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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 902
VITTORIA - 16/05/2011
Politica - La visita del governatore della Puglia a Vittoria e Marina di Ragusa

Nichi Vendola: «Non non svendo l’anima con alleanze gattopardesche»

Il leader è venuto per sostenere Salvatore Garofalo e ha risposto alle domande dei giornalisti: «Niente dialogo col Pd fino a quanto s’allea con Lombardo e con Casini». Ma in caso di ballottaggio confessa: «Saremo impegnati a battere la destra»
Foto CorrierediRagusa.it

Prima tappa a Vittoria, con comizio nella piazzetta della ex Centrale elettrica, nel pomeriggio a Marina di Ragusa. Tutto in un giorno per Nichi Vendola (nella foto al centro accanto a Pippo Pollara, Enzo Cilia e Salvatore Garofalo), governatore della Puglia e prossimo leader del centrosinistra contro la coalizione tuttora capeggiata da Silvio Berlusconi.

A Vittoria è giunto verso le 11, accolto in piazza del Popolo, mentre stava per cominciare il comizio di Forza del Sud. Con grande fair play, sottolineato dagli applausi dei sostenitori di Vendola, Marco Greco e Salvatore Artini hanno spostato l’inizio del comizio per consentire l’arrivo di Vendola. Poco prima opposti schieramenti stavano arrivando alle mani per l’affissione di manifesti. Sono dovuti intervenire i Vigili urbani per impedire una rissa.

La sinistra che non abbandona l’ideologia su cui ha costruito il proprio credo politico e che non vuole «svendere» l’anima della propria identità con alleanze strambe, si è stretta attorno a Nichi Vendola. Che ha fatto sosta a Vittoria, prima di pranzare all’Oste nero e di proseguire per Marina di Ragusa. Obbligatoria la tappa vittoriese, città che esprime un candidato sotto il suo nome, «Sel, sinistra unita per Vendola» (c’è anche Rifondazione comunista), Salvatore Garofalo, già sindaco di Vittoria, orfano di un padre e precettore, Francesco Aiello, che per motivi vari, infiniti e lunghi da raccontare, si ritrova oggi avversario politico nell’affollata arena di candidati a sindaco.

E il popolo della sinistra che resiste accoglie festoso il governatore della Puglia e il probabile leader del centrosinistra sfidante del centrodestra alle prossime nazionali. «Vengo da Gela dove mi è morto il cuore, arrivo qui e trovo una bella città…» confabula a microfoni spenti Vendola con accanto Enzo Cilia, Pippo Pollara e Salvatore Garofalo. Ha fatto poco Crocetta? Vien da chiedergli al volo. «Ha lavorato molto la mafia» è la pronta risposta di Nichi.

La conferenza stampa nella saletta della sede comincia. Nichi Vendola risponde ai giornalisti spaziando dalle «dediche» affettuose a Tremonti, Berlusconi, La Russa, Calderoli e company ai fatti locali. Tratta in 20 minuti temi squisitamente nazionali e altri che riguardano le elezioni. I motivi per cui i vittoriesi dovranno votare Salvatore Garofalo? Tutto nasce da questo «Pd che per metà sta con Raffaele Lombardo e per metà con Pierferdinando Casini, per il trionfo del trasformismo e del gattopardismo. Io corro per vincere, ma non posso morire nella palude dell’opacità»- spiega Vendola.

E qui nella valle dell’Ippari, tempio della «falce e del martello» della Sicilia orientale, dove il modo masochista di far politica a sinistra ha portato alla frantumazione totale, che succederà in caso di ballottaggio? Il popolo di Vendola andrà al mare o a votare? Questo il dilemma, più che il problema! «Non si può dialogare con formazioni che governano con Berlusconi e con un Lombardo che non rompe col sistema cuffariano. Noi stiamo con chi sente fiorire le ragioni di una buona politica, che sconfigge il partito del cemento. Nel ballottaggio saremo impegnati a battere la destra».

Da Vittoria a Roma, alla giustizia, ai magistrati, ai complotti dei giudici. «I politici del centrodestra che vengono toccati dalla magistratura fanno carriera, nella mia Regione io politici li caccio prima che vengano arrestati dai Carabinieri».