta per noi una guida in questa campagna elettorale e siamo sicuri che sarà un valido maestro anche nell’esperienza amministrativa che, ne siamo sicuri, ci accingiamo a vivere. La scelta del resto non poteva essere che questa».