Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1023
VITTORIA - 06/05/2011
Politica - Vittoria: le liste dei candidati avvelenano il clima politico

Cambio lista Fiore, esposto di Francesco Aiello in Procura

E dentro il Pdl scoppia il caso Comisi-Terranova sulla presenza in lista. Nino Minardo accusa Leontini: "Sciaallaggio politico". La risposta di Comisi: "S’è fatto sempre così, dove sta la scorrettezza?
Foto CorrierediRagusa.it

Francesco Aiello presenta un esposto alla Procura per il caso Fiore e l’onorevole Nino Minardo accusa il collega Innocenzo Leontini «di essere in malafede sulla presentazione della lista del Pdl, che ha visto Riccardo Terranova relegato al penultimo posto e Fabrizio Comisi capolista.

Il giorno dopo la presentazione delle liste è un gionro di accuse e veleni. Tutt’e due in famiglia. Prima il «giallo» Fiore, la candidata che prima figurava nella lista «Polo civico Citta di Vittoria» e che dopo è stata inserita al 29esimo posto dell’altra lista «Incontrimoci», sempre a sostegno del sindaco Giuseppe Nicosia. I fulmini e le saette del candidato Francesco Aiello non si sono fatti attendere. Esposto alla Procura della Repubblica, alla Prefettura, alla Commissione elettorale e al segretario generale.

«La consigliere comunale uscente Concetta Fiore- scrive Aiello nel suo esposto- prima candidata nella lista civica «Polo Civico Città di Vittoria» era transitata nella lista «Incontriamoci», a seguito di dissapori e dissensi verificatisi all’interno della coalizione che sostiene il candidato a Sindaco Nicosia. Alla luce dei fatti sopra esposti, non appare possibile che la raccolta di almeno quattrocento firme di cittadini sottoscrittori, sia avvenuta con la regolare indicazione negli stampati predisposti dei candidati al Consiglio comunale, sicché si chiede fin d’ora, una verifica della regolarità delle operazioni di compilazione dei suddetti stampati e della relativa raccolta delle firme nel numero e nei modi prescritti dalla legge».

Cosa succede nella notte de 3 al mezzogiorno del 4 maggio fra Mario Mascolino, Concetta Fiore, candidati di una lista agguerrita in termini di presenze rilevanti? L’unica spiegazione potrebbe essere che il nome di Fiore non figurava nella rosa degli assessori nominati in prima battuta. E questo avrebbe comportato il risentimento della consigliere uscente al punto da lasciare la lista formata anche da Mario Mascolino, Paolo Amarù e Piero La Terra.

Intrigante la vicenda Comisi-Terranova nel Pdl. Riccardo Terranova, penultimo della lista alla lettera T, ha riferito al leader della corrente Nino Minardo che sarebbero stati violati i patti. E Minardo s’è arrabbiato. «Ciò che è accaduto – ha affermato- è grave pur trattandosi di un fatto di forma e non di sostanza. Mi dispiace dover appurare ancora una volta la mala fede di del mio collega coordinatore Innocenzo Leontini, che aveva garantito personalmente sulla corretta presentazione della lista chiedendomi di non danneggiare il suo delegato Fabrizio Comisi. Alla luce dei fatti Comisi non ha mostrato grande serietà, anzi si è fatto travolgere dai sentimenti di rabbia e di sciacallaggio politico».

Un fatto grave che potrebbe incrinare i rapporti in vista delle elezioni? «Restiamo comunque sereni e ancora più motivati. Il prim giugno dimostreremo che questo ennesimo giochetto non produrrà effetti…». Fabrizio Comisi risponde a Minardo in poche battute. «Abbiamo rispettato le stesse regole delle altre competizioni elettorali. A prescindere dalle lettere alfabetiche, il primo e il secondo della lista sono stati il coordinatore cittadino di Vittoria e del responsabile della frazione di Scoglitti. In questo caso io e Paolo Nativo. Il resto della lista è stato inserito in ordine alfabetico, purtroppo Terranova è fra le ultime lettere dell’ordine alfabetico. Nessuna scorrettezza e nessuno sciacallaggio, quindi, solo rispetto delle regole».

Nella foto in alto, da sinistra Farizio Comisi, Innocenzo Leontini e Giovanni Moscato